L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 novembre 2015

E a Milano il brillante Sala può andare con Renzi e il corrotto Pd

Fassina a tutto campo sulla SI: “E a Milano non sto con Sala”
 
09 novembre 2015  Lucia Bigozzi
 
Fassina a tutto campo sulla SI: “E a Milano non sto con Sala”
 
Se a Roma non esclude il sostegno al candidato 5Stelle in caso di ballottaggio, a Milano taglia corto: nessun appoggio a Sala. Parola di Stefano Fassina, esponente di punta di Sinistra Italiana e deputato del neonato gruppo parlamentare di cui fa parte anche Sel. Nella conversazione con Intelligonews svela le prossime mosse della creatura politica “battezzata” al Quirino e destinata a erodere terreno al renzismo. Con un messaggio per Pippo Civati e Diego Fusaro. 

Per la sfida su Roma lei non esclude di sostenere il candidato sindaco dei 5S: cosa c’è dietro? Solo la voglia di far cadere Renzi?

«No, noi l’approccio col quale siamo nati e col quale saremo in campo è quello di rispondere ai problemi del Paese. Ovviamente, nelle elezioni amministrative puntiamo ad arrivare al ballottaggio che resta il nostro obiettivo primario. Dopodichè, non escludiamo, qualora ci fermassimo al primo turno, la possibilità al ballottaggio di sostenere un candidato dei 5Stelle anche se per noi sono decisivi il programma e la credibilità del candidato»

Lei dice che non è uno sgambetto a Renzi, ma potrebbe essere lo schema che sceglierete anche per le altre piazze al voto?

«E’ un approccio generale perché noi puntiamo a dare alle città che vanno al voto le migliori amministrazioni comunali possibili. Non siamo in campo contro qualcuno o contro qualcosa ma, sul versante delle elezioni amministrative, per proporre ai cittadini il migliore progetto di governo»

Se a Roma non disdegnate i 5Stelle, a Milano sosterrete Sala?

«Ho già detto che la ricchezza culturale e sociale, la pluralità di interessi rappresentati dall’amministrazione Pisapia non mi pare possano essere portati avanti da una candidatura come quella di Sala».

Quindi potreste convergere sulla candidata dei 5Stelle uscita ieri dalle consultazioni dei grillini?

«Non la conosco. Eppoi ripeto: noi saremo in campo con i nostri uomini e le nostre donne attraverso un percorso partecipato nel quale le scelte che faremo competono ai territorio. Ho parlato di Roma perché è la realtà che conosco meglio e nella quale sono stato eletto»

Esclude fin d’ora la sua candidatura a sindaco della Capitale, evocata da più parti a sinistra?

«Roma deve affrontare sfide molto impegnative di trasformazione: deve reinventare una vocazione economica per ricostruire una credibilità morale e adesso noi siamo concentrati su questo. Stiamo lavorando insieme ad altre forze politiche della sinistra, insieme ai movimenti e alle associazioni di quartiere; oggi la fase in cui siamo è questa. Dopodichè sceglieremo insieme la soluzione migliore per interpretare un programma di svolta per la città, alternativo al Pd. Per quanto mi riguarda, oggi la mia priorità è costruire un progetto politico»

Il filosofo Fusaro a Intelligonews analizza positivamente la nascita di SI e dice che finalmente la sinistra in Italia ha capito che il problema oggi si chiama Bilderberg, Ttip, finanza. Ha colto nel segno?

«Noi abbiamo scelto di qualificarci con il sostantivo Sinistra e l’aggettivo Italiana perché oggi è necessario ridefinire l’interesse nazionale in relazione alla dimensione europea e non c’è dubbio che il Pd come anche tanti altri partiti della famiglia socialista europea in questi anni sono stati subalterni al liberismo ed anche a interessi forti, mentre è sempre stata più debole la rappresentanza del lavoro. Queste tematiche sono oggetto della nostra riflessione e dell’iniziativa cui stiamo lavorando».

Forse ha incontrato un altro intellettuale che guarda con interesse dalla vostra parte. Cosa risponde?

«Fusaro è un ragazzo di qualità, un intellettuale controcorrente col quale spesso mi trovo a condividere le analisi che fa, mentre altre volte sono meno d’accordo con lui. Tuttavia, è un intellettuale che leggo con interesse».

Per un Fusaro che potrebbe avvicinarsi a SI, c’è un Civati ancora distante da voi. E’ così?

«Civati sta facendo il suo percorso; va detto che siamo anche in una fase sperimentale. In parlamento abbiamo lavorato insieme in questi anni e continueremo a farlo. A gennaio faremo l’assemblea nazionale per avviare la fase costituente del partito e lo faremo con tutte le forze della sinistra, insieme a tanti movimento e ci rincontreremo anche con Civati».

http://www.intelligonews.it/articoli/9-novembre-2015/32788/fassina-a-tutto-campo-sulla-si-e-a-milano-non-sto-con-sala 

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