L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 settembre 2015

Scuola Pubblica, gli insegnanti sono il sale della società


Assunzioni. Vero scandalo è lo stipendio, non il trasferimento da una parte all'altra del Paese

di redazione


Michele Ainis, su L'Espresso, dedica una interessante pagina al fenomeno "emigrazione di massa", o "deportazione", come è stato chiamato il meccanismo messo in atto dal Ministero per assegnare, ad ogni costo, le cattedre residue nella fase B.
Certo, avverte Michele Ainis, comprendere il fenomeno precariato scolastico in Italia non è semplice, con graduatorie che si sono sovrapposte nel tempo, procedure di abilitazione diverse l'una dall'altra, docenti dell'infanzia esclusi dall'ultima fase, cancellazione definitiva per chi rinuncia.
Ma  - aggiungiamo noi -  non ci conforta apprendere che ogni americano cambia Stato, in media, quattro volte nella vita, mentre potremmo concordare in linea teorica sull'assunto che nel mondo di oggi non è pù il lavoro che viene da te, sei tu che devi andare a cercarlo, lì dove si trova.
Ma siamo veramente sicuri che per portare a termine questo straordinario piano di assunzioni non si potessero operare scelte diverse? Su questo qualche dubbio continuiamo ad avanzarlo, pur sapendo che ormai una risposta non può esserci.
Il succo dell'articolo però è un altro. L'ingiustizia maggiore in tutto questo sistema è lo stipendio medio dei docenti: 29 mila euro l'anno. Nessuna categoria di dipendenti pubblici guadagna di meno. Ed è forse per questo che ai precari passa la voglia di fare le valigie.L'articolo
Ed è stato proprio questo uno degli argomenti più dibattuti nel corso dell'estate: il fatto che il trasferimento in altra provincia, per persone che hanno già famiglia e possibilmente anche mutuo, se non già figli da mantenere all'Università, diventa una scelta da ponderare con cautela. Non è infatti il rifiuto del posto di lavoro, ma quanto questo andrà ad incidere sulla tua vita personale, anche alla luce dell'incertezza che caratterizza il futuro piano di mobilità straordinaria.
Non a caso su questo argomento è intervento il governatore della Puglia, Emiliano, per trovare delle soluzioni per i precari (agevolazioni affitti, convenzione linee aeree e ferroviarie) che partiranno dal territorio, ma non è facile da realizzare.
Ma sul fronte stipendio tutto tace. I lavoratori della scuola iniziano un nuovo anno scolastico a contratto scaduto, in attesa che il Ministro Madia pensi anche a loro. Madia "ci saranno le risorse per rinnovare anche contratto scuola"

Nessun commento:

Posta un commento