L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 settembre 2015

Renzi, Lotti, affari di famiglia con i soldi pubblici

Lotti-Renzi, padre di Luca firmò per mutuo a padre di Matteo
Pubblicato il 21 settembre 2015 10:41 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2015
di Redazione Blitz


Tiziano Renzi 


FIRENZE – Il 13 luglio 2009 Marco Lotti, padre del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, mette le firma che permette a Tiziano Renzi, padre del premier, di ottenere un mutuo da 697mila euro per la sua azienda di marketing Chil. Il giorno prima Lotti era stato assunto a Palazzo Vecchio dall’allora sindaco, Matteo Renzi, come responsabile della segreteria del Sindaco. La ricostruzione è fatta da Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Toscana. E la storia naturalmente è finita su diversi giornali non filo-governativi, come il Tempo e il Giornale.

A dare per prima la notizia era stata, il 18 settembre, l’agenzia Ansa, che riferiva le parole di Donzelli: “Le carte dicono che i debiti dell’azienda di famiglia di Renzi sono stati pagati dai cittadini e non dalla famiglia di Renzi grazie a delle carte, dei pareri e dei mutui concessi da una banca, la Bcc di Pontassieve. E la firma ce l’ha messa Marco Lotti”, che all’epoca dei fatti era responsabile aziende della Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve, il paese della famiglia Renzi. La garanzia, invece, era stata concessa da Fidi Toscana, la finanziaria della Regione Toscana.

E ora la Regione Toscana sarà chiamata a risponderne, perché quando Fidi garantì per il mutuo fino all’80% alla Chil in quanto “azienda femminile e toscana”, in realtà già era cambiato l’amministratore: Tiziano Renzi aveva preso il posto della moglie” e, quindi, “la garanzia comunque non avrebbe potuto superare il 60%. Fidi aveva la possibilità di verificare i cambiamenti societari che modificavano la garanzia che invece non è mai stata interrotta”, sottolinea Donzelli.

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