L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 ottobre 2015

Siria, era nella logica delle cose la difesa dell'Isis/al Qaeda non era più sostenibile per gli Stati Uniti

SIRIA, GLI USA RITIRANO LA PORTAEREI: PUTIN È IL PADRONE DEL MEDIO ORIENTE

(di Franco Iacch)
09/10/15 
La USS Theodore Roosevelt è stata ritirata dal Golfo Persico. E’ quanto hanno comunicato, pochi minuti fa, dalla Marina Militare degli Stati Uniti.
Con l’uscita della Roosevelt, gli USA non hanno alcun vettore in Medio Oriente. Ciò non accadeva dal 2007. Il Pentagono, per quella che sembrerà una sorta di dietro front degli Stati Uniti nella lotta in Siria ed in Iraq contro l’Isis, ha assunto questa decisione in uno dei momenti più delicati della guerra. Un’altra portaerei, con relativo gruppo da battaglia, giungerà nel Golfo poco prima che finisca il prossimo inverno, cioè nel 2016.
“La Marina non ha avuto altra scelta che ritirare il proprio vettore, logorato dai continui interventi in tutti i teatri di crisi dove sono impegnati gli USA. I ritardi accumulati nella manutenzione non possono più attendere. Garantiremo comunque il nostro supporto all’interno della coalizione e rispetteremo gli impegni presi”.
Appare però evidente che la capacità offensiva degli Stati Uniti nel Medio Oriente è fortemente ridimensionata come non accadeva dal 2007. La Roosevelt riporta in patria 5.000 soldati e 65 aerei da combattimento, fino a ieri impegnati nei raid contro l’Isis. Secondo il Pentagono, i raid continueranno dalle basi in Turchia.
Ci si chiede però con quali forza gli Stati Uniti intendano continuare a colpire lo Stato islamico, considerando che l’Air Force potrebbe disporre di poco meno di venti F-16 in quelle basi. Quel vuoto lasciato da quei 65 aerei da combattimenti riportati in patria, non potrà essere colmato in alcun modo dalla coalizione.
La Theodore Roosevelt era schierata con la Quinta Flotta degli Stati Uniti. Se a questo consideriamo la sospensione del programma “train and equip” (annunciata poche ore fa) dei ribelli siriani, possiamo affermare, dati alla mano, che da oggi Putin è il padrone del Medio Oriente, con una capacità militare che non eguali nella Regione. E forse questo, era l’obiettivo dei russi, fin dal principio.
Da domani inizia una nuova fase nella guerra contro le fazioni ostili ad Assad e a dettare le regole saranno soltanto i russi.
(foto: US Navy)

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