L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 dicembre 2015

Parigi&Roma gli euroimbecilli di destra e di sinistra si uniscono per battere l'unica forza politica che ha capito che l'Euro è una trappola per i popoli

Ballottaggio Francia, Fusaro: "Tutti contro Le Pen, vince protesi anti-fascista. E le vittime della finanza?"
14 dicembre 2015 , Andrea De Angeli


Marine Le Pen perde. Senza appello. Eppure c'è chi punta il dito contro l'accordo tra socialisti e repubblicani e parla di "ideologia democratica". Una strategia machiavellica, in grado di ribaltare l'esito del primo turno anche e soprattutto per l'altissima affluenza alle urne. Ma cosa accadrebbe in Italia davanti a uno scenario simile? IntelligoNews ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro...

In Francia ieri ha vinto la democrazia?

«Quanto accaduto mi ha molto colpito perché fa un po' ridere che per sconfiggere la destra si trovi un fronte comune e poi invece non fanno nulla dinanzi alla Banca centrale europea. Questo è il classico modo con cui si perde di vista la contraddizione principale, se fossero coerenti farebbero il fronte unico anche contro questa Europa, che supera a destra Attila re degli Unni»

Ieri è un po' sembrato che in nome di quella che alcuni definiscono "ideologia democratica" si sono ritirati i candidati. Eppure la democrazia è tutt'altro, o no? Siamo al cortocircuito?

«Sì, certo diciamo che quando si decide a priori cos'è il bene e cos'è il male tutto diventa legittimo. In nome della democrazia si compiono gesti che talvolta democratici non sono» 

C'è anche chi parla di massoneria in campo, cioè si mettono insieme idee diverse pur di non dare spazio a chi dice dei no scomodi. Quasi ci fosse un regista comune che chiede di serrare le fila. Ma qual è il vero nemico?

«Premesso che io non sono un sostenitore di Le Pen che anzi reputo superficiale e lontana da una visione seria della politica e della società, di certo questi liberal democratici a servizio dell'Europa e dello svuotamento della democrazia riescono a essere anche peggiori»

In Italia un secondo turno tra Movimento 5 Stelle e Pd porterebbe ad uno scenario simile? Tutti contro i grillini perché contro il sistema, ammesso che lo siano?

«Può darsi. Purtroppo questa è la prova che ci troviamo dinanzi a una forma di pensiero unico che porta a bloccare la strada a chi non è degno di far parte del club, in nome della democrazia. Quindi c'è da auspicare in Italia che il movimento grillino si affermi contro la sinistra renziana al servizio del capitale» 

Ballottaggio Francia, Fusaro: 'Tutti contro Le Pen, vince protesi anti-fascista. E le vittime della finanza?'
Venendo all'affluenza fa impressione l'aumento esponenziale di elettori al secondo turno quando di solito è l'esatto contrario. Cosa li ha spinti?

«Questo agitarsi di un'ideologia antifascista. Sembra che il problema numero uno sia il ritorno di un possibile fascismo e non invece la finanza, l'economia capitalistica con le sue vittime. Si mantengono in vita l'anti-fascismo e l'anti-comunismo come protesi ideologiche che rendono invisibili la contraddizione vera»

I numeri dicono che queste protesi funzionano...

«Funzionano moltissimo. Chissà ancora per quanti anni saremo prigionieri di questo schema»

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