L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 ottobre 2015

Comune di San Lazzaro, il poderoso Sistema Mafioso del Pd ha sempre fatto affari con la politica aquiescente, a volte si scontra con chi difende il bene comune e allora usano TUTTI i sistemi legali e non legali per piegarli ai propri interessi




Caso Idice, Gamberini: "Gli sms alla Conti? Era il mio lavoro"
Il direttore Legacoop indagato per minacce al sindaco: "Avvilito ma sicuro di dimostrare la mia innocenza"
di ANDREA CHIARINI
03 ottobre 2015















Simone Gamberini, direttore di Legacoop L'altra faccia dell'affaire Idice è quella di Simone Gamberini, direttore di Legacoop, in precedenza responsabile enti locali e vicesegretario del Pd. Indagato, insieme ad altri tre politici dem e a un imprenditore, per "violenza o minacce a un corpo politico". Reato ipotizzato nella storia recente soltanto nell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Tutto per alcuni sms inviati che, rivelò Isabella Conti, sindaco di San Lazzaro ai pm, lei considerò una forma di pressione per non bloccare il maxi-insediamento di Idice. "Risposi solo ai suoi messaggi  -  la difesa di Gamberini ripetuta in tutte le sedi  -  quegli sms facevano parte di un'interlocuzione per trovare una soluzione con l'amministrazione locale, avrei fatto lo stesso anche con una giunta di centrodestra". In sostanza, aggiunge, "stavo facendo il mio lavoro rappresentando alcune imprese". Inutile negarlo, da ex dirigente Pd la sua posizione sarebbe forse già finita nei titoli di coda. Ma l'incarico in Legacoop amplifica e alza il tiro dell'indagine. Chi lo conosce l'ha visto "sorpreso e avvilito per una vicenda kafkiana", colpito nella sua storia personale "di impegno per la legalità", ma al tempo stesso tranquillo "perché il fatto non sussiste".

Ma a chi giova tutto questo clamore? Se lo chiedono in coop, perché fra molti interrogativi e poche certezze, una ne circola nella cooperazione: nella "colata di Idice", dopo il fallimento Cesi, resta Coop Costruzioni col 10% appena. "Una parte minima, eppure si parla solo di noi", dicono i cooperatori lontano dai taccuini. La preoccupazione nel loro mondo, la stessa di Gamberini, è di non alimentare dibattiti e polemiche con l'inchiesta in corso. Ci si muove sul confine sottile, in questa fase di carte ancora coperte, tra l'accusa e la difesa. Il bubbone con la notizia degli indagati rischiò di scoppiare nel bel mezzo di un dibattito sull'urbanistica alla Festa dell'Unità: Gamberini e la Conti, seduti alle estremità del tavolo, si ignorarono per tutto il tempo. Per l'ex sindaco di Casalecchio difficile dissimulare, anche per quell'equidistanza che non si aspettava da chi nel Pd per anni aveva lavorato con lui fianco a fianco. Ora è più difficile esporsi.

Si racconta che l'ex sindaco Aldo Bacchiocchi, dopo un incontro in Comune con la Conti, dimenticò i suoi appunti sulla scrivania e che questi sarebbero finiti nelle mani dei Carabinieri. "Come Legacooop abbiamo già parlato con la nota ufficiale di ieri (giovedì, ndr ) ", si limita a dire Gamberini raggiunto al telefono. Quella in cui Legacoop, disponibile al confronto, chiede all'amministrazione di fissare data e luogo. L'inizio di un percorso che potrebbe portare a un "compromesso", come spera l'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini. E mentre la diplomazia dem lavora per ricucire i rapporti tra la Conti e le coop, gli altri costruttori orfani di Idice e spalleggiati dall'Ance stanno già trattando col Comune di San Lazzaro per trasferire i loro diritti edificatori decaduti in altre parti del piano regolatore. Entro l'anno potrebbero esserci novità. Ma se una trattativa era possibile, perché avviarla solo ora? Una domanda che non si stanno facendo, in queste ore, soltanto in Legacoop.


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