Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/8/27/GEO-FINANZA-Dalla-Cina-alle-cicale-la-Germania-prepara-il-terremoto-dell-Ue/779737/

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 gennaio 2015

Hollande vuole l'Unità Nazionale ed esclude Marine le Pen contradictio in adiecto

la libertà universale oggi tanto encomiata coincide sempre con la libertà di acquisto del singolo individuo astratto destoricizzato e desocializzato

Il mondo verso il disastro

Sembra ormai appurato che il Presidente della Bce abbia proposto al Consiglio Ue, per l’approvazione, un piano di acquisto di titoli pubblici da 500 miliardi di euro.
Dopo una discussione infinita sembra quindi che si stia materializzando il cosiddetto Quantitative easing, invocato da più parti. Non ho dubbio alcuno nel manifestare la mia angoscia.
ATTENZIONE : PER L’ITALIA SARA’ UN DISASTRO
Per il nostro Paese sarà una sciagura poiché si va esattamente nella direzione opposta rispetto alla quale ci dovremmo dirigere: anziché riprenderci la sovranità monetaria la cediamo completamente.
CI STIAMO CONSEGNANDO ALL’EUROPA LEGATI MANI E PIEDI.
Naturalmente sto parlando da uomo, cioè da persona per la quale la Libertà è il bene più prezioso, non sto facendo un discorso di “convenienza” o meno nei riguardi di una operazione che rimane in ogni caso l’ennesima risposta sbagliata ad un problema che ha un’unica soluzione.
Ma probabilmente non possiamo farci nulla, siamo solo un ingranaggio di un mondo che sta dirigendosi verso un precipizio.
Ed oggi nessuno, sui media tradizionali, vi sta prospettando i pericoli letali e la china che sta prendendo non solo l’Italia ma il mondo intero, perché?
La risposta è la più ovvia, perché tutti i media tradizionali sono nelle mani di coloro che spingono il mondo verso questa direzione. Orbene, mi direte, tu, però, sei libero di scrivere queste cose, quindi non ti è stata tolta questa Libertà.
Certo, e rimarrò libero di scrivere queste cose finché non darò “fastidio”, anzi, a ben guardare io sono funzionale al sistema che vuole governare il mondo, perché il più grande problema per i totalitarismi è proprio quello di non essere riconosciuti come “totalitarismi”.
E per dare una risposta, la cosa più ovvia, è non soffocare completamente la critica e quindi anche quelle poche persone che ci mettono in guardia contro i pericoli dei totalitarismi, naturalmente debbono rimanere un’esigua minoranza, anzi, ancor meno.
Facilmente monitorati ed a volte anche derisi, risulteranno un po’ come quello squinternato personaggio che nel film  “Non ci resta che piangere” affacciandosi alla finestra ripete ossessivamente “Ricordati che devi morire”  ed al quale Troisi risponde con dileggio “Mo’ mo ‘o segno”.
Però cari lettori, io non vi dico di credere alle mie parole io non ho scoperto nulla era già stato scritto tutto settant’anni fa quando stava per terminare la seconda guerra mondiale, lo ha scritto Friedrich Von Hayek in “La via della Schiavitù”. Leggetelo.
Se avrete una mente in grado di capire si aprirà davanti a voi una visione chiara del mondo,  altrimenti … rimanete nella massa … non potete aspirare a nulla di più.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

http://www.finanzainchiaro.it/il-mondo-verso-il-disastro.html 

Fichte, Hegel, Marx e Gentile, l'idealismo defatalizza l'apparente oggettività del mondo oggettivo mostrandone la genesi soggettiva


Eventi | venerdì 09 gennaio 2015, 17:08
“Quale futuro per l’Europa?”.
Un incontro su temi economico-filosofici a Borgo San Dalmazzo

Lunedì 12 gennaio nel salone consiliare appuntamento con Diego Fusaro e Federico Nicolaci

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Il Comune di Borgo San Dalmazzo organizza lunedì 12 gennaio un dibattito di carattere economico – filosofico dal titolo “Quale futuro per l’Europa?”. Si terrà nel salone consiliare alle 21 e vedrà come relatori Diego Fusaro e Federico Nicolaci. L’ingresso è libero.

Diego Fusaro (Torino, 1983) dal 2011 è Ricercatore in Storia della Filosofia presso la facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È direttore (insieme a Jacopo Agnesina) della collana filosofica "I cento talleri". Ha fondato e dirige uno dei principali siti internet italiani di Filosofia ("La filosofia e i suoi eroi", www.filosofico.net). È direttore (insieme a Luca Grecchi) della rivista filosofica Koinè e (insieme ad Andrea Tagliapietra) della collana "Biblioteca di Filosofia della Storia" dell'editore Mimesis. I suoi interessi di ricerca orbitano intorno alla storia della filosofia e alla filosofia della storia, con attenzione per il pensiero di Fichte, Hegel, Marx e Gentile e per la “storia dei concetti” tedesca.

Federico Nicolaci (1985) è Dottorando presso la facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. E’ stato allievo di Massimo Donà, con cui ha conseguito la laurea specialistica. Dopo aver approfondito lo studio della lingua e della filosofia tedesca presso la Albert-Ludwigs Universität di Friburgo, ha recentemente conseguito un Master in Politics and Government in the EU presso la London School of Economics, mosso dal desiderio di approfondire la relazione tra la politica contemporanea e il pensiero filosofico.

