L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 novembre 2015

Energia sporca, Renzi e il corrotto Pd la vogliono

Giorno nero per l’Adriatico: “Ombrina Mare si farà, c’è il nulla osta da Roma”

Pubblicato in Lavoro ed economia |
TERMOLI. Il progetto Ombrina Mare diventerà realtà. A stabilirlo è stata la Conferenza dei Servizi che si è tenuta ieri presso il Ministero dello Sviluppo economico di Roma che ha respinto la richiesta di sospensione avanzata dalla Regione Abruzzo, non tenendo conto della legge regionale che ha introdotto il divieto per le attività petrolifere entro le 12 miglia e neppure la legge regionale che giovedì scorso ha istituito il parco marino della Costa dei Trabocchi. Una decisione, quella arrivata al termine dell’incontro tra i rappresentanti della Regione Abruzzo, del Mise e della società che ha presentato la richiesta di realizzazione del parco tra le coste di Abruzzo e Molise che, di fatto, crea un precedente e apre la strada alle prospezioni anche nella nostra regione.

La speranza della cancellazione del progetto adesso risiede solo in un eventuale ricorso al Tar, ovviamente con tanto di assenso del Tribunale amministrativo stesso che dovrebbe dare ragione ai ricorrenti. Una decisione che ha creato scompiglio anche nei circa 150 manifestanti che ieri mattina si sono recati a Roma per aspettare la decisione e che avevano presentato anche una diffida tesa ad evitare il nulla osta al progetto, presenti sotto la sede del Ministero dello Sviluppo economico con le bandiere “No Ombrina” urlando slogan come “pane e olio senza petrolio” e “via i pirati dai nostri mari”.“E’ un giorno nero per l’Abruzzo e l’Adriatico – hanno affermato i componenti del coordinamento No Ombrina – ovviamente non ci arrendiamo perché pensiamo sia un vero e proprio sopruso, con l’impegno di tutti i cittadini vedremo di ribaltare il risultato presentando esposti e ricorsi in tutte le sedi, dalla giustizia penale a quella amministrativa passando per la Commissione Europea”.
Una decisione che, di fatto, va anche contro il documento che era stato approvato all’unanimità dai Governatori nel corso dell’ultima riunione della Conferenza Stato-Regioni. Gli stessi che avevano votato la possibilità di ricorrere al referendum per contrastare il decreto Sblocca Italia che, di fatto, concede maggiori possibilità per le prospezioni in mare, sulla scia anche di quanto stabilito nel Manifesto di Termoli redatto durante il summit di luglio.

“C’è una legge che blocca Ombrina – ha affermato Alessandro Lanci del coordinamento No Ombrina – ed è quella della costituzione di un parco marino regionale secondo cui dal 6 novembre non si possono più fare attività petrolifere”. Una legge che, evidentemente, non è servita considerando che, alla fine, il nulla osta alla realizzazione del progetto c’è stato. Intanto a Roma si è tenuta anche una riunione dei coordinamenti No Triv per l’avvio della campagna referendaria contro alcuni articoli dello Sblocca Italia. La parlamentare del Pd, Susanna Cenni ha presentato una interpellanza urgente assieme a una trentina di deputati democratici, in cui si chiede la revisione dell’articolo 38 dello Sblocca Italia che accentra dai territori a Roma il potere di rilasciare le autorizzazioni per le nuove attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi.

http://www.termolionline.it/194033/giorno-nero-per-ladriatico-ombrina-mare-si-fara-ce-il-nulla-osta-da-roma/ 

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