L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 novembre 2015

Energia pulita con l'eolico off shore c'è sono i corrotti politici che mancano


Greenstyle.it TVSmart Energy Expo 2015: intervista a Saverio Magni, Italgraniti

I costi dell’energia eolica offshore potrebbero essere dimezzati dagli attuali 24 centesimi per kWh a 12 centesimi per kWh grazie a una nuova piattaforma galleggiante per le turbine eoliche più resistente ed economica. 

Il modello è stato ideato, sperimentato e brevettato da Climent Molins e Alexis Campos, ricercatori presso il dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università politecnica della Catalogna. I costi di produzione della nuova piattaforma galleggiante sono inferiori del 60% rispetto ai prezzi delle tecnologie convenzionali.

Il prototipo realizzato dai ricercatori spagnoli, ribattezzato “WindCrete”, è composto da una struttura monolitica cilindrica galleggiante che permette di ancorare le turbine eoliche a grandi profondità. La zavorra alla base consente alle turbine di mantenere la stabilità anche nei mari più agitati e in presenza di forti raffiche di vento. 

La piattaforma include un impianto eolico con una potenza di 5 megawatt. Con un investimento aggiuntivo contenuto la struttura può ospitare rotori eolici fino a 15 MW. Oltre ai costi di produzione anche le spese per la manutenzione dell’impianto eolico offshore sono inferiori rispetto a quelle sostenute per le tecnologie convenzionali. La durata della vita della piattaforma pari a ben 50 anni rende inoltre l’investimento più conveniente.

La piattaforma deve essere installata a una profondità minima di 90 metri. Per quanto riguarda la profondità massima non ci sono invece limiti. Piattaforme simili utilizzate dall’industria petrolifera nel Golfo del Messico sono state ancorate a profondità di oltre 2300 metri.

La principale novità della piattaforma è l’utilizzo del cemento al posto dell’acciaio. Il cemento è più economico e resistente rispetto all’acciaio e consente di ridurre i costi di produzione e manutenzione. Inoltre si tratta di un materiale più adatto all’ambiente marino.

Lo sviluppo della nuova piattaforma per l’eolico offshore è stato finanziato nell’ambito del progetto europeo “Alternative floating offshore substructure for offshore wind farms” (AFOSP). Il governo scozzese ha già mostrato interesse per la tecnologia includendola tra le innovazioni più interessanti del settore eolico.

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