La sua ricerca di concentra sui temi di metafisica, teologia, estetica e politica, ai quali è stato introdotto da maestri quali Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, Emanuele Severino e Massimo Donà.

http://www.targatocn.it/2015/01/09/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/quale-futuro-per-leuropa-un-incontro-su-temi-economico-filosofici-a-borgo-san-dalmazzo-1.html

Salvini deborda, "Ofele', fa el to meste'"

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Pubblicato: 09/01/2015 10.29.00
Politica
MATTEO SALVINI E PAPA FRANCESCO: AVVENIRE AL LEGHISTA, "FAI IL TUO MESTIERE"
Il consiglio del quotidiano cattolico a Salvini:""pasticciere, fa' il tuo mestiere", astieniti cioe' da commenti e giudizi"
Redazione
 "Ofele', fa el to meste'" cioe' "pasticciere, fa' il tuo mestiere", astieniti cioe' da commenti e giudizi, perche' nel suo ministero universale, "predicando il Vangelo, difendendo i cattolici che soffrono e promuovendo la pace, Francesco se la cava piuttosto bene" . Questo "il piccolo consiglio nel suo idioma preferito" che il quotidiano cattolico "Avvenire" rivolge al leader leghista Matteo Salvini che dopo la strage di Parigi ha attaccato il Papa dicendo: "Sei il portavoce dei cattolici, preoccupati di chi ti sta sterminando in giro per il mondo". "Noi che siamo cristiani, cattolici, convinti assertori del dialogo come strumento di fraterna convivenza - replica Avvenire - con Salvini, si' anche con Salvini, vorremmo dialogare. Magari per spiegargli con calma la differenza che passa tra l'essere il Pastore della Chiesa universale, qual e' il Papa, e fare il portavoce dei cattolici, neanche fosse l'addetto stampa di un partito. Quanto piace a noi cattolici la liberta', soprattutto di espressione".

http://www.osservatoreitalia.it/index.asp?art=2889&arg=41&red=9

canone Rai come disdirlo

Canone Rai 2015: vuoi effettuare la disdetta? Ecco come fare

di | 9 Gennaio 2015 - 11:06

Canone Rai: ecco i casi in cui è possibile effettuare la disdetta e come fare. La guida


La proposta di inserire il pagamento del Canone Rai in bolletta è tramontata. Tutto rimandato al 2016, quindi anche quest’anno gli italiani saranno chiamati a versare la tanto odiata «tassa».113,50 euro che «tutti i possessori di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi radiotelevisivi» devono corrispondere in una sola tranche annuale, in 2 rate semestrali o in 4 rate trimestrali.
All’interno di un’altro articolo vi abbiamo già parlato degli importi e delle scadenze valide per il 2014 (per saperne di più leggere qui), oggi invece vorremmo darvi alcune indicazioni relative volte ad aiutare chiunque decida di disdire il Canone Rai.
Ci osno infatti dei casi, dei modi e dei tempi per effettuare la disdetta. Ecco quali sono.
Canone Rai, disdetta: cessione dispositivi
Una delle modalità per disdire il canone Rai è quella di effettuare la cessione dei dispositivi che ricevono un segnale televisivo a terzi. In questo caso bisogna inviare una raccomandata all’Agenzia delle Entrate, specificando le generalità del soggetto. L’indirizzo è il seguente:
Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To) (art.10.R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
Una volta inviata la richiesta, bisognerà compilare il modulo di dichiarazione integrativa e presentarlo allo Sportello S.A:T.
Canone Rai, disdetta: suggellamento dei dispositivi
Si può disdire il canone Rai richiedendo il suggellamento dei dispositivi in grado di ricevere il segnale radiotelevisivo. Gli apparecchi verranno sigillati all’interno di appositi involucri e diventeranno dunque inutilizzabili. Per richiedere il suggellamento occorrerà inviare una raccomandata a:
Agenzia delle Entrate S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Ufficio Torino 1 – c.p. 22 – 10121 Torino. (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
Successivamente, come nel caso precedente, bisognerà compilare il modulo fornito dallo Sportello S.A.T indicando la marca dei dispositivi e gli orari di disponibilità per procedere al suggellamento. Quest’ultimo avrà un costo di 5,16 euro per apparecchio.
Canone Rai, disdetta: Casi di incendio e furto
Nel caso in cui il contribuente sia stato vittima di un incendio, un furto, o altri casi comprovati, e qundi non sia più in possesso di un apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo, può non pagare il canone Rai, Anche in questo caso si dovrà inviare una raccomandata all’Agenzia delle Entrate (l’indirizzo è lo stesso indicato in precedenza) e compilare il modulo specificando le caratteristiche degli apparecchi che non si possiedono più.

http://www.forexinfo.it/Canone-Rai-2015-vuoi-effettuare-la 

il terrorismo nasce nelle fila dei salafiti e gli sciiti sono le prime vittime


Charlie Hebdo, Hezbollah: “Terroristi offendono l’Islam più delle vignette” 
 
Media & Regime

Nasrallah, a capo del movimento sciita, condanna le violenze dei gruppi di radicali sunniti. Ma accusa anche l'Occidente di difenderli per combattere Assad. Khamenei in Iran: "007 occidentali vogliono dividere mondo musulmano". Polemiche per il tweet del direttore del principale giornale del Qatar: "Islamici non devono scusarsi"

di F. Q. | 9 gennaio 2015

I terroristi offendono l’Islam “più dei nemici dell’Islam, che hanno insultato il Profeta (Maometto) con i film o con vignette” e i musulmani devono sforzarsi di “isolare, assediare, e per dirlo apertamente, sradicare” questi “gruppi takfiri”, ovvero sunniti estremisti. Il capo del movimento sciita libanese, Hassan Nasrallah, interviene sull’attentato terroristico alla redazione di Charlie Hebdo e dichiara che i “takfiri” si sono diffusi “in Iraq, nello Yemen, in Afghanistan, e ora nei Paesi che li hanno esportati verso di noi”. Nasrallah, in un discorso trasmesso in videoconferenza nell’istituto al-Mahdi Hadath, nei pressi di Beirut, in occasione della commemorazione della nascita del profeta Maometto, ha inoltre accusato l’Occidente di avere sostenuto gruppi “terroristi” per combattere Assad, come denunciato l’8 gennaio anche da Damasco.
Nasrallah: “Gli estremisti pongono una minaccia al nostro onore, al nostro futuro e all’Islam”

