L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 17 dicembre 2015

Sistema Bancario, non esistono coincidenze a febbraio commissariamento di banca Etruria e incarico di consulenza a chi dovrà indagare

Banca Etruria, il pm consulente del governo. Gli affari con Renzi Sr.

CRAC DEL CREDITO/ Roberto Rossi, il pm che indaga su Banca Etruria, ha un incarico a Palazzo Chigi come consulente agli Affari giuridici. I legami tra l'istituto di credito e il papà di Renzi


boschi sp

Roberto Rossi, il pm che indaga su Banca Etruria, ha un incarico a Palazzo Chigi come consulente agli Affari giuridici. I legami tra l'istituto di credito e il papà di Renzi.
GLI AFFARI DI RENZI SR. - Tra il caso Banca Etruria e il principale inquilino di Palazzo Chigi i legami non sono finiti. Almeno a livello indiretto. Emergono infatti i rapporti tra Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria, e Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio. Rosi è stato infatti per 15 anni a capo della Castelnuovese, una cooperativa edilizia che da alcuni anni si occupa di outlet di lusso e operazioni immobiliari. E tra gli shopping mall costruiti dalla Castelnuopvese ci sono anche i centri commerciali di Sanremo e Fasano, i cui lavoro sono stati avviati da tempo. Egnazia Shopping Mall, spiega Repubblica, è una srl con capitale sociale di 10 mila euro di cui Rosi è amministratore unico che possiede la società Syntagma, altra srl dove Rosi figura sempre come amministratore unico. Il socio di riferimento di Syntagma è la Nikila Invest, che vanta una partecipazione del 40% nella Party, società che fa capo alla famiglia di Renzi. Il papà Tiziano è infatti socio mentre la moglie e madre del premier Laura Bovoli è l'amministratore unico."Non esistono veicoli commerciali o finanziari nei quali Tiziano Renzi sia socio di Lorenzo Rosi", ha precisato il legale di Tiziano Renzi, Federico Bagattini e lo stesso Rosi ha detto di non essere socio di Tiziano Renzi. Ma le polemiche restano.IL PM CONSULENTE - Roberto Rossi è il procuratore reggente di Arezzo. Ed è proprio la sua procura che indaga su Banca Etruria e sul presunto conflitto di interessi degli ex vertici dell'istituto di credito. Peccato che, come rivela il Fatto Quotidiano, lo stesso Rossi sarebbe coinvolto egli stesso in un altro conflitto di interessi. Già, perché il magistrato di Arezzo non è solo il procuratore dell'ufficio della città toscana, ma anche un consulente di Palazzo Chigi. Dal febbraio 2015 infatti Rossi ha ricevuto un incarico di consulenza agli Affari giuridici della Presidenza del Consiglio. La struttura di riferimento di Rossi è il Dagl, guidato da Antonella Manzione. Ve la ricordate? La Manzione è l'ex comandante dei vigili urbani di Firenze tanto cara a Renzi che se l'è portata a Roma dopo la sua manovra per raggiungere Palazzo Chigi. L'incarico di Rossi, spiega ancora il Fatto, scade il 31 dicembre 2015 e prevede comunque una piccola retribuzione . Il totale è infatti cinquemila euro lordi. Ma crea comunque un clamoroso cortocircuito in questo frangente perché il magistrato è contemporaneamente titolare dell'inchiesta su Banca Etruria che tocca anche il governo e insieme consulente dello stesso esecutivo.

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