L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 novembre 2015

Renzi e le sue scelte distruggono quel poco che resta delle istituzioni a quando l'abbandono dei servi dei Mass Media?

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Dopo Marino e De Luca il prossimo sarà Crocetta?

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C'é un filo rosso che unisce il deflagrante caso De Luca con le vicende di altri due amministratori del Partito Democratico: Ignazio Marino e Rosario Crocetta. Sono tre storie con profili diversi e un minimo comune denominatore: in tutti e tre i casi Matteo Renzi e il suo Pd hanno mostrato il volto cupo del potere, capace di utilizzare due pesi e due misure a seconda delle convenienze e a dispetto del voto popolare. Solo Marino, allo stato, ha pagato il prezzo della sua impopolarità. Qualcuno si è chiesto il perché? Proviamo a dare una spiegazione. A differenza di quanto ha fatto con l'allegro chirurgo con la passione per i viaggi all'estero, il premier, in Campania e in Sicilia, a dispetto della sbandierata rottamazione, ha stretto accordi con gli epigoni del peggiore clientelismo, che gli sono serviti e gli servono per recuperare consenso. Il Sud, nella peggiore tradizione, è un fardello utile solo a portare voti e compiere le peggiori operazioni di potere.

Ha vinto grazie al sempreverde Ciriaco De Mita e all'aiutino offerto dagli esuli legati a Nicola Cosentino, il governatore De Luca. Ed è lo stesso schema al quale il Partito Democratico pensa per una regione strategica come la Sicilia. Mettere tutti dentro, anche quelli che "dentro" dovrebbero andarci per ben altri motivi. E, quindi, Pd aperto a tutto, nessuno escluso. Dentro i portatori di voti, fuori l'opinione pubblica! Accade così - come scrive oggi La Sicilia - che Luca Lotti, sottosegretario e plenipotenziario renziano, da giorni spinga per l'ingresso di un esponente legato a Verdini e Raffaele Lombardo per completare la giunta. Il quale, invece, si ribella a questa "indebita pressione" perché vorrebbe posizionare la rappresentante di un gruppo di transfughi formato da deputati quasi tutti eletti all'opposizione e traghettati in maggioranza.

Il gioco, come si dimostra, ha il fiato corto. Anzi, cortissimo. La magistratura incombe su Napoli, come é accaduto a Roma e come rischia di accadere in Sicilia. Ultimo caso quello della fedelissima dirigente che avrebbe imposto sette assunzioni al Formez su segnalazione - dice lei - del governatore, il quale nega.

Caro premier, perché non getti la maschera? Restituire la parola agli elettori è un gesto innaturale per chi ha, finora, approvato tutte le leggi possibili per negare ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Ma, alla fine, sarà questa l'unica strada possibile. Arriveremo al bivio nel quale Renzi dovrà scegliere tra la sua popolarità e lo sfacelo combinato da questi cacicchi locali. Sceglierà di salvare sé stesso e non si meravigli nessuno se il modello Letta-Marino vedrà nuove applicazioni. Speriamo solo che non accada quando le macerie lasciate da questo PD non rendano ancora più difficile la ricostruzione.

PS: si può resistere al tempo che passa, anche al Sud, se si mantiene ferma la propria coerenza e la propria onorabilità. Sono stato per un decennio il presidente di Provincia che ha guidato la prima stazione appaltante del Mezzogiorno. Mai un solo atto sequestrato, mai un solo sospetto. Si può governare con onestà a Palermo come a Treviso. Basta volerlo.

http://www.huffingtonpost.it/nello-musumeci-/dopo-marino-e-de-luca-il-prossimo-sara-crocetta_b_8553406.html 

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