L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 novembre 2015

Arexpo-Expo, 150 milioni l'anno fanno ridere, e il brillante Sala non sapeva che i suoi stretti collaboratori vendevano appalti, o incompetente o colluso

Arexpo, Maroni: "Voglio supermanager come Sala. E 1,5 miliardi non bastano"

Arexpo, Roberto Maroni a tutto campo: "Voglio un supermanager come Sala. Ma lui mi disse che aveva altro in mente". "150 milioni dal Governo per dieci anni? Non bastano. E l'Iit di Genova non verrà qua a insegnare alle nostre istituzioni come si fa ricerca"

maron art
Roberto Maroni
Per investire su tutta l'area dell'Expo servono piu' risorse dei 150 milioni all'anno per dieci anni, promessi dal governo per il centro di ricerca. Questa l'opinione sul dopo Expo, espressa dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nel corso del suo intervento alla trasmissione 'Radio Anch'io' su Radio 1 Rai. "Sugli oltre 100 ettari dell'area Expo - ha sottolineato il governatore - prevediamo che la metà circa sia destinata a parco, poi ci sara' una struttura a Cascina Triulza destinata ad ospitare il terzo settore e il volontariato, poi c'e' tutto il resto. Noi prevediamo quattro interventi". Il primo, ha spiegato Maroni, "e' il nuovo campus universitario della Statale di Milano, quindi il Polo tecnologico dell'innovazione, soprattutto sul tema agroalimentare perche' questo e' il tema dell'Expo e per questo ho proposto di mettere li' in quel polo tecnologico la nuova Agenzia Nazionale per la sicurezza alimentare. Poi c'e' il polo degli uffici della pubblica amministrazione e infine, con l'intervento dei privati, un polo per le imprese". Dunque "questo e' il progetto e ieri ho capito dalle parole di Renzi che l'intervento e' limitato solo a questo e poi c'e' tutto il resto da fare. Ma ho dei dubbi: non bastano per tutto questo i soldi previsti dal governo, non bastano i 150 milioni l'anno previsti dal governo". Maroni, quindi, ricorda che si "era parlato a riguardo di un intervento della Cassa depositi e prestiti, per cui vediamo se questo intervento ci sara' o no".
Altra perplessita', manifestata da Maroni, e' che "l'Iit di Genova verrebbe a Milano a dire alle universita', ai centri di ricerca e ai parchi tecnologici come si fa la ricerca? Se e' questo, no mi spiace, ma e' la societa' scientifica lombarda che dice di no". Infatti il "polo del futuro" va fatto "coinvolgendo le gloriose istituzioni lombarde che ci sono. Loro dicono che non possono accettare di essere guidate sul piano scientifico dall'Iit, bisogna trovare un'intesa con le istituzioni scientifiche a Milano e in Lombardia".

"AREA EXPO, IL MASTERPLAN E' MOLTO CHIARO" - "Per l'area del dopo Expo ci sono i progetti, c'e' gia' un masterplan sviluppato nei mesi scorsi dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano e dalla societa' Expo", prosegue nel proprio ragionamento Maroni. Si tratta di "un masterplan molto chiaro sia in termini di risorse che di strutture da mettere li' e uno di questi elementi e' il polo tecnologico di cui ieri ha parlato Renzi. Ieri avevo sollevato delle perplessita' perche' anch'io avevo capito, come altri, che il governo dicesse 'si fa solo il polo tecnologico e lo mettiamo mani dell'Ilt di Genova', istituto prestigioso ma piccolino, e questo aveva suscitato le mie perplessita'". Insomma, aggiunge Maroni, "ieri mi e' parso di capire che l'intervento del governo sara' limitato a questo aspetto e poi ci sara' tutto il resto da fare".

"SALA? MI DISSE CHE AVEVA ALTRO IN MENTE..." - Maroni ha anche parlato di Giuseppe Sala: "Io avevo chiesto a Beppe Sala di continuare l'esperienza che ha fatto come commissario Expo per realizzare il dopo Expo, lui mi ha detto che aveva altro in mente". Il governatore ha comunque precisato: "Gliel'ho chiesto mesi fa", dunque prima che iniziasse la querelle sulla candidatura di Giuseppe Sala a sindaco di Milano. Per il dopo Expo, ha concluso Maroni, "io voglio una figura come lui, un super manager, non mi interessa il colore politico"

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