Il capo di Hezbollah, le cui milizie combattono al fianco delle truppe lealiste siriane nella guerra civile in corso da oltre tre anni, ha aggiunto che questi gruppi di sunniti “hanno sempre posto una minaccia ai Paesi e alla carta geografica della regione, pongono una minaccia al nostro sangue, al nostro presente, al futuro, al nostro onore, e hanno cominciato a portare una minaccia all’Islam stesso”. Secondo Nasrallah, “il comportamento dei gruppi takfiristi che affermano di seguire l’islam ha dato una visione distorta della stessa religione, del Corano e della nazione islamica più di quella fornita dai nemici dell’islam che hanno insultato il profeta nei film o hanno disegnato vignette del profeta”.

Riferendosi sempre ai gruppi estremisti sunniti come lo Stato islamico (Is) che affliggono la regione, Nasrallah – citato dai media libanesi – ha aggiunto: “Come possono pretendere questi gruppi (takfiristi, ndr) di rappresentare l’Islam se decapitano, sventrano e massacrano la gente e in Yemen uccidono persone mentre commemorano la nascita del profeta? Oggi – ha concluso – la nostra nazione e la nostra religione si trovano ad affrontare questa pericolosa minaccia”.
Khamenei: “Lo sciismo che ha rapporti con l’MI6 britannico o il sunnismo mercenario della Cia americana sono entrambi contro l’Islam”

Se Nasrallah si schiera contro gli estremisti, in Iran, nazione sciita vicina ad Hezbollah, la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, attacca i servizi di intelligence di paesi “nemici” che, ha detto, lavorano per dividere la comunità islamica, alimentando le “divisioni” tra sunniti e sciiti. “Le mani che seminano discordia tra sunniti e sciiti sono collegate ai servizi di spionaggio dei nemici dell’islam”, ha dichiarato Khamenei, durante un incontro della Conferenza dell’Unità Islamica a Teheran. “Lo sciismo che ha rapporti con l’MI6 britannico o il sunnismo mercenario della Cia americana sono entrambi contro l’islam”, ha aggiunto l’ayatollah che ha poi lanciato un appello “all’unità dei paesi islamici”. Khamenei ha infine criticato, senza citare esplicitamente i nomi dei paesi, “alcuni governi regionali che hanno basato la loro politica estera sull’inimicizia verso l’Iran. Questo è un grande errore – ha concluso – e va contro il buonsenso e la saggezza”.

L’attentato terroristico di Parigi ha scatenato le reazioni della comunità musulmana nel mondo e, se in Italia gli imam condannano la strage nella redazione di Charlie Hebdo sottolineando che la violenza mette a rischio soprattutto i fedeli islamici, secondo Abdullah al-Athba, direttore di Al-Arab, il più importante quotidiano del Qatar quanto accaduto rappresenta “una scusa” della Francia “per intervenire in Libia” quindi i musulmani “non devono scusarsi”. “Non scusatevi per un crimine che non avete commesso”, ha scritto, ritwittando il commento di un suo follower (“Perché i musulmani dovrebbero scusarsi? Quando la moschea di Londra è stata bruciata nessuno ha chiesto ai cristiani o ai britannici di scusarsi”).
Direttore quotidiano Qatar: “La Francia vuole invadere la Libia con la scusa della ‘lotta al terrorismo'”

In un altro tweet, al-Athba ha sostenuto la tesi che “la Francia vuole invadere la Libia con la scusa della ‘lotta al terrorismo’ dopo che con lo stesso pretesto ha occupato il Mali. Questa operazione è un pretesto per uccidere musulmani“.

In una nota inviata poi ad al-Arabiya il direttore ha affermato che “attaccare innocenti è inaccettabile e deve essere condannato. Sono contro l’uccisione dei miei colleghi giornalisti, ma perché collegare la questione (di Parigi, ndr) all’islam e ai musulmani? Ci sono estremisti cristiani come ci sono estremisti ebrei – ha proseguito al-Athba – Ma nessuno chiede ad esempio alla Chiesa di condannare gli attacchi ai musulmani e alle moschee in Svezia e le odiose campagne contro i musulmani in Germania“. Le dichiarazioni del direttore di Al-Arab hanno suscitato la critica di diversi suoi follower. Uno degli utenti (AldosariFfqatar) si è rivolto ad al-Athba chiedendo di “risparmiarci le tue analisi” e mettendo in guardia dal rischio di una crisi tra Francia e Qatar. Un altro utente (Takhabbatasiran) ha replicato affermando: “Allora la Francia ha bisogno di quest’operazione per intervenire in Libia? Ne abbiamo abbastanza di questi commenti”.



http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/09/charlie-hebdo-hezbollah-terroristi-offendono-lislam-delle-vignette/1326996/



crudeltà, crudeltà umana; a tanto terrorismo, sia al terrorismo isolato, sia al TERRORISMO DI STATO


Charlie Hebdo: Papa lancia hashtag per Parigi

'L'attentato al giornale ci fa pensare alla crudeltà di cui è capace l'uomo'


