L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 ottobre 2015

Ministra Giannini sei bugiarda, l'ideologia Gender viene istituzionalmente cacciata dalle scuole lombarde, dove Renzi e il corrotto Pd l'hanno introdotta

Gender a scuola – A Padova e in Lombardia vince la famiglia







Che si moltiplichino negli enti locali le mozioni che chiedono di tenere fuori l’ideologia gender dalle scuole è buona cosa.

Ancor più buona, quando queste mozioni vengono approvate.

Si diffonde la verità: esistono ancora persone serie e oneste, che hanno capito, hanno spiegato. Le famiglie, finalmente, si sono allertate dei gravi rischi per la salute morale e mentale a cui sono esposti i loro figli. Come risultato i politici locali esprimono le preoccupazioni dei loro elettori: qualcosa nel meccanismo democratico sta funzionando…

Oggi abbiamo due buone notizie, una dal Comune di Padova, una dalla Regione Lombardia.


Il consiglio comunale di Padova ha approvato una mozione “per vietare l’insegnamento e la promozione nelle scuole della teoria del gender”.

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la mozione della Lega Nord che chiede di ritirare dalle scuole i libri e il materiale informativo che promuovono la teoria del gender. In merito è intervenuto in aula il vice capogruppo in consiglio regionale del Carroccio, Jari Colla.

Ecco il comunicato stampa:

“Oggi il centrosinistra, messo in difficoltà dalle proteste di tante famiglie, è arrivato ad affermare che le teorie gender nella scuola italiana non esistono e non sono mai esistite. Purtroppo, nonostante le minacce di denunce fatte dal ministro Giannini, la questione è reale. Ed è altrettanto vero che le normative contenute nella “buona scuola”, come del resto ha certificato anche la senatrice PD Valeria Fedeli, non fanno altro che aprire la strada all’ingresso ufficiale dell’ideologia gender nelle scuole italiane. Noi però non rinunciamo a dare battaglia su questi temi, che non possono essere monopolio di fanatici, dove l’imperativo è fare tabula rasa delle differenze fra uomo e donna per sacrificarle sull’altare di un non ben precisato individuo nuovo, dall’identità fluida, mutevole e interscambiabile tra oltre 50 generi differenti. Il tutto, naturalmente, sulla pelle dei bambini costretti a subire ideologiche convinzioni degli adulti”.

“Abbiamo chiesto alla Giunta Regionale – proseguono il consigliere Colla e il capogruppo del Carroccio, Massimiliano Romeo – di agire sulle autorità scolastiche affinché vengano ritirati dalle scuole i libri e il materiale informativo che promuovono la teoria del gender; inoltre che sia rispettato il ruolo dei genitori nell’educazione dei figli, così come previsto dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, anche attraverso il loro coinvolgimento nelle strategie e nei programmi educativi delle scuole lombarde.”

“Rivendichiamo il fatto – conclude Massimiliano Romeo - che il diritto di educare i figli alla sessualità spetti ai genitori e non alla scuola.”


Redazione

http://www.notizieprovita.it/legislazione/gender-a-scuola-a-padova-e-in-lombardia-vince-la-famiglia/

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