L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 ottobre 2015

Scontrini Renzi, una indagine che non sarà un'indagine


Cene pagate dal Comune, Corte dei Conti indaga su Matteo Renzi

13 ottobre 2015

Ma il premier fa sapere: "Note spese già documentate e controllate". Il caso da un'intervista di un ristoratore che però fa dietrofront: "Mai dette quelle cose"
12:32 - "Renzi era sempre qui, fatturavo al Comune". E' bastata questa affermazione di un ristoratore fiorentino pubblicata su "Il Fatto Quotidiano" a far aprire un'indagine dalla Corte dei Conti della Toscana. Un atto dovuto fanno sapere. La risposta del premier è arrivata rapidamente attraverso il suo entourage: "Le spese di rappresentanza sono documentate e già analizzate". E a 24 ore dall'intervista anche il ristoratore fa marcia indietro.

Non rispondo ai giornalisti, non parlo con nessuno, non dico proprio nulla". Così risponde ora al telefono Lino Amantini, il ristoratore che ha fatto scoppiare il caso "cene" su Renzi. Nei giorni scorsi Amantini aveva rilasciato un'intervista a "Il Fatto Quotidiano" sulla base della quale la procura della Corte dei Conti della Toscana ha aperto un fascicolo. Ma su "Corriere della sera" e "Repubblica" il ristoratore di via Santa Elisabetta, a pochi metri dal Duomo, ora aggiusta il tiro. Anzi, fa proprio marcia indietro: "Non ho detto quelle cose, mi hanno fatto dire cose che non ho detto".

"Ricevute tutte controllate" - "Come già fatto a più riprese in passato, le spese di rappresentanza sostenute negli anni in cui l'attuale premier era presidente della Provincia e sindaco di Firenze non solo sono documentate al dettaglio, ma sono state già analizzate, nel corso degli anni, da diversi livelli di controllo". Lo hanno fatto sapere fonti vicine a Matteo Renzi. "Tali spese sono state assunte per finalità istituzionali in piena conformità alle leggi e ai regolamenti e, in base alla normativa vigente, inserite nel bilanci consuntivo annuale e inviate ogni anno alla corte dei Conti".

Renzi: "Il tempo è galantuomo" - "Massimo rispetto per il potere giudiziario. Dico solo che alla fine il tempo è galantuomo", è stato il commento di Renzi. Il premier ha quindi spiegato di essersi arrabbiato dopo aver letto i giornali "perché non sta né in cielo né in terra. Però poi ti rendi conto che è talmente evidente che si tratta di questioni assurde che stai alle regole del gioco. Leggo anche di mio padre, che non ha mai avuto un problema con la giustizia..". "L'importante - ha aggiunto - è avere la coscienza pulitissima".

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