"L'attentato di ieri a Parigi ci fa pensare a tanta crudeltà, crudeltà umana; a tanto terrorismo, sia al terrorismo isolato, sia al terrorismo di Stato. Ma la crudeltà della quale è capace l'uomo!". Papa Francesco riprendeva oggi le messe mattutine a Santa Marta dopo la pausa natalizia. E l'occasione, all'indomani della strage nella sede del settimanale satirico 'Charlie Hebdo', era delle più drammatiche, tanto da voler dedicare la celebrazione proprio ai colpiti dall'assalto terroristico. "Preghiamo, in questa messa, per le vittime di questa crudeltà. Tante!", ha detto con parole accorate all'inizio dell'omelia. "E chiediamo anche per i crudeli - ha aggiunto -, perché il Signore cambi il loro cuore".
Già ieri il Papa aveva espresso "la più ferma condanna per l'orribile attentato", esortando "tutti ad opporsi con ogni mezzi al diffondersi dell'odio e di ogni forma di violenza". Secondo il Pontefice, riferiva il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, "qualunque possa esserne la motivazione, la violenza omicida è abominevole, non è mai giustificabile". Ribadiva quindi il suo sostegno "per tutti coloro che, secondo le loro diverse responsabilità, continuano ad impegnarsi con costanza per la pace, la giustizia e il diritto". Oggi inoltre, dopo aver tra l'altro lanciato su Twitter uno specifico hashtag #PrayersForParis, ha incontrato in Vaticano l'arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois.
Al porporato, il Pontefice ha anche indirizzato un messaggio di cordoglio in cui esprime vicinanza alle famiglie colpite dal "terribile attentato", ai feriti e ai congiunti delle vittime. Nel telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, Bergoglio ribadisce la sua condanna alla "violenza che genera tanta sofferenza" e chiede "a Dio il dono della pace". In Vaticano, dove peraltro ieri e oggi erano in visita quattro imam francesi accompagnati da una delegazione della Conferenza episcopale d'Oltralpe, lo sconcerto e il dolore per il sanguinoso attentato sono al massimo grado.
"Profondo disgusto per questo tipo di azione, di crimine", è stato espresso dal cardinale francese Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso e camerlengo di Santa Romana Chiesa. "Si tratta evidentemente di giovani completamente deviati. E' terribile pensare che si possa immaginare di risolvere i problemi con la violenza e perpetrare questi atti di violenza in nome di una religione. Credo che tutte le libertà siano minacciate", ha detto alla Radio Vaticana dopo aver incontrato stamane i quattro imam. Dopo l'incontro, i cui partecipanti si sono detti "scioccati per l'odioso attentato", Tauran e i quattro imam francesi (Tareq Oubrou, Azzedine Gaci, Mohammed Moussaoui e Djelloul Seddiki) hanno pubblicato una dichiarazione congiunta per condannare la strage e ribadire la necessità del dialogo tra persone di diverse fedi. Nel documento si invitano inoltre i "credenti a manifestare attraverso l'amicizia e la preghiera la propria solidarietà umana e spirituale verso le vittime e le loro famiglie".
"Senza la libertà di espressione - vi si legge - il mondo è in pericolo". Per questo, "è imperativo opporsi all'odio e a tutte le forme di violenza che distruggono la vita umana". I responsabili religiosi, avvertono il card. Tauran e gli imam, sono "chiamati a promuovere sempre una cultura di pace e di speranza". Considerando poi "l'impatto dei mezzi di comunicazione - prosegue la dichiarazione - si invitano i loro responsabili a offrire una informazione rispettosa delle religioni, dei loro fedeli e delle loro pratiche, promuovendo così una cultura dell'incontro". E in conclusione si ribadisce che "il dialogo interreligioso permane la sola via da percorrere insieme per dissipare i pregiudizi".

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/01/08/papa_15c92169-6654-4e7f-a94a-fc25a0b603c5.html 

il nostro problema è la disoccupazione, dobbiamo inventare il lavoro per tutti

Analisi esclusiva: Disoccupazione reale a quota 6,6 milioni e tasso al 22,8%

16 ore fa Pubblicato da


Nel 2012 e nel 2013 avevamo denunciato con analisi esclusive basate su dati Istat ed Eurostat, che il Tasso di Disoccupazione reale in Italia era al 20% ed oltre (trovate gli studi QUI e QUI).
Gia’ sono terrificanti i dati ufficiali, che parlano di quasi 3,5 milioni di disoccupati e di un tasso di disoccupazione pari al 13,4%, entrambi valori al record storico (che trovate QUI con ampia profusione di grafici ed andamenti storici).

Alla ricerca del Tasso di Disoccupazione Reale

Secondo voi, una persona inattiva (non lavora), che non cerca attivamente lavoro nell’ultimissimo periodo, ma che disponibile a lavorare (perche’ scoraggiato o attende esiti di ricerche precedenti), cos’e’?  Secondo noi e’ un disoccupato.
Secondo voi, una persona inattiva (non lavora), che cerca lavoro non attivamente nell’ultimissimo periodo, ma che e’ disponibile a lavorare, cos’e’?  Secondo noi e’ un disoccupato.
Questa volta escludiamo dal calcolo i sottoccupati part time.
Di seguito per completezza postiamo le “definizioni” dell’Istat (che poi sono anche le stesse dell’Eurostat).
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Si badi che, tra l’altro, i calcoli che seguono non tengono conto dei “sussidiati full time” (posti di lavoro fasulli, che di fatto sono disoccupati pagati per un posto finto) e dei “cassaintegrati” (fenomeno italiano non del tutto trascurabile).
Altra precisazione: molti diranno che in Italia c’e’ un forte “Lavoro nero” che il calcolo di cui sotto non rileva. Rispondiamo che e’ vero, ma sottolineiamo che dando un’occhio ai dati, abbiamo l’impressione che il grosso dei lavoratori in nero, non si definisca (se contattato dall’Istat nelle indagini campionarie) ne’ occupato, ne’ sottoccupato, ne’ inattivo disponibile a lavorare.
Crediamo che si definiscano generalmente inattivi e basta, al pari dei tanti studenti, pensionati e casalinghe che affollano questa categoria, che assomma nella fascia d’eta’ 15-64 anni oltre 14 milioni di persone; cio’ e’ confernato dal fatto che, il Tasso delle Forze di Lavoro (Occupati piu’ Disoccupati) tra i 15 e 64 anni nel nostro paese, e’ comunque nettamente inferiore a quello del resto d’Europa, segnale che conferma l’impressione di cui sopra.
Di seguito il cartogramma della rilevazione Istat del III trimestre 2014 sulle Forze Lavoro.
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Disoccupazione reale a quota 6,6 milioni e tasso al 22,8%

