L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 novembre 2015

Siria, gli Stati Uniti bombardano illegittimamente e umanamente le strutture siriane

Damasco accusa la Coalizione Internazionale: "Raid illegali e senza il nostro consenso"

Il documento che è stato inviato alle Nazioni Unite dal ministero degli Esteri siriano definisce "illegali" gli attacchi aerei effettuati in territorio dagli Stati Uniti e i suoi alleati


La strategia della Coalizione Internazionale guidata da Washington contro l’Isis potrebbe cambiare da ora in avanti.
Questa settimana su 24 nuovi attacchi 13 sono stati effettuati in Siria, un numero maggiore, e per la prima volta dall'inizio dei bombardamenti, rispetto a quelli effettuati in Iraq. Probabilmente questo rovesciamento è legato alla campagna parallela, ma separata, dell’aviazione russa che da circa un mese e mezzo ha una media giornaliera superiore ai 40 raid.
In occasione dei bombardamenti della Coalizione Internazionale del 10 ottobre contro due impianti generatrici di elettricità (che hanno causato la perdita di circa 215 milioni dollari, oltre ad una prolungata interruzione del servizio alla popolazione) a Ridwanieh, nella provincia Est di Aleppo, il governo legittimo di Damasco aveva deciso di mandare due messaggi indirizzati al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Presidente del Consiglio di Sicurezza del massimo organismo internazionale, definendo le incursioni sul territorio siriano da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati una “brutale aggressione”. Non solo vengono considerati illegittimi i raid perché senza autorizzazione e non coordinati, ma inoltre c’è scritto che con il pretesto di combattere la rete terroristica l’obiettivo è quello di colpire le infrastrutture economiche, industriali e di servizi del Paese per impedirne la ricostruzione una volta liberato dall’Isis e da Jabhat al Nusra.
Tra i migliori alleati degli Stati Uniti in questa offensiva in Vicino Oriente c’è la Francia - attiva dal settembre 2014 con sei caccia Mirage di base in Giordania e altri sei caccia Rafale che fanno base negli Emirati Arabi – la quale ha recentemente deciso di impiegare la portaerei Charles De Gaulle, già utilizzata da febbraio ad aprile come base nelle acque del Golfo Persico per, per le operazioni aree congiunte contro lo Stato Islamico. Proprio ieri, come riferito dal ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian a margine di un forum sulla pace africana e la sicurezza a Dakar, in Senegal, l’aviazione francese avrebbe bombardato una raffineria di petrolio vicino a Deir Ez Zor, nella parte orientale della Siria, apparentemente gestito dai jihadisti. Il ministro degli Esteri siriano ha condannato questo attacco, insieme a quelli lanciati dalla Coalizione Internazionale su giacimenti petrolieri di Yabseh, nella provincia orientale di Hasaka e ad una fabbrica a Raqqa, sottolineando come l’unico obbiettivo sia in realtà quello di distruggere l’ossatura economica del territorio.
Se dunque i media di tutto il mondo occidentale accusavano la campagna militare dell’aviazione russa di favorire l’avanzata dell’Isis cosa diranno ora che l’intervento della Coalizione Internazionale guidata da Washington sul territorio siriano è ai limiti della legalità nel quadro del diritto internazionale?

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/damasco-accusa-coalizione-internazionale-raid-illegali-e-sen-1192550.html 

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