L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 ottobre 2015

La Rai è occupata da Renzi e non fa servizio pubblico, il Canone lo paghi lui

Salvini, Grillo e consumatori Tutti contro il canone in bolletta

L’idea di Renzi di far pagare la tv con il conto della luce è un boomerang   

Un errore di valutazione quello di Matteo Renzi che vuole inserire il pagamento del canone nella bolletta elettrica. In un solo attimo l’opposizione ai piani del governo ha ritrovato una compattezza mai riscontrata negli ultimi tempi. Nella foga di portare a casa una riduzione delle tasse, tale sarebbe infatti lo sconto di 13 euro sugli attuali 100 euro proposto dal premier, non si è reso conto di entrare nel campo minato di milioni di italiani proprietari di seconde case immediatamente allarmati sulla circostanza, non così remota, di vedersi recapitare più bollette con l’addebito dell’odiata tassa. Una per ogni proprietà posseduta. Non solo. Molti hanno immediatamente immaginato i contenziosi con il fisco per dimostrare pagamenti non dovuti. Anche le mail e le telefonate giunte a Il Tempo dimostrano che il tema è assolutamente caldo. E la contrarietà a una soluzione del genere totale. Una in particolare firmata Ratti chiede: «Chi ha un buco di casetta dei bisnonni, in un paesino, dove ci paga Imu seconda casa, KW maggiorati come seconda casa adesso ci deve anche pagare il canone Rai. Quindi mentre prima - come previsto - pagava 130 euro per prima e seconda casa, dal prossimo anno, potrebbe pagarne 200. Ma che grande taglio delle tasse del premier nominato e mai eletto». Se i cittadini sono infuriati la politica ritrova un motivo in più per contestare Renzi. «Il canone Rai in bolletta è illegittimo» ha titolato il blog di Beppe Grillo in un post firmato da Alberto Airola che aggiunge: «Lo denunciammo già l’anno scorso questa cosa è illegittima. Non si può inserire una tassa per un certo scopo in un’altra». Un no secco al quale si è aggiunto quello di Matteo Salvini, leader della Lega: «Mancava il canone Rai in bolletta. A parte che c'è gente che non ha la televisione, ma poi oggi il canone per la seconda casa ad esempio non lo paghi. Ma uno che ha l'utenza elettrica nella seconda casa, nel box, nel laboratorio?». Infuriate anche le associazioni dei consumatori. «Ribadiamo la netta contrarietà all'ipotesi di far pagare il canone tv in bolletta. Questo tributo va pagato con strumenti e modalità proprie. Non bisogna fare confusione e creare pericolosi pot-pourri in bolletta» hanno detto Federconsumatori e Adusbef. «Soprattutto non si può e non si deve addebitare in bolletta il canone anche ai cittadini che il televisore non lo hanno proprio esigere il canone da chiunque abbia un0utenza elettrica ossia famiglie, imprese, uffici pubblici, condomini, pensionati, studenti e disoccupati, costituisce una evidente lesione di norme costituzionali ancora vigenti, che Federconsumatori ed Adusbef si riservano di impugnare davanti la Corte costituzionale».

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