Partendo dai dati ISTAT delle rilevazioni trimestrali delle Forze di Lavoro, e dai dati cartografici relativi, abbiamo ricostruito il Tasso di Disoccupazione reale, classificando come “disoccupati reali” anche gli “scoraggiati”, vale a dire le persone inattive (non lavorano), che non cercano attivamente lavoro nell’ultimissimo periodo ma sono disponibili a lavorare, nonche’ le persone inattive (non lavorano), che cercano lavoro non attivamente e che sono disponibili a lavorare.
Qui i risultati:
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Conclusioni

In sintesi dal 2008 al 2014, nel corso di questi anni di Crisi:
- Il Numero di Disoccupati Reali e’ passato da 4,2 a 6,6 milioni di unita’, con un incremento di 2,4 milioni di persone (i dati ufficiali, parlano di un passaggio da circa 1,5 a quasi 3,5 milioni di unita’)
- Il Tasso di Disoccupazione Reale e’ passato dal 15,3% al 22,8% (i dati ufficiali, parlano di un passaggio da poco piu’ del 6% al 13,4%)

Antonio Maria Rinaldi e la Redazione di Scenarieconomici.it

http://www.stopeuro.org/analisi-esclusiva-disoccupazione-reale-quota-66-milioni-e-tasso-al-228/?utm_campaign=Newsatme&utm_content=Analisi%2Besclusiva%3A%2BDisoccupazione%2Breale%2Ba%2Bquota%2B6%2C6%2Bmilioni%2Be%2Btasso%2Bal%2B22%2C8%25&utm_medium=news%40me&utm_source=mail%2Balert

venerdì 9 gennaio 2015

Hollande, il fedifrago, vuole l'Unità Nazionale senza Marine le Pen, poveretto


La maggior parte dei partiti politici, dal Front de gauche a l’UMP, parteciperanno, domenica 11 gennaio, alla marcia repubblicana organizzata dalle coalizioni di sinistra, in solidarietà con il giornale satirico Charlie Hebdo, assalito da due terroristi ieri 7 gennaio.
Ma nella lista degli invitati c’è un grande assente: il Front National di Marine Le Pen. Per il momento il partito di estrema destra non ha infatti ricevuto alcun invito ufficiale né da parte del primo ministro Manuel Valls né dal presidente François Hollande.
François Lamy del Partito Socialista, incaricato dell’organizzazione dell’evento, ha praticamente escluso del tutto una partecipazione del Front National alla marcia, rispondendo ad un’intervista di Le Monde così :” Non capisco neanche come ci si possa porre la domanda. Noi invitiamo tutte le forze politiche, repubblicane e democratiche che vogliono prendersi carico e supportare la Francia per ciò che è accaduto lo scorso mercoledì alla redazione di Charlie Hebdo. Non vogliamo invece le organizzazioni che dividono il paese, stigmatizzano i nostri concittadini musulmani e speculano sulle loro paure”.
Un ‘no’ netto al gruppo della Le Pen, che in passato si è sempre schierato contro la progressiva ‘islamizzazione’ della nazione francese, dove “anche i moderati diventeranno prima o poi radicali”. Islam che è sempre stato visto dalla coalizione di estrema destra, particolarmente in linea con gli italiani della Lega Nord, come un attacco ai valori della Repubblica francese. Ma lo stigma della religione musulmana è qualcosa di esteso praticamente a tutti coloro che professano questa religione dall’FN. Una possibile partecipazione della Le Pen alla marcia rischierebbe di passare un messaggio sbagliato a quell’ 8%di  musulmani che abitano la nazione francese.
Tuttavia la Le Pen ha espresso la sua profonda delusione per questa decisione e ha accusato le forze parlamentari di ‘ricatto’. “Io non chiedo di aderire all’unione nazionale. L’unione nazionale non è infatti un ricatto a cui sottostare. E io non voglio piegarmi a questo ricatto. C’è uno svuotamento totale del concetto di unità nazionale (…). Si tratta di escludere l’unico movimento politico che non ha alcuna responsabilità nella situazione attuale (…) Se non m’invitano loro io non m’imporrò certamente. Si tratta di una vecchia trappola: se accadrà anche il solo minimo incidente la colpa sarà mia”.

http://iljournal.today/esteri/lisolamento-di-marine-le-pen/

Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e la codarda Italia hanno bombardato umanamente il popolo libico

Marco Tarchi: non a caso voleva bombardare la Siria per spianare così la strada all'Isis

La Francia ha attizzato i focolai

Abbattendo Gheddafi ha scatenato gli islamici in Libia
 di Goffredo Pistelli twitter @pistelligoffr 

