L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 novembre 2015

Lazio, Zingaretti o è un incompetente o colluso, il suo capo Gabinetto regalava appalti alle cooperative mafiose. Le assunzioni come quantitative non coprono il turn over e continua l'affossamento della sanità pubblica eliminando servizi per mancanza di personale medico ed infermieristico

13/11/2015 06:07

ASSUNZIONI

Sanità, 1.300 assunzioni in tre anni

Medici, infermieri e addetti. Zingaretti ha firmato il decreto sblocca turn over Dopo 10 anni anni la Regione torna ad assumere a tempo indeterminato

SCIOPERO MEDICI, OLTRE 5 MILIONI PRESTAZIONI A RISCHIO
Dopo 10 anni la Regione Lazio torna ad assumere a tempo indeterminato. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato ieri nella sede della Regione il decreto sblocca turnover, presentato insieme al subcommissario Giovanni Bissoni e al capo della cabina di regia sulla sanità del Lazio, Alessio D’Amato. Nei prossimi 3 anni saranno circa 1.200 le persone tra medici, infermieri e tecnici che entreranno in servizio nei ranghi della sanità laziale. La metà del nuovo personale, circa 600 unità, sarà composto da precari come previsto dal Dpcm del 6 marzo 2015. Si tratta di una risposta concreta all’impegno assunto lo scorso luglio dalla Regione Lazio, con un protocollo d’intesa sulla stabilizzazione del lavoro precario firmato con 21 sigle sindacali. Grazie allo sblocco progressivo del turn over nel triennio 2016-2018, verrà inserito in modo definitivo nel sistema un considerevole numero di professionalità e la metà sarà composta da personale precario che lavora con contratti a tempo determinato fino ad esaurimento del bacino.
«Con questo decreto inizia finalmente la stabilizzazione dei precari della sanità del Lazio - ha dichiarato Zingaretti - Abbiamo programmato con 21 sigle sindacali l'avvio delle assunzioni, nel triennio, di almeno 1.200 nuove unità figlie di due svolte storiche: lo sblocco del turnover e la stabilizzazione del personale precario. Il turnover - ha spiegato - è già passato dal 10 al 30%, ogni anno passerà al 40 e poi al 50% negli anni successivi. Tutto questo vuol dire che riprenderanno, finalmente, dopo 10 anni, politiche di personale legate alle esigenze della rete ospedaliera e della sanità». Sul recupero dell’evasione sui ticket sanitari Zingaretti ha detto che «non sono cartelle pazze, in dieci giorni i cittadini del Lazio hanno già recuperato oltre 2,2 milioni di versamenti». Questi i numeri. «Parliamo di 50 milioni di euro di evasione per un anno nel 2009-2010 - ha aggiunto - Nelle file che ci sono di coloro che si presentano agli sportelli oltre 90% dei casi conferma che c’è stato un problema nei versamenti. Ma chi ha ricevuto cartelle non dovute, e parliamo di una percentuale del 3-4% su 235mila - ha spiegato Zingaretti - non devono temere nulla».
Grazia Maria Coletti 

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