L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 novembre 2015

Siria, è inutile solo degli imbecilli non si accorgono che la Turchia dei Fratelli Musulmani di Erdogan è la ripetizione della Germania della 2° guerra mondiale

ANKARA PRONTA A INVIARE 10 MILA SOLDATI IN SIRIA

di Redazione
12 novembre 2015, pubblicato in Enduring freedom
turkish-tanks
AGI/EFE – Il governo turco sta preparando l’invio di 10.700 soldati in Siria a metà dicembre per combattere contro l’Isis e creare zone sicure per gli sfollati nel nord del Paese. Lo rivela il quotidiano filo-governativo Yeni Safak, secondo il quale Ankara presenterà nel fine settimana alle grandi potenze in occasione del G20 di Antalya un documento che analizza la situazione in Siria e che contiene una richiesta di fondi.
L’obiettivo di Ankara sarebbe quello di imprimere una svolta sia alla campagna militare contro i jihadisti che alla crisi dei migranti.
Il piano prevedrebbe l’ingresso delle truppe che penetrerebbero per 46 chilometri all’interno del territorio siriano da sette regioni turche. Nelle “zone sicure” (safe areas) troverebbero rifugio fino a 5 milioni di profughi, offrendo così una soluzione al problema del flusso dei migranti.
Il piano prevede inoltre l’allestimento di sei campi profughi, 11 basi logistiche e 17 “zone di sicurezza”.
La rivelazione del quotidiano fa seguito ad alcune dichiarazioni del premier Ahmet Davutoglu e del presidente Recep Tayyip Erdogan, che hanno già apertamente parlato di intervento di terra in Siria.

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