Insegna alla prestigiosa Cesare Alfieri, la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Firenze, Marco Tarchi, classe 1952, politologo apprezzato soprattutto per i suoi studi sul populismo. E i partiti di matrice populista di tutta Europa potrebbero capitalizzare lo sdegno e la paura suscitati dalla strage parigina dell'altro ieri.
Domanda.
Professore, l'Europa fa di nuovo i conti con una minaccia terroristica, di matrice islamica. A differenza delle bombe nel 2004 e del 2005, a Madrid e a Londra però, è cambiato il contesto: siamo nel mezzo di una crisi economica durissima e crescono fenomeni populisti, alcuni dei quali con caratteri xenofobi marcati. Chi ha progettato l'attentato di Parigi puntava ad alimentare quei fenomeni e ad alzare il livello di scontro?
Risposta. Non lo credo affatto. Il contesto che ha determinato questa azione è un altro: quello di Isis, del bellicismo esasperato dei nuovi crociati dell'Occidente alla Bernard-Henri Lévy che hanno indotto la Francia a impegnarsi in tutti i conflitti mediorientali dopo il tanto vilipeso rifiuto di Jacques Chirac di unirsi alla coalizione anti-irachena, dell'anti-islamismo crescente e multiforme, che viene sistematicamente condannato dai media quando è associato all'ostilità verso i fenomeni migratori di massa, come nel caso dei partiti populisti, ed è invece esaltato quando lo si considera un esempio di «sano» anticlericalismo liberale, come nel caso delle vignette su Maometto.
D. Un doppio registro, lei dice_
R. Sì e mi sembra opportuno notare che né il quotidiano danese che le pubblicò per primo (il Jyllands-Posten, ndr), né Charlie Hebdo sono giornali di destra; il secondo è semmai schierato all'estrema sinistra.
D. E dunque?
R. Dunque ad alzare il livello dello scontro non è un ipotetico odierno complotto qaedista in stile «strategia della tensione»; è stato piuttosto il clima che è dilagato in Occidente dopo l'11 settembre e ha nutrito lo scontro tra due fondamentalismi simili e contrari. È in questi giorni sugli schermi il bel film di Clint Eastwood American Sniper_
D. Basato su una storia vera, mi pare_
R. Certo e da cui si impara che negli Usa del 2001 si poteva essere convinti che, se non si fosse fatta la guerra all'Iraq, gli arabi («quei bastardi») sarebbero dilagati a San Diego o a Houston, uccidendo donne e bambini. E magari c'è un bel po' di gente che lo pensa ancora_
D. Senta professore l'unione politica degli stati europei mostra in questo frangente tutti i suoi limiti: è praticamente priva di politica estera, l'esecutivo è debole, il potere legislativo lento. In questi frangenti, siamo solo un'intesa monetaria e poco più. L'euroscetticismo crescerà?
R. Malgrado il cordone sanitario eretto dalle élites culturali, politiche e finanziarie, e forse proprio a causa di esso (in virtù del discredito di cui oggi sono oggetto partiti, governi, intellettuali e istituzioni), credo di sì. L'Unione europea non sta soltanto mostrando i propri limiti politici.
D. Vale a dire?
R. Fa di più e di peggio: rischia l'autoannientamento come soggetto autonomo, condannandosi alla totale subordinazione ai disegni geopolitici ed economici statunitensi, cosa che si verificherà se firmerà il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti-Ttip tanto desiderato da Washington. E, quel che è peggio, ciò rischia di accadere nella totale disinformazione dell'opinione pubblica, a causa del silenzio in materia dei media che contano.
D. Sul Ttip, ItaliaOggi è stata assai puntuale denunciando per prima le derive con gli articoli di Tino Oldani. Ma torniamo sulla questione islamica. Nel Vecchio Continente ci confrontiamo spesso con posizioni islamiche che usano le forme democratiche per teorizzare posizioni politiche antidemocratiche se non teocratiche, oppure per difendere Stati o posizioni autoritarie (vedi Isis e Hamas). Che strumenti hanno le democrazie europee per difendersi senza rinnegare se stesse?
R. Se si riferisce a posizioni come quelle di Tariq Ramadan, non sono d'accordo. La via di un «islam europeo» è certamente ardua, ma sospettarla di essere un cavallo di troia del fondamentalismo, come fanno gli ambienti conservatori, mi pare fuori luogo.
D. Qual è il punto, allora?
R. Il punto vero invece che la democrazia è diventata, dopo la caduta del muro di Berlino, lo stendardo dietro il quale si celano le ambizioni di dominio planetario di un «Occidente» che è, di fatto, una proiezione della politica statunitense. E dalla «democratizzazione a mano armata» condotta, in questo quadro, dagli Usa e dalla Nato non potevano non scaturire le tensioni di cui oggi siamo spettatori e talvolta vittime.
D. Spieghiamolo meglio_
R. Se non ci fossero state le due guerre del Golfo e non si fosse disegnato lo scenario dello «scontro di civiltà» previsto da Samuel Huntington, non solo i paesi del Medio Oriente si sarebbero risparmiati milioni di vittime, ma quell'area del mondo non sarebbe finita fuori controllo.
D. Professore, veniamo alle conseguenze politiche dei fatti parigini. Se si votasse domani, la Francia sarebbe certamente governata dal Front National, Ukip se la giocherebbe in Gran Bretagna e altri paesi europei si potrebbero spostare a destra. Ciò che non poterono l'euro e l'austerità, lo potranno Al Qaeda e Isis?
R. Non sono sicuro che le cose andrebbero così, sa?
D. Che cosa glielo fa pensare?
R. Ascoltando i commenti sulle reti televisive francesi nelle ore successive all'attacco parigino, sembrava che la responsabilità della strage andasse addebitata a Marine Le Pen: si evocavano, come cause, la sensazione di isolamento dei giovani musulmani delle periferie cittadine, la xenofobia, l'ostilità verso gli immigrati_
D. Che cosa significherebbe?
R. Questo clima massmediale, in caso di campagne elettorali, si intensificherebbe e lo spauracchio populista verrebbe agitato da mattina a sera. Tutt'al più,a trarre vantaggio dalla situazione, sarebbe la destra conservatrice, che ormai da tempo fa più o meno le stesse politiche della sinistra socialdemocratica, differenziandosi solo nei toni verbali.
D. Ci sono studiosi, come l'antropologa Ida Magli, che vedono nel multiculturalismo un tratto decisivo (e deleterio) del moderno europeismo. Un'ideologia che, da Bruxelles, vorrebbe annientare le identità dei singoli popoli, imponendone una europea del tutto posticcia. Lei intravede qualcosa di simile?
R. Non ho mai pensato che l'identità dei popoli sia minacciata dall'organizzazione multiculturale delle società multietniche; penso anzi che consentire agli immigrati di conservare quelle tradizioni che non contrastano con le leggi vigenti nei paesi in cui si sono stabiliti, sia un buon modo per evitare, o quantomeno ridurre, il rischio di alienazione che può colpire soprattutto le giovani generazioni ed indurle a comportamenti ribelli e violenti. Del resto, la Francia che ora è stata così duramente colpita è proprio il paese che da sempre è più rigido nel limitare le espressioni comunitarie della popolazione immigrata.
D. Il divieto del velo a scuola, certo_
R. Il tanto vantato «modello repubblicano» è fondato sull'assimilazione, non su forme alternative di integrazione. Vero è invece che a minacciare l'identità dei popoli è, in sé, il fenomeno dell'immigrazione di massa, quando oltrepassa certi livelli fisiologici, che non è possibile fissare statisticamente, ma che l'esperienza quotidiana consente agevolmente di percepire, checché ne pensino gli ambienti accademici. Piuttosto_
D. Piuttosto?
R. La tematica della «sostituzione di popolazione» sollevata da qualche tempo in Francia dai cosiddetti ambienti identitari (che sono abitualmente etichettati come di estrema destra, ma in realtà raccolgono numerosi esponenti con un passato nella sinistra anche radicale, come Alain Soral o Reynaud Camus) può apparire eccessiva, ma tocca un tema centrale, per quanto scomodo. La domanda che pone è «politicamente scorretta» ma cruciale.
D. Facciamola_
R. In nome di quale principio una società multietnica deve essere per forza giudicata preferibile a una monoetnica? Perché l'elogio del «meticciato» deve essere applaudito e quello della difesa di una identità etno-culturale denunciato come un crimine? E, in subordine, perché non deve essere lecito porre dei limiti all'ingresso in un dato paese di individui stranieri? Conosciamo la risposta delle Chiese cristiane, che vanno affermando il dogma dell'accoglienza incondizionata; ma per quale motivo uno Stato laico dovrebbe accettare questo punto di vista?
D. Quella dell'accoglienza non è affatto l'unica posizione in campo, direi_
R. Infatti. Un politico liberale francese, Dominique Reynié, ha scritto che, la difesa combinata del proprio modo di vivere, legata alle tradizioni e all'educazione, e del proprio livello di vita, è la carta vincente del «populismo patrimoniale» oggi in ascesa in Europa. Chi non se ne rende conto e chiude gli occhi di fronte a questa realtà è corresponsabile di questo successo e rischia di farlo diventare incontenibile.

