L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 novembre 2015

Renzi ha la sua consorteria mafiosa, dare avere

Pubblicità occulta. La rivista dell’Enel fa luce sugli amici di Renzi e Carrai

di Massimo Cultrera
 
MARCO CARRAI
di Massimo Cultrera

La più grande azienda elettrica italiana utilizzata per favorire sempre uno stesso circoletto al comando. Se non fosse vero non si potrebbe credere, ma purtroppo è tutto così vero e visibile da essere addirittura pubblicato. Ovviamente sulla costosissima rivista ufficiale. In Enel così migliaia di dipendenti stanno leggendo sul loro giornale, Enel World’s Magazine, profumatamente pagato dalla società, un’imperdibile intervista di due pagine alla vicepresidente della Fondazione no-profit Dynamo Camp, Maria Serena Porcari, dal titolo altrettanto imperdibile “Quando l’impresa è sociale”. Strana scelta quella di intervistare il vice presidente, ma tutto sommato comprensibile visto che il presidente è l’imprenditore Vincenzo Manes, considerate unanimemente vicinissimo a Marco Carrai, il gran consigliori del premier Matteo Renzi sin dai tempi in cui pagava l’abitazione nella quale l’allora sindaco di Firenze aveva posto la sua residenza. Dynamo Camp è un’attività meritoria, finalizzata a mettere in connessione il mondo profit e il mondo no profit, dunque chi può finanziare e chi ha necessità di offerte per aiutare chi ha bisogno, come nel caso dei bambini malati ospitati gratuitamente in una tenuta in provincia di Pistoia.

IL CIRCOLETTO
Tutto bene, dunque, se non fosse per un’incredibile coincidenza: attorno alla Dynamo Camp ruota tutto il giro degli amici di Carrai e dunque di Manes, e del ministro Maria Elena Boschi, del presidente dell’Enel Francesco Starace e del consigliere d’amministrazione della stessa società Aberto Bianchi. Per questo nessuno si è stupito quando il 23 e 24 maggio scorsi la Dynamo ha organizzato a Pistoia una gara ciclistica di beneficenza alla quale l’impegnatissimo Starace ha trovato il tempo di andare. Un bel segnale per il suo consigliere Manes, che oltre a occuparsi di beneficienza fa il presidente di Intek, gruppo attivo negli investimenti nell’energia rinnovabile e quotato in Borsa. Da Intek sono partiti 62mila euro di finanziamento alla Fondazione Open, la struttura che organizza le “Leopolde” di Renzi e di cui è presidente Bianchi, consigliere a sua volta dell’Enel. Nel consiglio della Fondazione Open siedono invece il ministro Boschi e Luca Lotti, oggi sottosegretario alla presidenza, altro fedelissimo del premier. Ma alla stessa sgambata in bicicletta c’era anche Carlo Tamburi, capo dell’Enel in Italia e fratello di quel Giovanni Tamburi che ha finanziato con 120 milioni sonanti un altro renziano di ferro: Oscar Farinetti e la sua Eataly. Un bel circoletto, dunque, a cui non c’è niente di male nel partecipare. Ma che amici si è se non si mette a disposizione tutto il possibile per favorirsi a vicenda? Così sulla stessa rivista dell’Enel dove il capo della comunicazione del gruppo Ryan O’Keeffe parla di trasparenza e grande patrimonio di reputazione della società appare l’intervista con foto e promozione della Dynamo Camp. Senza mai dire che vi girano attorno i top manager Enel.

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