L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 novembre 2015

Expo, Blocco Nero a Milano al servizio di Renzi e del corrotto Pd


“Devastazione e saccheggio”, dieci arresti per gli scontri No Expo del primo maggio

In carcere cinque giovani dell’area anarco-squatter-antagonista milanese e cinque anarchici greci, arrestati ad Atene
12/11/2015
«Questa è la prima, doverosa, risposta di giustizia a degli scontri sistematici avvenuti a Milano il primo maggio scorso. Ciò che ha colpito di più, è stata l’estrema organizzazione dei gruppi in piazza..». Parola del sostituto procuratore Maurizio Romanelli, coordinatore del dipartimento antiterrorismo della procura. 
La tempistica dell’operazione non è casuale: a meno di 15 giorni dalla chiusura di Expo, sono scattati questa mattina all’alba gli arresti degli elementi più pericolosi che misero a fuoco Milano durante il corteo del primo maggio scorso organizzato per contestare proprio l’apertura dell’Esposizione Universale, la «Maydayparade No Expo». 

La polizia ha svolto un lavoro millimetrico e quasi maniacale per arrivare all’operazione scattata questa mattina durante la quale sono finti in carcere cinque giovani dell’area anarco-squatter-antagonista milanese e cinque giovani anarchici greci, arrestati ad Atene ma già identificati e fermati nel maggio scorso a Milano, in via Washington.  

Tutti sono accusati di devastazione e saccheggio, resistenza a Pubblico Ufficiale aggravata e travisamento, come deciso dal pm Piero Basilone con il coordinamento dell’aggiunto Romanelli. Una tempistica non casuale: da una parte il lungo lavoro di identificazione e controllo delle centinaia di filmati per attribuire con il minor margine di errore possibile a ogni arrestato fatti specifici, dall’altra la decisione di attendere la fine di Expo per non suscitare, in seguito agli arresti, nuove manifestazioni o “vendette” ai danni dell’esposizione.  

Altre cinque persone sono indagate a piede libero per i medesimi titoli di reato, si tratta di tre milanesi, un comasco e un greco. Ma, è stato fatto capire questa mattina durante la conferenza stampa in Questura, siamo solo all’inizio: la partecipazione al corteo fu massiccia e sono almeno una sessantina i giovani identificati nel cosiddetto “blocco nero” composto da almeno 300 persone. Inoltre non si esclude che esista a livello europeo un coordinamento internazionale dei “black block”. Non a caso, nei giorni precedenti e successivi alla manifestazione, vennero fermati sia giovani tedeschi che (a Genova) dei francesi.  

Gli arresti eseguiti stamane dalla Polizia sono il frutto di una lunga e complessa indagine condotta dagli uomini della Digos di Milano, coordinati dal Servizio Investigazioni Generali della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, consistita nella visione, analisi e comparazione di oltre 600 Gb di materiale fotografico e video realizzati dalla Polizia Scientifica, dai fotoreporter, e dalle varie TV pubbliche e private presenti il giorno della manifestazione. Da questa mole di materiale video fotografico sono stati estrapolati centinaia di fotogrammi al fine di evidenziare ogni più piccolo dettaglio utile ad individuare ed identificare con certezza gli autori dei reati di devastazione, saccheggio, resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale e travisamento. Sono stati quindi isolati i comportamenti dei singoli soggetti riuscendo ad attribuire ad ognuno di essi le specifiche azioni penalmente rilevanti. 

https://www.lastampa.it/2015/11/12/italia/cronache/devastazione-e-saccheggio-dieci-arresti-per-gli-scontri-allexpo-oVJI9jqHrNawF8LSZayYSL/pagina.html

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