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1951863&codiciTestate=1&titolo=La%20Francia%20ha%20attizzato%20i%20focolai 

Charlie Hebdo, i passamotagna e la carta d'identità se era un atto si propaganda non servivano, le vittime erano state scelte con cura, due scellerati

POLITOLOGO: L’ATTENTATO DI PARIGI ORGANIZZATO DAI SERVIZI AMERICANI




Il politologo Aleksej Martynov ha spiegato in che modo le attività dei terroristi in Europa giocano a favore di Washington 

L’assassinio di 12 persone da parte dei terroristi nel centro di Parigi soddisfa pienamente gli interessi degli USA, ritiene il politologo Aleksej Martynov. In un intervista a LifeNews ha dichiarato che non è un sostenitore delle teorie complottiste, ma è sicuro che dietro a quei miliziani che hanno commesso l’attentato sanguinario nella redazione della rivista Charlie Hebdo, vi siano i servizi segreti USA
- Voglio ricordare che negli ultimi anni e decenni, il cosiddetto terrorismo islamico sia nelle mani delle principali agenzie di intelligence del mondo e mi riferisco agli USA. Sono sicuro che negli eventi di Parigi, in un modo o nell’altro, accanto agli islamisti che hanno commesso questo attentato, vi sono i curatori americani – ha detto l’esperto. Secondo Aleksej Martynov la versione che indica i motivi dell’attacco come una vendetta nei confronti delle vignette sul profeta Maometto, sembra divertente.
- Da cinque anni stessero preparando i piani ? E’ ridicolo. Tutto è stato fatto chiaramente. E la preparazione non è stata fatta da queste persone che sono solamente gli esecutori, ha detto il politologo. – La prima conclusione cui sia arriva è che la Francia si è rivelata essere assolutamente non pronta ad un simile attacco terroristico che i suoi servizi segreti non sono stati in grado di prevenire. E subito la domanda è: perché ?
Il politologo ha spiegato come negli ultimi anni molti importanti paesi europei in pratica hanno ceduto la loro sovranità nel campo della sicurezza, facendo affidamento sul «grande partner americano» e sui potenti servizi segreti americani, che stano combattendo contri il terrorismo internazionale.
-  Sappiamo che nell’ultimo anno molti paesi europei hanno limitato la cooperazione con la Russia in materia di lotta al terrorismo internazionale sotto la pressione degli USA. E cedendo la propria sovranità in materia di sicurezza, devono essere pronti poiché accadrà anche a loro ciò che oggi è accaduto in Francia, ha detto Aleksej Martynov.
L’esperto ha sottolineato come solamente due giorni prima della strage in Francia, Hollande ha sostenuto l’irrazionalità del proseguo della pressione sanzionatoria sulla Russia e questi eventi possono essere collegati. Questa ipotesi sembra strana ma è esattamente un calcolo che può essere stato fatto dagli organizzatori dell’atto terroristico.
Il politologo ha richiamato l’attenzione sul fatto che ora l’assassinio degli artisti fumettisti venga chiamato un attacco degli islamici alla libertà di parola dell’Europa e, dall’altro è comprensibile a tutti che in questa storia qualcosa non va. Secondo le parole di Aleksej Martynov i radicali islamici non rispondono alle pubblicazioni dei giornali. La stessa comparsa delle caricature sul Charlie Hebdo potrebbe essere stata ispirata dai sevizi qualche anno fa affinché si fossero seminati disordini religiosi e paura in Francia.
- Questi terroristi sono stati addestrati in uno «Stato islamico» che ora il presidente americano, a denti stretti, definisce la minaccia dell’ISIS. Ma di chi è questo progetto ? Questo è un progetto USA, creato dai loro istruttori americani i quali hanno fornito strumenti ai miliziani dal denaro della vendita di petrolio rubato, ha aggiunto Aleksej Martynov
Per gli USA è vantaggioso seminare il caos in Europa che tappi la bocca alla voce del buon senso che invita al recupero delle cooperazione con la Russia. Washington mirava a portare l’Europa su un percorso di confronto con la Russia, ma questa strada per gli europei si è rivelata dannosa e non redditizia poiché non si è solo concretizzata in ambito economico, ma anche come crisi di civiltà. Tuttavia Aleksej Martynov è sicuro che il tentativo degli americani di affondare l’Unione europea nella paura e nelle lotte intestine religiose produrranno l’effetto opposto: la Russia e l’Europa si avvicinano di fronte alle minacce comuni – il terrorismo e l’egemonia degli Stati Uniti.


