L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 settembre 2015

le aziende tedesche votate al profitto e disposto a tutto per ottenerlo

Se si appanna il mito dei tedeschi


Per l'azienda sarebbe pronta una sanzione da 18 miliardi di dollari per aver ingannato le autorità americane sulle effettive emissioni delle proprie vetture diesel. Più che il valore della multa, che corrisponde comunque ai profitti netti degli ultimi due esercizi del gruppo di Wolfsburg, ciò che pesa certamente è il danno d'immagine. L'Epa pare abbia infatti accertato che l'azienda ha montato su alcune delle proprie auto un software in grado di contenere le effettive emissioni durante i test ufficiali. Un escamotage che permetteva di fare leva su uno dei dati chiave che la clientela americana impiega per scegliere il proprio mezzo: i consumi.
Come è successo in Deutsche Bank, dove i vertici hanno dovuto fare un passo indietro dopo un'assemblea infuocata, che ha trasformato un'icona della finanza mondiale in un contesto da stadio, così anche per Volkswagen potrebbero profilarsi ora mesi di tensioni con probabili nuove ripercussioni sull'assetto di comando. Non foss'altro perché proprio la primavera scorsa si è consumato un duro confronto tra l'amministratore delegato, Martin Winterkorn e il presidente del gruppo, Ferdinand Piech che in un'intervista a «Der Spiegel» aveva preso «le distanze» dal ceo proprio per divergenze legate al futuro dell'azienda in Nordamerica. Ora l'America, che per il colosso tedesco vale 27,6 miliardi di euro di ricavi, e nei tre anni passati ha avuto una crescita del 16,3%, rischia di diventare l'impensabile tallone d'achille di un brand che ha costruito tutta la propria storia sulla serietà.

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-09-20/se-si-appanna-mito-tedeschi-152019.shtml?uuid=ACkd7J1 

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