L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 settembre 2015

Poste privatizzate, motivo, ricostruzione dopo lo Tsunami del 2011, stronzate, con una piccola parte del Quatitative Easing date alle banche si potevano ricostruire per 30 volte

Il Giappone privatizza la Posta: Ipo da 11,5 miliardi

Japan Post Holdings è la conglomerata di Stato che controlla anche banche e assicurazioni: si tratta della più importante privatizzazione degli ultimi 30 anni. I proventi serviranno a finanziare la ricostruzione dopo lo Tsunami del 2011

10 settembre 2015

(reuters)MILANO -

Dalle poste italiane a quelle giapponesi. Per i governi è il momento di privatizzare. E così, Tokyo segue a ruota Roma annunciando il collocamento di Japan Post Holdings, la conglomerata di Stato che controlla anche banche e assicurazioni, con l'obiettivo di raccogliere 11,5 miliardi di dollari. La più importante privatizzazione degli ultimi 30 anni porterà la mercato la più grande banca nipponica e la principale compagnia assicurativa per asset.

Gli addetti ai lavori, tuttavia, sono molto scettici sulle prospettive di crescita di banca, assicuazione e poste: le prime due sono estremamente regolamentate per proteggere il settore privato, mentre il servizio postale soffre il costante calo dei volumi a fronte della crescente digitaliazzazione. Per il governo la quotazione è "un'opportunità per incoraggiare i proprietari di casa a investire sul mercato dei capitali" con l'obiettivo di smuovere i risparmi sui depositi bancari.

Japan Post Bank avrà una capitalizzazione di circa 52 miliardi di dollari, la holding varrà 50 miliardi, mentre le assicurazioni dovrebbero attestarsi intorno a quota 11 miliardi. I proventi delle quotazioni andranno in un fondo che ha l'obiettivo di raccogliere complessivamente 30 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese dopo lo Tsunami del 2011.

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