L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 ottobre 2015

Snam Sulmona, bugiardi non esiste Centrale di comprensione ad emissione zero, davanti agli interessi del territorio e delle comunità i profitti delle aziende

Riunione a Roma per la centrale Snam di Sulmona


Riunione a Roma per la centrale Snam di Sulmona

Riunione a Roma per la centrale Snam di Sulmona. Si è trattato del 4° incontro al MiSE e si è concluso con la necessità di ulteriori approfondimenti su diverse questioni che riguardano la centrale.

Per la centrale di compressione serviranno di Sulmona anche oggi Comune, Provincia e Regione hanno ribadito la loro contrarietà. Si ricorda come la PCM, nello specifico, su invito del MiSE ha promosso l’iniziativa per sondare l’eventuale sussistenza di condizioni per superare il dissenso degli Enti locali, avendo la Regione Abruzzo manifestato per tempo il proprio diniego all’intesa. Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato per il Comune il sindaco Giuseppe Ranalli, il presidente Antonio De Crescentis per la Provincia, oltre al presidente Luciano D’Alfonso, al sottosegretario Mario Mazzocca e all’assessore Andrea Gerosolimo per la Regione, sono stati evidenziati ed approfonditi alcuni aspetti della questione. In primis, relativamente alla manifestata disponibilità di Snam nel proporre la realizzazione di una centrale di compressione alimentata elettricamente (non più a gas, come da originario progetto), dunque ad impatto ambientale fortemente ridimensionato e ad emissioni ‘zero’ nel rispetto del vigente Piano Regionale per la qualità dell’aria. Un progetto diverso, un fatto nuovo che impone lo svolgimento di una ulteriore ancorche’ serrata attivita’ di concertazione territoriale. Secondariamente, l’acquisita disponibilita’ da parte di Snam a ricomprendere nell’ambito dell’area di intervento anche la zona degradata delle ex cave dismesse presenti in località Case Penti, il cui utilizzo sarebbe finalizzato all’attuazione di un progetto di recupero ambientale e funzionale quale spazio attrezzato da destinare al pubblico e da collegare al centro cittadino con un sistema infrastrutturale di mobilita’ sostenibile. Infine, su specifico invito del presidente D’Alfonso, la disponibilita’ ad espletare un momento di confronto ed approfondimento fra Snam e le rappresentanze istituzionali locali sulla reale sostenibilita’ della nuova proposta. Il dato di partenza, si ricorda, non e’ del tutto confortante: il Decreto di Compatibilita’ Ambientale, infatti, è stato da tempo rilasciato (risale al 2011) senza che la Regione esprimesse parere alcuno sul progetto; anzi, secondo l’attuale maggioranza, l’allora amministrazione regionale non avrebbe mai partecipato ad alcuna riunione tenutasi in sede di Procedimento VIA.
Alla fine le parti si sono date altri dieci giorni di approfondimento per valutare se tale nuova situazione contenga elementi sufficienti al superamento del diniego all’intesa da parte della Regione Abruzzo.

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