L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 ottobre 2015

La Finanziaria figlia della paura del corrotto Pd non smette di dare soldi ai ricchi


I regali ai ricchi di Renzi sulla casa e la difesa d’ufficio di Gennaro Migliore

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  •  Francesco Fustaneo
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I regali ai ricchi di Renzi sulla casa e la difesa d’ufficio di Gennaro Migliore

Rubare ai poveri per dare ai ricchi: questa l'accusa che unanimemente si è sollevata contro Renzi e la sua propagandistica campagna “niente tasse sulla prima casa”.Chi detiene un fabbricato sa che l'abitazione principale, nella quasi totalità dei casi, è esonerata dall'Imu, mentre, di contro, su quest'ultima si paga la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili che tra le imposte che gravano sugli immobili è sicuramente la meno onerosa.
In concreto la misura proposta dal governo Renzi nella Legge di Stabilità 2016, consentirà ai cittadini italiani di risparmiare solo pochi euro di Tasi sulla propria abitazione principale.
Di contro permetterà un lauto risparmio ai ceti alti, possessori di immobili ricadenti nelle categorie castali: A/1 (abitazione di tipo signorile), A/8 (abitazione in ville), A/9 (palazzi di eminente pregio artistico o storico).
Costoro, prima della novella normativa, erano tenuti sia al pagamento della Tasi che dell'Imu, indipendentemente dal fatto che la propria fosse o meno abitazione principale.
La ratio della norma era sgravare dal pagamento quei milioni di italiani, proprietari di una comune abitazione, pagata magari con l'accensione di mutui e anni di risparmi e sacrifici, continuando invece ad applicare una patrimoniale (l'Imu, appunto) su fabbricati che per classe catastale non potevano che essere posseduti da soggetti appartenenti a ceti abbienti.
Con la legge di stabilità tutto questo verrà stravolto. Ora, se già la tempistica di una misura del genere lascia quantomeno perplessi, non si può invece accettare una campagna demagogica in cui un favore ai ricchi viene paradossalmente spacciato su giornali e tv, come una grande riforma popolare di taglio alle imposte.
Lo sfortunato telespettatore che suo malgrado ha assistito al confronto a Otto e Mezzo tra Travaglio e Gennaro Migliore, ex deputato e dirigente di S.E.L. confluito di recente nel P.D. alla corte di Renzi, avrà avuto sicuramente la sensazione di ricevere una tegola sulla testa. Travaglio, commentando la manovra finanziaria affermava: “più festa per i ricchi perchè sulla prima villa, sul primo castello, sulla prima reggia, non si paga più la tassa sulla casa”. Migliore, dal canto suo, ribatteva: ”questa è una delle manovre che ha un impatto positivo maggiore, nel corso credo di tutti gli ultimi anni; via il taglio delle tasse sulla prima casa, che non riguardano anche i castelli, perchè questi come sa anche lo stesso Travaglio, non rientrano nelle tabelle che pagavano questa imposta”.
Beh poiché siamo buoni, vogliamo pensare che Migliore sia magari un tantino poco informato e straparlando sia stato un po’ ‘impreciso’; lungi da noi dunque pensare che abbia voluto fare il “pinocchio” politico di turno, imitando il suo leader fiorentino.
Il buon Travaglio, di fronte a una Lilli Gruber a sua volta “incredula” alle parole del deputato P.d.,  per sconfessarlo citava una dichiarazione di Zanetti.
Noi invece per farlo ci limiteremo ad esaminare il testo di legge.
La bozza della Legge di Stabilità all'articolo 4 comma 1, recita: All’articolo 13 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214: a) il secondo e il terzo periodo del comma 2 sono sostituiti dal seguente: “L'imposta municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa”.
Ma il secondo periodo del comma due della suddetta legge recitava: l'imposta municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali continuano ad applicarsi l'aliquota di cui al comma 7 e la detrazione di cui al comma 10.
Per cui se tale comma viene sostituito con la nuova enunciazione poc'anzi riportata è pacifico che, come evidenziato da Travaglio, anche il proprietario di un “castello”  non dovrà pagare il tributo.
Risparmiamo per non annoiare il lettore,  l'enunciazione del comma 4 della legge di stabilità che analogamente elimina la Tasi indistintamente per tutti (con riferimento alla sola abitazione principale).
Insomma oltre a subire l’applicazione di leggi ingiuste ed inique dovremmo pure far la parte dei fessi, caro Gennaro Migliore e caro Matteo Renzi? Grazie, ma proprio no!

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