L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 settembre 2015

Renzi&famigli, quando si tratta d'interessi ci si muove pesantemente, senza tentennamenti e la faccia buona riservata alla Tv diventa quella di una belva

L’INCHIESTA

La sorella di Renzi sul caso Conti:
«Niente minacce, la verità verrà fuori»

Benedetta, assessore alla Scuola a Castenaso, sulla telefonata tra il premier e il sindaco di San Lazzaro: «Non mi risulta sia andata proprio così»

Benedetta RenziBenedetta Renzi
BOLOGNA - Suo fratello si chiama Matteo Renzi e di mestiere fa il primo ministro. Lei, Benedetta Renzi, è assessore alla Scuola al Comune di Castenaso. Il suo sindaco, Stefano Sermenghi, in questi giorni è nell’occhio del ciclone. Il primo renzianissimo cittadino di Castenaso è indagato nell’inchiesta sulle presunte minacce al sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti. La sindaca anti-cemento quando denunciò le intimidazioni ai suoi danni (per aver bloccato il progetto di una cittadella da 600 alloggi) ottenne la solidarietà anche da Renzi, premier e segretario del suo partito, il Pd.
LA SORELLA DEL PREMIER - «Vedrete, la verità verrà a galla», ha detto Benedetta Renzi a in un’intervista rilasciata a Riccardo Bruno e pubblicata sul Corriere. L’assessore difende il suo sindaco indagato. «La questione era delicata, il nostro sindaco avrà detto alla Conti che andavano valutate le eventuali reazioni delle imprese. Le minacce non c’entrano». E allora perché la sindaca è andata dai carabinieri? «Avrà percepito i consigli come delle pressioni. Non so, ma credo che la questione sarebbe finita lì». Invece «è diventato un caso nazionale quando sono intervenuti don Ciotti e Renzi.... Si è strumentalizzata una vicenda che poteva finire subito, a tarallucci e vino».
Isabella ContiIsabella Conti
LA TELEFONATA - Poi l’assessore affronta il caso della telefonata del premier alla sindaca nella quale Renzi invitata la Conti «a tenere la testa alta» «Non mi risulta che sia andata così», dice Benedetta. Non è vero che l’ha chiamata? «C’è chi chiama e chi è chiamato. Il contenuto della telefonata non lo conosco, sappiamo quello che ha riferito lei. Matteo ha chiesto a me dov’era San Lazzaro». Infine una battuta sulla Conti, una sindaca con l’immagine di una renziana che per salvare il territorio manda a monte i contratti con le coop. «Prima era bersaniana. Il mio sindaco (Stefano Sermenghi, ndr) è renziano da sempre».

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