L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 settembre 2015

Muos, noi siciliani, noi italiani siamo avvezzi alle 2Male segnorie"

Parafrasando Carducci diciamo: “Sta il siciliano fischiando su l’uscio a rimirar …”

di Guido Di Stefano
    In questo crepuscolo invernale l’intero popolo siciliano sembra sull’uscio a rimirare  la uggiosa e caliginosa nebbia, mentre ascolta il maestrale delle chiacchiere e dei proclami, il mare furoreggiante, lo scoppiettare  degli “spiedi” di pochi; gli animi si annichiliscono al tossico odore di morte che aleggia su tutto: la morte della speranza, della comprensione, della pace, della fratellanza, del rispetto; e il “siciliano” se ne sta, prigioniero della più apatica rassegnazione, a subire gli effetti della continua migrazione dei  suoi “stormi di Euro miseri” in un continuo andirivieni che unisce nel bene (poco) e nel male (da quantificare)  Palermo con Roma e con  Bruxelles e con destinazioni inesplicabili  all’interno dei nostri “minacciati” confini.
    L’inverno incombe rigido sulla Sicilia e intenta dobbiamo sopportare di tutto e di più: i roboanti proclami da tutti i potenti (ma non troppo) che “gestiscono” le nostre vite “menandoci come bestiame al pascolo; gli enigmatici messaggi che ci propina il neo-colonialismo tramite un noto politologo, storicamente più yankee che siciliano o altro; le non tanto velate minacce del console americano in relazione alla “storiella” del Muos. Mai spiegato e giustificato abbastanza “sto” Muos! Non abbiamo difficoltà a credere che sia particolarmente importante e per questo ci chiediamo ancora: come mai i nostri saggi governanti non hanno riconosciuto  (“motu proprio” oppure  “obtorto collo”) al territorio di Niscemi (e dintorni) la notevole importanza strategica che riveste e i conseguenti diritti a idonee infrastrutture, provvedimenti risarcitori e tutte le opzioni di una vita tranquilla e in sicurezza?  Forse a Roma (e dintorni) perdura la corrente anti-siciliana che ha (sempre) imperato,in particolare dal 1945 fino a data da definirsi?
    Avesse, il signor console, chiaramente minacciato i nostri politici di ogni ordine e grado (Roma, Palermo, ecc.) avremmo anche, pur censurando la travalicazione sulla sovranità nazionale e/o territoriale, potuto comprenderlo,  considerato che il volere mantenere duecentomila leggi e i collegati organismi e contro organismi (corresponsabilizzati e costretti per lo più a sovrapporsi e contrastarsi nelle competenze) non giova affatto a nessun uomo di buona volontà. Ma la “incerta sfumatura” ci lascia pensare  che le minacce possono investire la magistratura. Per caso gli Americani vogliono imporci i loro giudici, le loro leggi, la loro cultura, le loro armi, le loro banche?
    Sarebbe auspicabile che gli yankee chiarissero il tutto nelle opportune sedi, magari internazionali.
Noi Siciliani ormai cominciamo ad essere avvezzi ad ogni linguaggio e riconosciamo velocemente le “male segnorie” e l’eccesso di informazione.
    Come succede nelle pubblicazioni per la trasparenza: in qualche posto si arriva a pubblicare anche quello che non è più (da lustri o decenni e quindi da ricercare in elenco a parte) unitariamente con quello che è (e per cui servirebbe una consultazione istantanea): forse nella relativistica realtà isolana si “punta” a rendere trasparente anche il “nulla”. Sorvoliamo per ora sui tempi degli aggiornamenti.
    Torniamo ora alle nostre variazioni di bilancio, qualunque sia la loro specifica denominazione. Il sito istituzionale del “Dipartimento del bilancio e del tesoro – Ragioneria generale della Regione”  questa settimana (31 settembre – 4 agosto) presenta grossi stormi di Euro, a fronte dei quali sono ben poca cosa i circa 350,000,00 Euro “emanati” già la settimana scorsa (27 e 28 agosto) e pubblicati in questa (31 agosto e 01 settembre).
    Ed ecco a voi:
– Il D.R.G. n. 1879 del 01.09.2015 che si occupa di riproduzione di economie per Euro 71.725.299,52 sul capitolo 672433 – Ob. op. 1.1.2 del P.O. FESR 2007-2013;
 Insomma poco più di 396 milioni di Euro in tre!
   Di contro c’è da dire che tutte le altre variazioni emanate (e pubblicate contestualmente) nella settimana superano di poco gli Euro 2.600.000, 00!
   Sinceramente sogniamo la bella giornata in cui ogni figlio di Sicilia potrà guardare la sua grande madre e urlare: il passato è nostro, il presente ci vede liberi e forti, il futuro lo costruiremo  da signori e non da servi, per noi e per tutti i popoli.

Nessun commento:

Posta un commento