L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 settembre 2015

Renzi&Lotti associazione... per...truffare lo stato e intascarsi indirettamente soldi pubblici?

Donzelli instancabile su Chil Post: “Il Governo Renzi si rivalga sull’azienda del padre” 

24 settembre 2015 

 (foto gonews.it)

 “Fidi Toscana il 30 ottobre 2014 ha ricevuto dal Fondo Centrale di Garanzia del Ministero dello Sviluppo Economico, a copertura della garanzia offerta all’azienda Chil della famiglia Renzi, una cifra di 236.803,23 euro, ben superiore ai 34.951 euro che chiederà indietro la Regione. Dunque anche il governo Renzi, come ha annunciato di voler fare la Regione Toscana, deve attivarsi per recuperare i soldi pubblici con cui è stato coperto il debito dell’azienda poi fallita. E’ un dovere civile, oltre che morale, a cui Matteo Renzi siamo sicuri non vorrà sottrarsi”. E’ quanto chiede Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale e capogruppo in Regione Toscana di Fratelli d’Italia, che ha sollevato la questione dei debiti della famiglia Renzi ripianati con i soldi pubblici, oggetto della revoca della garanzia all’azienda annunciata ieri dal governatore toscano Enrico Rossi. 

“Renzi al momento dell’erogazione del mutuo – spiega Donzelli – era l’unico dirigente della Chil, peraltro in aspettativa perché prima Presidente della Provincia e poi Sindaco di Firenze. Per tutelare l’interesse pubblico ed essere credibile, in qualità di Presidente del Consiglio, non può però fare altro che disporre al Fondo Centrale di Garanzia di rivalersi sull’azienda di famiglia, rivolgendosi al curatore fallimentare come ha fatto Fidi Toscana. Per recuperare i soldi pubblici – sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia – l’unica strada è, sia per la Regione che per il Governo, quella di costituirsi come parte lesa nei procedimenti in corso sulla bancarotta della Chil. Così come la madre e il padre di Matteo Renzi, come amministratori della Chil, hanno a suo tempo lasciato che l’azienda fallisse trasferendo nella ‘good company’ Eventi 6 Srl i fondi del Tfr pagati con soldi pubblici per il periodo in cui il premier era Presidente della Provincia e Sindaco – conclude Donzelli – adesso è giusto che anche i debiti pagati con i soldi pubblici vengano ripianati dalle aziende di famiglia. Capiamo che per Matteo Renzi sia dura procedere contro i genitori, ma temiamo che non abbia altra strada”.
Fonte: Gruppo Fratelli d'Italia - Toscana Consiglio Regionale Tutte le notizie di Toscana

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