L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 settembre 2015

la Merkel una politica piccola piccola

Sapelli: "L'apertura della Merkel ai profughi è una mossa che mostra il volto bello della Germania"

INTERVISTA A GIULIO SAPELLI - "L'apertura della Merkel ai profughi è stata una mossa tattica per rimediare al passo falso compiuto con la bambina palestinese ma così la Cancelliera si è rafforzata politicamente interpretando il volto vero della Germania" - Perchè però il sì solo ai siriani? - "L'Italia è stata più aperta" - Devastante la situazione in Siria


"Sì, mi aspettavo l'apertura della Merkel ai profughi perché un'abile tattica e doveva recuperare terreno dopo il passo falso compiuto a luglio con la bambina palestinese" ma gli effetti della sua decisione improvvisata possono anche essere disgreganti nell'Est europeo e hanno provocato la risposta unilaterale di Inghilterra e Francia in Siria. Giulio Sapelli, ordinario di Storia economica all'Università Statale di Milano e intellettuale di razza è come al solito dissacrante e controcorrente. Vede gli aspetti positivi della svolta della Merkel ma ne coglie anche i limiti, come spiega in questa intervista a FIRSTonline.

Professor Sapelli, si aspettava la svolta annunciata ieri da Angela Merkel sull'apertura delle frontiere tedesche ai migranti?
Si, me l'aspettavo. Angela Merkel è un'abile tattica e doveva recuperare terreno dopo il passo falso compiuto a luglio con la bambina palestinese. Le terribili frasi pronunciate quel giorno dalla Cancelliera hanno avuto un effetto pesantissimo sull'opinione pubblica tedesca. Merkel ha sottovalutato la reazione di una Germania che non conosce, la Germania di Bonhoeffer, la Germania di Goethe. Nonostante sia una persona molto colta non ha tenuto conto dell'essenza di un Paese che spesso noi, dal di fuori, non percepiamo, abituati come siamo in questi ultimi anni a vedere il volto della Germania dominatrice, quello che ha fatto paura e che continua a fare paura al mondo.
A suo parere, nella decisione di aprire le frontiere ha inciso anche la sua esperienza personale di figlia di un pastore luterano nata nella Germania dell'Est o è stato il suo intuito politico a farle capire che era il momento di aprirsi e di riassumere anche su questo tema la leadership europea?
Il fatto che il padre di Angela Merkel fosse un pastore luterano non ha inciso assolutamente, anzi. Il padre era un accanito sostenitore del regime sovietico, non si è mai opposto e ha collaborato con esso per molto tempo. Merkel infatti è stata l'unica figlia di un pastore luterano ad essere ammessa all'università. Quella del padre è solo una favola raccontata da giornalisti ignoranti. Ma questa decisione non deriva neanche dall'intuito politico, è solo una mossa tattica. La Cancelliera aveva bisogno di proteggersi dai falchi di destra e per questo motivo ha cercato l'appoggio dell'opinione pubblica tedesca che, al contrario di quello che si pensa, non è per nulla conservatrice. Questo appoggio la rafforza politicamente e le da nuova linfa per proseguire il suo mandato.
Possiamo fare un parallelismo storico tra l'asse Gorbaciov - Wojtyla e l'asse nato tra Angela Merkel e Bergoglio che apre le porte ai migranti?
A mio parere no, anche perché non esiste un vero asse tra Papa Francesco e Angela Merkel. Bergoglio con le sue parole e con le sue azioni si rivolge al mondo intero, la Cancelliera parla all'opinione pubblica tedesca. Pensi anche alla decisione di accogliere solo i siriani. E' una scelta che ha un che di razzistico. Perché solo i siriani? Perché sono i più istruiti, i più ricchi, i più laici.
L'Italia in questo è stata molto più brava, molto più aperta e molto più solidale, soprattutto al Sud. Angela Merkel invece è stata superata dalla grande solidarietà di una Germania che non si vedeva, che l'Europa non percepiva. Quella intrapresa dalla Cancelliera è una politica pericolosa a livello continentale perché disgrega l'Europa, ma è una politica che mostra il volto bello della Germania.
La Germania ha annunciato che accoglierà 500mila migranti l'anno. L'ha appena accennato, quali saranno secondo lei gli effetti di questa scelta sul piano economico - sociale e sul piano politico tedesco ed europeo?
Per quanto riguarda i tedeschi, la Germania è una società vecchia, manca di lavoratori qualificati e il fatto di accogliere i siriani non potrà far altro che aiutare fornendo negli anni nuova forza lavoro. A livello europeo però, gli effetti potrebbero essere negativi. Inghilterra e Francia hanno risposto a questa politica improvvisata nel modo peggiore possibile: bombardando la Siria. Questo è l'effetto assurdo creato dalla politica di Angela Merkel. Non ha consultato nessuno prima dell'annuncio, non ha pensato a cosa avrebbe potuto provocare. I bombardamenti inoltre sono stati decisi senza un accordo con la Russia perché si crede che tutto si possa risolvere senza Assad. Ma non si può risolvere la situazione siriana senza negoziare coi russi e con Assad. Questa scelta unilaterale rischia di avere effetti devastanti a livello internazionale.
Per quanto riguarda l'Europa invece, questa è una mossa che disgrega l'Unione. I principali avversari della Germania adesso (Ungheria, Polonia, ecc.) sono i suoi principali alleati nella politica deflazionistica che ha distrutto il continente: il blocco teutonico - baltico. Da alleati ad avversari e le cause sono due. Faccio l'esempio della Polonia, i polacchi sono stati sotto il tallone comunista e non vogliono passare sotto quello tedesco. La Merkel ha sottovalutato la complessità politico - culturale della Polonia. I polacchi vogliono essere indipendenti e questa mossa la Cancelliera la pagherà cara. Non si è comportata da leader. La sua decisione mi ha fatto venire in mente Churchill: Angela Merkel è una politica perché pensa solo al domani, ma un vero statista pensa al futuro.

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