L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 novembre 2015

Sanità gli sprechi ci sono, bisogna eliminarli e reivestirli assumendo medici e infermieri


Sanita': spesa Italia in coda tra paesi Ue, e' il 9,1% del Pil

martedì 10 novembre 2015


ZCZC
AGI0168 3 CRO 0 R01 /


(AGI) - Roma, 10 nov. - La spesa sanitaria in Italia e' nelle
ultime posizioni tra i paesi europei piu' sviluppati (Ue a 15):
per il rapporto spesa-Pil, calato al 9,1%, il nostro Paese si
colloca al terzultimo posto, seguita solo da irlanda e Spagna.
E' quanto si legge nel rapporto Meridiano Sanita' elaborato da
The European House - Ambrosetti. La media europea spesa/Pil e'
del 10,3%, con alcuni paesi (in particolare Paesi Bassi,
Francia e Germania) nettamente al di sopra la media, e altri,
come Grecia, Portogallo, Regno Unito e la stessa Italia, al di
sotto. In termini pro capite, i Paesi Bassi con 3.915 euro
registrano il piu' alto livello di spesa sanitaria totale,
precedendo Austria (3.679 euro) e Germania (3.624 euro). 6
Paesi registrano una spesa inferiore alla media europea, pari a
2.903 euro: tra questi figurano anche Regno Unito (2.494 euro)
e Italia (2.355 euro). In coda Grecia e Portogallo i Paesi piu'
colpiti dalla crisi economica, con una spesa totale inferiore
ai 2.000 euro. (AGI)
Pgi (Segue)
101130 NOV 15

NNNN
ZCZC
AGI0169 3 CRO 0 R01 /

Sanita': spesa Italia in coda tra paesi Ue, e' il 9,1% del Pil (2)=
(AGI) - Roma, 10 nov. - Dal confronto della spesa sanitaria
pubblica tra i principali Paesi europei, i cosiddetti EU-Big 5,
e' possibile notare come il nostro Paese continui a presentare
un gap significativo nei confronti di Germania e Francia, ma
anche di sistemi come il Regno Unito e piu' in generale della
media europea. Se la Germania spende 2.784 euro pro capite,
l'Italia spende ben 947 euro in meno. Rimane importante anche
il divario con la Francia (che spende il 38% in piu') e il
Regno Unito (con una spesa pro capite superiore del 13%).
Rispetto alla media europea il nostro Paese spende 386 euro in
meno, pari a un divario del 21%. L'unico Paese che presenta un
valore inferiore all'Italia e' la Spagna (1.510 euro).
Ipotizzando che il rapporto fra PIL e spesa sanitaria pubblica
rimanga costante in tutti e 5 i Paesi e considerando le stime
di crescita reale del PIL - contenute nel rapporto di ottobre
2015 del World Economic Outlook del Fondo Monetario
Internazionale - e' possibile stimare la spesa sanitaria
pubblica pro capite nel 2020. Data la crescita del PIL
italiano, se il Paese continuasse ad investire in sanita'
pubblica il 7,1% del PIL, non solo si confermerebbe il gap fra
l'Italia e gli altri Paesi EU-Big5, ma si verificherebbe un
ulteriore ampliamento del divario. Infatti, nel 2020 la spesa
sanitaria pubblica pro capite in Italia sarebbe pari a 1.879
euro a parita' di potere d'acquisto: un dato inferiore del 61%
rispetto alla Germania, del 43% rispetto alla Francia, del 24%
rispetto al Regno Unito e del 18% rispetto alla media europea.
(AGI)
 

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