L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 novembre 2015

11 settembre 2001 due aerei tre torri tutte le opposizioni diventano terroristiche e lavorano costantemente per mantenere questa situazione. L'Italia è cresciuta a pane e strategia della tensione con stragi di stato, Erdogan ci ha vinto le elezioni dopo qualche mese, abbiamo invaso l'Afghanistan, l'Iraq, la Libia, abbiamo destabilizzato la Siria, abbiamo creato profughi che non avevano nessuna intenzione di abbandonare le loro terre se non sorgeva la Rivoluzione a Pagamento

sabato 14 novembre 2015

La verità è che non sappiamo la Verità.


Ho passato la sera a leggere il "De bello gallico" di Giulio Cesare poi, qualche minuto fa, ho acceso il televisore e ho saputo dell'attentato a Parigi. 

La prima cosa che mi viene da dire è che siamo in guerra ma non sappiamo chi sia il nemico.

L'Isis? Fatemi capire, perché io sono un po' tonto: l'occidente, la Nato, l'Unione Europea, la Russia, l'Iran, la Siria, Hezbollah, tutti contro l'Isis, uno "Stato" non riconosciuto da nessuno, la cui base territoriale è costituita da una parte dell'Iraq il cui territorio è controllato da un governo alleato dell'occidente, con una forte presenza di forze USA, e non si riesce a stroncarlo in una settimana? Dobbiamo credere a questo?

Sono stato ragazzo ai tempi della guerra del Vietnam, ma allora l'informazione mainstream ce lo diceva chiaro e tondo che dietro il Vietnam del sud c'erano gli USA, e dietro i vietcong l'URSS e la Cina, e dunque che era una guerra per procura tra le grandi potenze. Oggi, invece, il raccontino è che tutti sono contro l'Isis, e che questi tengono in scacco il mondo intero perché sono combattenti fanatici (o eroici, come sostiene qualcuno).

Io non ci credo. Per come la vedo io siamo in una guerra mondiale. Per quello che posso capire, ma non prendetemi troppo sul serio, questa è una guerra con molti attori ma senza una linea di demarcazione che consenta di dire "noi contro loro". Questa mi sembra una guerra multipolare, nella quale molti attori sembrano avversari in uno scenario, e contemporaneamente alleati su un altro. Poiché questo non è chiaramente razionale, forse (e dico forse) la ragione è che facciamno un errore fondamentale: pensiamo che lo scontro avvenga tra Stati, mentre in molti casi le vere centrali di comando sono trasversali ad essi. Sto parlando soprattutto dell'occidente e del medio oriente, il luogo del mondo in cui il vero potere (quello che gestisce lo "stato di eccezione") da tempo non è più nelle mani degli Stati, bensì di una molteplicità di complessi militari, industriali e finanziari.

Dirò di più: gli unici veri Stati coinvolti in questa guerra multipolare sono la Russia, l'Iran la Siria e Israele, tutti gli altri attori sono in realtà complessi militari, industriali e finanziari che si contendono il vero potere all'interno degli stati dell'Occidente, ormai ridotti a poco più che vuoti contenitori pseudo democratici. Sotto la democrazia niente!

In questa guerra le nostre vite non valgono nulla. Per farvi capire quello che sento, riporto un brano di Elias Canetti, che ho letto sul blog di Orizzonte 48:
"Chi vuole dominare sugli uomini cerca di svilirli, di sottrarre loro forza di resistenza e diritti, finchè siano davanti a lui impotenti come animali. 
Egli li trasforma in animali, e anche se non dice apertamente entro di sè è ben cosciente di quanto poco gli importino: parlandone con i suoi confidenti egli li definirà pecore o gregge. 
Il suo scopo resta sempre quello di "incorporarseli" e di sfruttarli
Gli è indifferente cio' che resterà di loro
Quanto peggio li ha trattati tanto piu' li disprezza. 
E quando non presentano piu' nulla di sfruttabile egli se ne libererà di nascosto, come dei propri escrementi, preoccupandosi che non appestino l'aria della propria abitazione" 
Elias Canetti " MASSE E POTERE" pagg. 252.  "  
Continueranno a dirci che il "nemico" è l'Isis, ma io non ci credo. In realtà non vogliono farci capire che questa è una guerra tra complessi militari, industriali e finanziari che utilizzano le risorse sotto il loro controllo, all'interno degli Stati dell'occidente e del medio oriente, per farsi la guerra tra loro, e questo è il loro unico interesse comune.
Quanto al resto si sparano addosso, e il campo di battaglia sono le nostre città, le nostre stesse vite. Guai se tutti capissero ciò! 

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