L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 dicembre 2015

Renzi bugiardo&corrotto serve pedissequamente gli interessi dei petrolieri e non quelli degli italiani

Pubblicato il  di in Energie.

Referendum no trivelle: il prossimo 13 gennaio 2016 si esprimerà la Corte Costituzionale e nell'attesa il premier Renzi prepara una contromossa

I 6 quesiti del referendum contro le trivellazioni hanno avuto qualche settimana fa l’ok dalla Corte di Cassazione e sostenuti dai consigli regionali della Basilicata, dell’Abruzzo, delle Marche, della Campania, della Puglia, della Sardegna, del Veneto, della Liguria, della Calabria e del Molise. L’idea non piace al Premier Matteo Renzi che ha basato la sua politica energetica proprio sulle trivellazioni off shore nei mari italiani. Renzi con l’aiuto del ministero per lo Sviluppo Economico e il ministero per l’Ambiente, ha già avviato le consultazioni per mettere a punto una contromossa. La soluzione tecnica dovrebbe essere presentata domani 14 dicembre e servirà a fermare i referendum approvati dalla Consulta e su cui si esprimerà il prossimo 13 gennaio 2016.
Probabilmente la prossima mossa del governo Renzi si manifesterà attraverso un qualche emendamento alla Legge di Stabilità ancora in discussione.
Scrive Enzo Di Salvatore il costituzionalista che ha materialmente scritto i 6 quesiti:
I quesiti hanno ora la seguente ufficiale denominazione:
«Primo quesito referendario. Attività di prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale. Abrogazione delle norme sull’attribuzione del carattere di interesse strategico, di indifferibilità ed urgenza delle opere relative, nonché del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in esse ricompresi»
«Secondo quesito referendario. Piano ministeriale, previa intesa con la conferenza unificata, per le attività di prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale. Abrogazione sia della limitazione dell’intesa alle attività su terraferma, sia della disciplina prevista per la mancata intesa (recante una procedura semplificata per l’esercizio del potere sostitutivo) e per rilascio di titoli abilitativi nelle more di adozione del piano»
«Terzo quesito referendario. Titolo concessorio unico per le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Abrogazione della disciplina della sua prorogabilità»
«Quarto quesito referendario. Autorizzazioni, previa intesa con le Regioni, rilasciate per le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi. Abrogazione della disciplina prevista per la mancata intesa e recante una procedura semplificata per l’esercizio del potere sostitutivo»
«Quinto quesito referendario. Mancata intesa con le Regioni sugli atti inerenti alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Abrogazione della disciplina recante, in tal caso, una procedura semplificata per l’esercizio del potere sostitutivo».
«Sesta richiesta referendaria. Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Abrogazione della norma di esenzione da tale divieto per i procedimenti concessori in corso al 26 agosto 2010 e per i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi a titoli abilitativi»
Le ordinanze verranno ora comunicate al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte costituzionale, ai Presidenti delle Camere e notificate entro cinque giorni ai delegati dei dieci consigli regionali proponenti.
Sui quesiti dovrà pronunciarsi ora la Corte costituzionale.
Il referendum ha l’appoggio dunque di 10 Regioni ma anche sul territorio non solo della società civile (Greenpeace e Legambiente e altri) ma anche di alcuni nomi del Pd che conoscono bene le zone.

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