L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 ottobre 2015

la società capitalistica ha mercificato tutto anche i sentimenti e il nichilismo è stato il cavallo di Troia, ma ci sono dei beni indisponibili

Il filosofo Fusaro: "Ormai nichilisti anche i preti. Dopo Charamsa, Orwell un dilettante"
05 ottobre 2015, Marta Moriconi


Tutto è cominciato con un'intervista in prima pagina sul Corriere della Sera del teologo Krzysztof Charamsa

Il 43enne, polacco, ha dichiarato: "Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Ho un compagno. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l'astinenza totale dalla vita d'amore, è disumana. Vorrei con la mia storia scuotere un po' la coscienza di questa mia Chiesa. Al Santo Padre rivelerò personalmente la mia identità con una lettera". Abbiamo chiesto a Diego Fusaro di parlarne conIntelligoNews. E da intellettuale non credente ha sviluppato il suo pensiero, non senza riprendere il concetto ratzingeriano di relativismo, ma spostandosi più sul nichilismo.

Fusaro, un filosofo di fronte a quelle parole come si pone? Qual è stata la sua prima reazione. 

"L'impressione è stata quella di sentire una frase assurda e irragionevole. Proprio come se un prete avesse detto "io prete ho una compagna e ho il mio diritto a rivendicare di avere una compagna". Ma io dico, è una sciocchezza: se giochi a tennis devi stare alle regole di quel gioco, e giocare con la racchetta. Se tu entri nella Chiesa non puoi avere un compagno o una compagna. Punto. Dov'è l'omofobia? E' un'assurdità dirlo. C'è una pari l'illegittimità in questi casi. Quindi siamo ormai ad un livello che fa apparire Orwell un dilettante. Questo è il bipensiero, bisogna riconoscere per forza l'omosessualità, che è un legittimo gusto sessuale, come un orientamento quasi coattivo per tutti gli esseri umani. Io ho il pieno rispetto, ma rivendico il mio diritto ad essere eterosessuale". 

Fusaro, ma c'entra qualcosa quella battaglia contro il relativismo etico, che Ratzinger aveva intrapeso? Forse era proprio dentro le mura della Chiesa...

"Beh certamente. Ma prima ancora parlerei di nichilismo, il vero problema del nostro tempo, come giustamente fu preconizzato da Nietzsche e questo nichilismo emerge molto bene da questi atteggiamenti surreali (di un prete questa volta). Non c'è più un alto e basso, una trascendenza e un'immanenza, c'è un indistinto proliferare di valori che stanno sullo stesso piano".

Ma sta dicendo che potrebbe essere un prete senza Dio?

"Questo non mi spingo a dirlo, nessuno gli proibisce di uscire dalla Chiesa e di rifarsi la sua vita con un compagno e una compagna, ma se non accetti le regole della Chiesa che ci fai là dentro? L'avvento del nichilismo previsto da Nietzsche corrisponde all'avvento della società prevista da Marx: cioè quella società dove tutto diventa merce e quello resta l'unico valore di riferimento. Questo modo di ragionare, dove tutto è irrilevante, tutto è sullo stesso piano, dove puoi fare tutto ciò che ti passa per la mente, è un'espressione di questo nichilismo relativistico e individualistico aggiungerei...".

Infatti tra le parole ricorrenti nelle sue dichiarazioni, si legge spesso -felice, orgoglioso-... parla di sè.

"Certo, io io io. Ormai nell'epoca del legame sociale assente e della rinuncia all'emancipazione sociale, restano i diritti dell'individuo isolato. Vale anche per i preti che dovrebbero invece portare avanti un discorso comunitario". 

Passiamo al Sinodo. L'evoluzione della Chiesa potrà passare per la sua tradizione? Cacciari ha detto la sua. Fusaro? 

"Il concetto di evoluzione è molto ambiguo, andrebbe discusso per ore. Secondo me la Chiesa sta legittimamente resistendo alla mondializzazione capitalistica e non mi stupisce subisca attaccati dall'esterno, tramite il "clero mediatico", e dall'interno da preti come questo che rivendicano i propri diritti ad essere progressisti". 

Ma a livello di parole non siamo già stati spostati avanti dai media? Sul Catechismo si parla di "atti disordinati" ora di come accogliere gli omosessuali, aspetto tra l'altro sempre trattato...

"Siamo stati spostati in avanti certo, e se per accoglienza si ritiene che devono essere trattati senza discriminazioni bene, ma se il profilo diventa quello della rivendicazione ai diritti omosessuali, tra l'altro escludendo gli eterosessuali dalla pratica di emancipazione... Beh, direi che tutto questo è molto ambiguo". 

http://www.intelligonews.it/articoli/5-ottobre-2015/31313/il-filosofo-fusaro-ormai-nichilisti-anche-i-preti-dopo-charamsa-orwell-un-dilettante

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