L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 ottobre 2015

L'Italia vassalla degli Stati Uniti

Stranezze Rai: i servizi su Russia e Siria fatti da New York

I telegiornali utilizzano molto la bravissima Giovanna Botteri. Ma perché affidarle perfino un pezzo sulle dichiarazioni fatte a Mosca dai generali russi?

Desk
sabato 3 ottobre 2015 21:20



di Emanuele Conegliano
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La premessa è doverosa: Giovanna Botteri è una delle migliori e talentuose giornaliste della Rai, sempre puntuale e precisa nei suoi servizi. E quello che stiamo per dire non è una critica nei suoi confronti, semmai un elogio.

Telegiornali della sera di sabato 3 ottobre 2015: si parla dei raid aerei che Putin ha lanciato in Siria contro l'Isis e che tante polemiche stanno scatenando negli Stati Uniti e in Europa. La notizia del giorno era la seguente: i comandi militari di Mosca hanno reso noto un primo resoconto delle loro azioni militari, indicando il numero dei raid e degli obiettivi colpiti e sostenendo che, grazie alle loro azioni, si è scatenato il panico nelle postazioni dell'Isis e circa 600 jihadisti sono fuggiti. Il tutto con tanto di dichiarazione video di un generale delle forze armate russe.

E chi fa il servizio? Giovanna Botteri dagli Stati Uniti. Che da New York racconta Mosca e manda in onda le immagini di Mosca. La stessa Giovanna Botteri che dagli Stati Uniti è stata l'autrice di metà dei servizi sulle vicende dell'Isis in Iraq o Siria, sulla conquista di questa o quella città da parte degli jihadisti.

Come avrebbe detto l'ottimo Lubrano, la domanda sorge spontanea: ma che ci stanno a fare i corrispondenti esteri della Rai, oltre a prendere uno stupendo stipendio, visto che poi fa quasi tutto la grande Giovanna Botteri? Non c'è uno straccio di corrispondente da Mosca al quale chiedere un servizio che riguarda Mosca? Non c'è uno straccio di giornalista della redazione esteri in grado di fare un servizio degno di questo nome con le agenzie?

Qualcuno potrebbe obiettare: visto che gli Stati Uniti hanno interesse su tutto, ci sta che le vicende dell'Isis o della Siria siano raccontate dalla corrispondente dagli States. Ma anche Mosca ha più o meno gli stessi interessi statunitensi, ma non sembra che i servizi partano da Mosca o dall'Europa, che l'Isis ce l'ha in casa al pari dei profughi della guerra.

Di questa curiosa situazione ci sono due spiegazioni. La prima riguarda lo storico vassallaggio dell'Italia nei confronti degli Stati Uniti dal dopoguerra in poi: siccome pensiamo che gli Usa siano i padroni del mondo, il mondo non può che essere raccontato da lì.

La seconda - che nulla ha a che vedere con la geo-strategia - è che essendo la Botteri bravissima e soprattutto gran lavoratrice (il che è vero) i tg preferiscono chiedere cose a lei, avendo la garanzia di un servizio ben fatto e puntuale. Così ottengono il risultato senza dover aprire "trattative" con altri meno bravi e meno disponibili giornalisti (e non ci riferiamo al corrispondente da Mosca che bravo è e pure molto).

Sia come sia la situazione è effettivamente bizzarra. Un povero telespettatore non può che rimanere confuso.

Io due ideuzze ce le avrei: fare seguire le cosa Usa dagli Usa, della Russia da Mosca, della Siria da qualcuno dei corrispondenti dell'area- Insomma, a ciascuno la sua zona di competenza.

Oppure - e qui la Botteri sarà d'accordo - visto che da sola e con bravura a tutti gli effetti copre tutto il globo, decuplichiamole lo stipendo o quantomeno introduciamo una indennità: per ogni servizio che non riguarda gli Stati Uniti le venga riconosciuta la paga di un giorno da inviato. Almeno un po' di giustizia...

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=79457&typeb=0

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