L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 novembre 2015

Bail-in e nulla vieta che ai normali correntisti gli bloccano il conto con l'impossibilità di prelevare o con prelievo conta-gocce

Guida al risparmio

Arriva il bail-in: che cosa succede se salta la banca

11 novembre 2015 · di Raffaele Zenti 

Arriva il bail-in

Ci siamo: dal 1° gennaio 2016 il salvataggio delle banche in crisi non avverrà con soldi dei contribuenti (bail-out), bensì con risorse interne alla banca (bail-in). In sostanza, in caso di crack bancario, a mettere mano al portafoglio saranno prima gli azionisti della banca, poi gli obbligazionisti e infine i depositanti con liquidità superiore a 100mila euro.
È la normativa europea Brrd, che cambia in modo piuttosto radicale il modo di gestire i dissesti bancari nell’UE. E siccome le banche che intendono raccogliere depositi e vendervi obbligazioni bancarie forse non saranno felici di raccontarvi cosa potrebbe accadere ai vostri risparmi, ve lo raccontiamo noi di AdviseOnly. Quantificando anche la portata del fenomeno.

Che succede in caso di dissesto bancario

La filosofia della norma è cristallina: il salvataggio della banca in difficoltà avviene con soldi privati, attingendo in modo selettivo da azionisti e creditori, e non con denaro pubblico.
Il bail-in consente a chi si occupa del salvataggio della banca – nel nostro Paese il soggetto in questione è Banca d’Italia – di ridurre il valore delle azioni e di alcuni crediti, o convertirli in azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca, mantenendola in funzione e limitando i danni, e di evitare così il default secco e la liquidazione.
Il bail-in segue una precisa logica gerarchica: chi ha investito in strumenti finanziari più rischiosi sostiene prima degli altri le eventuali perdite o la conversione in azioni. E solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si può passare alla categoria successiva.
L’ordine di priorità è il seguente:
  1. azioni e strumenti di capitale;
  2. obbligazioni subordinate;
  3. obbligazioni senior non garantite;
  4. depositi, ma solo per l’importo eccedente i 100.000 euro (intestati a persone fisiche e piccole e medie imprese).
La Banca d’Italia può sempre decidere in via discrezionale di non coinvolgere una categoria, per evitare, ad esempio, il panico tra i risparmiatori e sui mercati finanziari, facendo intervenire il fondo di garanzia dei depositi.
Ad esempio, chi possiede un’obbligazione bancaria senior ma non garantita potrebbe vedersi convertito in azioni e/o ridotto (in tutto o in parte) il proprio credito verso la banca se le risorse degli azionisti e delle obbligazioni subordinate (che vengono prima nell’ordine di priorità) sono insufficienti a coprire le perdite e ricapitalizzare la banca. Sempre che Bankitalia non opti per escludere tali bond.
Pensando ai più comuni rapporti cliente-banca, vediamo subito chi è al sicuro:
  • i depositi fino a 100mila euro, protetti dal sistema di garanzia dei depositi;
  • i bond (e altre passività della banca) con garanzia;
  • il contenuto delle cassette di sicurezza e i titoli detenuti in virtù di un rapporto fiduciario;
  • i debiti della banca verso i suoi dipendenti, i debiti commerciali e fiscali (se privilegiati dalla normativa fallimentare).
In ogni caso, le perdite di azionisti e creditori della banca in caso di bail-in non sono peggiori di quelle sopportate in caso di liquidazione della banca. E, comunque, chi si vede convertire un credito in azioni, col tempo potrebbe recuperare il valore del suo investimento, se il risanamento della banca ha successo.

L’entità del fenomeno

Stando all’ultimo rapporto sulla ricchezza delle famiglie italiane di Bankitalia, con riferimento ai depositi bancari, il numero di conti censiti è di oltre 73 milioni, per un ammontare totale di circa 920 miliardi di euro in depositi e conti correnti.
Invece, il peso dei bond bancari negli investimenti diretti delle famiglie italiane risulta superiore all’8%.
Naturalmente, le obbligazioni bancarie potenzialmente a rischio possono essere in possesso degli italiani anche per via indiretta, tramite investimenti in fondi, in gestioni patrimoniali, e altri strumenti finanziari. Per capire di quante obbligazioni subordinate e senior prive di garanzia stiamo parlando, ho impostato una ricerca su Bloomberg relativa ai bond quotati sulla piazza italiana (MOT, ExtraMOT, MTS, EuroTLX), con scadenza superiore all’anno, di emittenti bancari europei. Ebbene, le obbligazioni in questione sono circa 900, per un totale di oltre 230 miliardi di valore nominale, di taglio e tipologia varia, emesse in buona parte da banche italiane.
Poiché i rendimenti a scadenza offerti sono piuttosto appetitosi – si veda il grafico seguente, che mostra la distribuzione di frequenza dei rendimenti (considerate che molte sono obbligazioni con vita residua breve) – è probabile che molti prodotti offerti ai risparmiatori italiani alla ricerca di rendimento includano queste obbligazioni.

Nessun commento:

Posta un commento