L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 ottobre 2015

il Pd cerca di fare sempre le cose all'ultimo minuto in maniera che le regole vengono infrante sistematicamente e quindi possono appropriarsi dei soldi pubblici


Milano, M5S: Arexpo, no a bandi su sito senza firma a protocollo di legali
(AGENPARL)- Milano 15 ott 2015 –
Ieri, la Commissione regionale Antimafia della Lombardia ha approvato una risoluzione del Movimento 5 Stelle che, se approvata dal Consiglio regionale il 20 ottobre, impegnerà il Presidente Maroni a “intervenire presso la società Arexpo S.p.A. affinché venga firmato al più presto il Protocollo di legalità con la Prefettura”.
Per Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S e relatrice della risoluzione, “i tempi stringono, il Governo è entrato in Arexpo, ma la società non ha ancora firmato il Protocollo di legalità. Il documento rende più stringenti le verifiche antimafia con forme di monitoraggio durante l’esecuzione dei lavori. L’area dell’esposizione sarà interessata da lavori e appalti:  non possono e non devono cominciare prima di quella firma”.
“La nostra risoluzione chiede anche, sentita la Commissione Speciale Antimafia, di dare il via a un Tavolo che coinvolga gli enti competenti in materia di lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione perché vengano definiti sin da subito i criteri e le barriere all’ingresso alla corruzione e alle mafie per quanto attiene al dopo Expo e al suo periodo di smantellamento. Il dopo Expo non deve diventare la mangiatoia di nessuno”, conclude Carcano.

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