L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 dicembre 2015

Bail-in è una stupidaggine, è più facile prendersela con chi risparmia che intervenire nella separazione tra banche commerciali e quelle d'investimento perché ci voleva coraggio che questi politici da strapazzo non hanno


La durezza del Bail-in e i dubbi su Consob

Il caso Etruria ha scoperchiato il vaso di Pandora?

18/12/2015 Giacomo Nero

Riprendiamo in mano, travolti dall’incedere drammatico della cronaca (ogni riferimento a Banca Etruria non è puramente casuale), il tema dei salvataggi bancari. Come avevamo già avuto modo di raccontare tempo fa (ad esempio qui) la normativa relativa a questa tematica ha subito una importante revisione in seguito all’introduzione del cosiddetto Bail-in (lo scorso 10 settembre il governo italiano ha approvato le nuove regole sulla risoluzione delle crisi bancarie, il tutto mediante un decreto attuativo della direttiva europea e di una serie di disposizioni di modifica del Testo unico bancario). 
Per farla breve stiamo parlando del salvataggio di un Paese o del suo sistema bancario dall'interno, strategia che si contrappone appunto al bail-out, cioè al salvataggio dall'esterno, modalità di gestione delle crisi bancarie alla quale eravamo tipicamente abituate. In seguito alla sopracitata vicenda di Banca Etruria (l’ultima notizia parla di nuove sanzioni in arrivo per i componenti del vecchio cda dell’istituto, presieduto da Lorenzo Rosi con Pierluigi Boschi vicepresidente. Il procedimento sanzionatorio è l’esito dell’ultima ispezione, quella che ha portato commissariamento dell’istituto l’11 febbraio scorso e terminata poi il 27 febbraio), l’opinione degli addetti ai lavori si è spaccata tra chi ritiene tale normativa iniqua e chi invece ne difende le fondamenta. E sullo sfondo appare anche la questione della vigilanza, nello specifico l’operato di Consob. A tal proposito vi riportiamo in calce una raccolta di diverse autorevoli opinioni sul tema lasciando a voi, come doveroso e consueto, le somme  finali. E per aiutarvi nell’approfondimento di questa spinosa tematica non possiamo che sollecitarvi a iscrivervi (vi basta cliccare qui ) al prossimo incontro SOLIDITÀ DEL SISTEMA BANCARIO E BAIL-IN, che si svolgerà all’interno dell’attesissima decima edizione del PFEXPO, il prossimo 28 gennaio 2016 presso Palazzo delle Stelline, in Milano.
Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera

"Ci sono già delle (altre, ndr) banche in difficoltà  nelle quali i risparmiatori non hanno perso con le obbligazioni, ma hanno perso tutto quello che avevano con le azioni. Anche in quei casi io penso che ci siano delle responsabilità oggettive"

"Diciamo con chiarezza dai suoi microfoni che il sistema bancario italiano è solido. Dentro un sistema bancario solido, con un risparmio privato delle famiglie importante, ci sono state storie di purtroppo naturale opacità che non sono state controllate a dovere"

“Io ho stima in Vegas (presidente Consob, ndr), e devo dire che ha stretto le maglie Consob di questi anni. Però è evidente che sono stati venduti da alcune banche prodotti che non dovevano essere venduti. Bisognerà capire se Consob ha denunciato la vendita illegittima di quei prodotti e se invece a non essersi mossa è stata la magistratura o la Banca d’Italia”.

"Io penso che dal 2007, con la direttiva Mifid (acronimo di Markets in Financial Instruments Directive, ndr) è obbligatorio per ognuno di noi quando va in banca farsi fare il profilo, e il 90% del profilo di coloro che vanno in banca è un profilo prudenziale: quelle obbligazioni subordinate non potevano essere vendute alle vecchiette”.

Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, l’associazione delle banche italiane

“Ci sono stati casi di cattiva gestione del credito appesantite da sette anni di crisi. Sono convinto che se la crisi non ci fosse stata non ci sarebbero stati i casi di queste quattro banche, peraltro nel resto d’Europa ci sono state centinai di crisi bancarie negli scorsi anni di questo genere e ancor più gravi il fatto è che non c’era ancora la vigilanza unica e l’unione bancaria e negli altri paesi gli stati hanno salvato nazionalizzandole o con contributi a fondo perduto. La storia dell’Italia è tutta diversa”.

“Scrivere a caratteri cubitali, obbligatori sui pacchetti di sigarette: nuoce gravemente alla salute. Io chiedo che le competenti autorità che penso siano europee o per legge di stato impongano a tutti gli emittenti e i venditori di titoli  che venissero definiti dalle medesime autorità ad elevato rischio,  di apporre nella prima pagina di questi moduli con gli stessi caratteri cubitali delle sigarette : prodotto finanziario ad alto rischio. E abbiamo finito con gli equivoci”. 

Stefano De Polis, direttore dell’Unità di risoluzione e gestione della crisi della Banca d’Italia

“In merito alla normativa del Bail-in, il dottor Rossi (direttore generale Banca d’Italia ndr) domenica l’ha definita di stampo calvinista e oggettivamente ha dei tratti di durezza, ovviamente si dovrebbero trovare delle alternative”.

“Ci può essere e dovrebbe esserci più elasticità e trovare soluzioni. C’è una normativa già in vigore, quindi bisogna operare nel quadro della normativa”.

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