L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 novembre 2015

Terza guerra mondiale, Isis/al Qaeda, se è vero che l'aereo russo è stato abbattuto da una bomba i mandanti sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, Israele, l'Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia

Rischio attentato nucleare in Russia

9 novembre 2015, di Alessandra Caparello
 
Il CAIRO (WSI) – Non hanno dubbi gli esperti che indagano sul disastro dell’Airbus 321 della compagnia russa Metrojet precipitato nel deserto del Sinai e in cui sono morte 224 persone.  A causare l’esplosione una bomba e a pianificare l’attentato l’Isis. Ci sarebbero il 90% delle possibilità.
Una chiara tattica dello Stato Islamico che per colpire un paese ne destabilizza l’economia, come è appena successo in in Egitto in seguito al disastro dell’Air Bus. Da una parte la Russia ha bloccato i voli e ha diminuito la presenza di turisti russi nel paese, dall’altra parte lo stesso Egitto subisce una pesante perdite economica.

Una bella grana per Vladimir Putin alle prese con la guerra indiretta in Siria dove punta a difendere l’area alawita con il porto militare di Tartus. La situazione, come descritta da Giuseppe Cirillo sul suo blog Hescaton, è la seguente: da una parte gli Stati Uniti d’America e gli alleati che vogliono abbattere il regime dittatoriale di Assad al fine di far passare i gasdotti del Qatar. Putin si schiera a fianco di Assad e l’avanzata ribelle e islamita, supportata per abbattere il regime siriano, si arresta. Attaccando l’Isis la Russia diventa ora il principale nemico dei terroristi.

Il rischio maggiore? Possibili attentati a Mosca ma anche una deriva violenta in Daghestan o in Cecenia fino ad un possibile attentato nucleare limitato a città importanti russe come Mosca o San Pietroburgo, con conseguenze ovviamente disastrose in aree che da sole valgono almeno 10 punti di Pil nazionale. Lo stesso Vladimir Putin sarebbe così costretto a ritirarsi dal conflitto siriano.
Auspicando fermamente che mai l’Isis arrivi a tanto, certa è la consapevolezza che gli stessi terroristi sono usati dagli Usa e dagli alleati come Francia e Inghilterra, Israele, Arabia Saudita e Qatar per portare il conflitto ad un livello con connotati ancora più tragici e devastanti di cui l’abbattimento dell’aereo russo sarebbe solo l’inizio.

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