L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 novembre 2015

la Pubblicità diventa invasiva e personalizzata, l'importante è essere consapevoli

Tutti quelli che ci spiano (e come bloccarli)

Freedome rivela chi ci traccia in Rete.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-11-2015]

fsecure













Quando visitiamo un sito, se non prendiamo precauzioni veniamo tracciati non soltanto dal sito che visitiamo, ma anche dai circuiti pubblicitari usati dal sito. Lasciamo tracce dappertutto, e questo permette un bombardamento pubblicitario mirato che è oggi uno dei principali motori economici di Internet ma è anche problematico in termini di privacy: anche senza far visite a siti sensibili, capita spesso di fare una ricerca in Google e poi notare che tutti i siti visitati in seguito sono pieni di pubblicità relative all'argomento cercato (viaggi, vestiario, libri, per esempio). Se avete fatto un acquisto per un regalo di compleanno, dovrete fare attenzione a non guastare la sorpresa alla persona che compie gli anni se il suo occhio cade sullo schermo del vostro computer mentre navigate.
Per evitare questo genere di problema c'è, come già accennato, la navigazione privata, ma ci sono anche delle barriere anti-tracciamento più sofisticate. Una di queste è Freedome, di F-Secure, app a pagamento (con periodo di prova gratuito) per Windows, Mac OS, iOS e Android, che blocca i tentativi di tracciamento e anonimizza la navigazione, cifrandola in modo che anche il vostro fornitore di accesso a Internet non sappia che siti visitate.

Freedome ha introdotto di recente una funzione, chiamataTracker Mapper, che è molto utile per mostrare concretamente quanto è fitta la ragnatela del tracciamento pubblicitario e come i vari siti che visitiamo condividono informazioni su di noi. Per esempio, ho visitato Motherboard (un sito del circuito di Vice.com) e poi Corriere.it e Repubblica.it, e grazie a Tracker Mapper ho scoperto che questi tre siti condividono informazioni su di me tramite Chartbeat.com e Imrworldwide.com. ADNKronos e Repubblica.it condividono Googletagservices.com, e così via. Se poi si va nei siti a luci rosse o in quelli che offrono lo scaricamento di musica e film, il tracciamento diventa intensissimo.

Con Tracker Mapper il tracciamento viene mostrato graficamente e in modo interattivo e soprattutto lo blocca. Per proteggere la privacy, anche le registrazioni di questi tentativi di tracciamento vengono cancellate dopo tre giorni.
Se vi accontentate della semplice visualizzazione del tracciamento (senza blocco), ci sono anche alternative gratuite a Freedome, come Collusion oLightbeam per Firefox.

Attenzione: tenere aperta durante la navigazione quotidiana la finestra di Tracker Mapper o delle altre soluzioni che visualizzano il tracciamento è ipnotico e può creare dipendenza, perché ci si rende conto di quanto siamo usati anziché 
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