L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 novembre 2015

Arexpo-Expo, Renzi ringrazia Edmondo Bruti Liberati per la sensibilà istituzionale che la procura di Milano ha usato, tutti i più stretti collaboratori del brillante Sala sono stati indagati per tangenti ma non hanno riguardato il Sala prossimo candidato del corrotto Pd a sindaco di Milano città morale

Moratoria dei pm su Expo? Il pm snobba la questione

Nel suo ultimo discorso pubblico da Procuratore, Edmondo Bruti Liberati liquida con poche ma esplicite righe il tema della presunta "moratoria" concessa durante Expo per non infierire con arresti e avvisi di garanzia sull'andamento dell'esposizione universale

Luca Fazzo - Mer, 11/11/2015

"La Procura di Milano ha svolto il ruolo che le compete di accertamento rigoroso dei fatti di reato. La magistratura penale non deve farsi carico di "compatibilitá"".





Una moratoria su Expo?
Nel suo ultimo discorso pubblico da Procuratore, Edmondo Bruti Liberati liquida con poche ma esplicite righe il tema che da settimane, ma soprattutto nelle ultime ore, incombe sulla sua gestione della Procura di Milano: la presunta "moratoria" concessa durante Expo per non infierire con arresti e avvisi di garanzia sull'andamento dell'esposizione universale. Una sorta d conferma dell'esistenza della moratoria é venuta ieri dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che nel suo discorso milanese ha ringraziato la magistratura per la "responsabilità " dimostrata in questi mesi. "Non ci siamo fermati checché se ne dica oggi in alcuni commenti", ha detto Bruti replicando agli articoli odierni innescati dal "ringraziamento" di Renzi.

Bruti, che aveva assunto su di sé il coordinamento delle indagini sull'evento milanese, nega che una moratoria vi sia stata. Rivendica le inchieste compiute prima dell'avvio dell'esposizione, "la massima celerità" impressa alle indagini, che "ha consentito alla struttura Expo 2015 di adottare te elettivamente i provvedimenti per la sostituzione dei manager colpiti da custodia cautelare evitando ogni stasi nel periodo delicatissimo di predisposizione delle strutture di base dell'evento". "Spettava ad altre articolazioni istituzionali operare affinché seguissero iniziative gestionali ed amministrative atte a assicurare la prosecuzione delle opere in condizioni di ripristinata legalità".

Il riferimento é alle indagini che portarono all'arresto di alcuni tra i collaboratori più stretti del commissario di Expo Giuseppe Sala e di alcuni sopravvissuti di Tangentopoli. Se altre indagini si sono accumulate nel frattempo nei cassetti, e se daranno i loro frutti dopo la chiusura di Expo, lo si scoprirà solo nelle prossime settimane. Oggi Bruti Liberati dá l'addio alla carica, presentando il Bilancio sociale della procura che ha guidato per cinque anni. Alla presenza del ministro Andrea Orlando, Bruti rivendica numeri alla mano una serie di numeri che dimostrano come il lavoro quotidiano dei suoi ottanta sostituti abbia risposto sempre meglio alle esigenze di una città alle prese con i multiformi aspetti della criminalità. Vero. Ma lo stesso Procuratore sa bene che il tema cruciale é quello del rapporto con il potere politico. E su questo punto le polemiche non sono destinate a chiudersi con la sua uscita di scena. 
 

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