Rai, perchè pagare il canone?

Rai, nessuna prima serata per Charlie Hebdo. Colpa delle stelle cadenti

Gli spettatori si sono rifugiati su La7 in compagnia di Enrico Mentana o su altri programmi stranieri per seguire i fatti

Ancora una volta la Rai è sulle prime pagine dei giornali. Non perché è stato realizzato un bel programma tv per compensare l’orrore dello speciale della befana della Prova del cuoco, ma semplicemente perché nonostante i fatti accaduti a Parigi nessuno ha deciso di dedicare una prima serata all’attentato a Charlie Hebdo, come è accaduto in tutto il mondo.
LE CARENZE DEL SERVIZIO PUBBLICO - A quel punto gli spettatori si sono rifugiati su La7 in compagnia di Enrico Mentana. Come spesso capita sono altre emittenti che coprono le carenze del servizio pubblico. In questa occasione si sono schierati contro il direttore generale Luigi Gubitosi tutti i rappresentanti delle forze politiche italiane. Giustamente si è riproposto l’antico dilemma: perché pagare il canone se la Rai non riesce a garantire il servizio pubblico? In realtà l’azienda pubblica non considera mai che i soldi con cui è finanziata provengono dalle tasche dei cittadini, ma si comporta come se fosse a tutti gli effetti un’azienda privata, (forse per evitare di sottostare alla regola degli stipendi dei manager sotto i 250mila euro, alla disciplina degli appalti pubblici, alla trasparenza?). Comunque basta vedere come la cultura venga conficcata come un salame nelle peggiori ore del palinsesto, per comprendere le scelte editoriali di questo manager che non ha mai amato la Rai. Il bello è che tutte le polemiche non sembrano mai scalfire il dg, lui continua la sua opera come se niente fosse, senza pensare che non sta gestendo linee telefoniche ma programmi televisivi. Nelle stanze che contano, però, si comincia a fare un bilancio della sua gestione.

I DUE ASSI NELLA MANICA - Molti di voi si ricorderanno come fin dall’inizio “Giggino” fece sapere a tutto il mondo occidentale che i due assi nella manica per il futuro dell’azienda sarebbero state solo due persone: Monica Maggioni, la giornalista più brava dell’universo (secondo il dg) e Andrea Vianello, il più bravo manager creativo d’Italia. Le due stelle sono partite luminose, lentamente hanno perso lucentezza, per diventare cadenti. Oggi Monica Maggioni che ha avuto tutti gli investimenti per lanciare il suo Rainews, giace vicino allo zero termico d’ascolto, il suo tg è veramente sorprendente, soprattutto la mattina quando anche la scenografia aiuta a cambiare canale. Come si può fare un fondo per metà coperto da un rosso splendente, tanto che non si riesce a centrare con chiarezza il conduttore? Certamente la Maggioni resterà nella “Storia della tv di Aldo Grasso” solo per le sequenze di un film porno trasmesse nel primo pomeriggio da Rainews. Andrea Vianello in pochi mesi è riuscito a fare quello che dopo tanti anni non era riuscito mai a nessuno: distruggere Raitre. Tutte le sue invenzioni “creative” sono precipitate miseramente, non solo nell’ascolto ma anche nelle critiche dei giornali. A questo punto noi ci auguriamo che il “sole” Luigi Gubitosi che ha illuminato le due star concedendo loro tutto e tutti, possa finalmente perdere lucentezza e ritrovarsi presto, tra le stelle cadenti del firmamento Rai. Certo dovremo aspettare il momento giusto. Noi facciamo una profezia: sarà l’11 agosto giorno in cui ricorre la nascita di Santa Chiara, la protettrice della tv. Una notte in cui il cielo sarà sicuramente affollato di stelle cadenti.

http://www.cinquequotidiano.it/politica/maledetta-tv/2015/01/09/rai-nessuna-serata-charlie-hebdo-colpa-delle-stelle-cadenti/?utm_source=Newsletter%20Maledetta%20Tv%20|%209%20Gennaio%202015&utm_medium=email&utm_campaign=http%3A%2F%2Fwww.cinquequotidiano.it%2Fpolitica%2Fmaledetta-tv%2F2015%2F01%2F09%2Frai-nessuna-serata-charlie-hebdo-colpa-delle-stelle-cadenti%2F

distruggere TUTTI i terrorismi anche quelli di stato

8 gennaio 2015, 14:22

La Russia tende la mano alla Francia per combattere il terrorismo

Alexey Pushkov
Alexey Pushkov

Il presidente della commissione Esteri della Duma Alexey Pushkov ritiene che gli attacchi terroristici che si sono verificati in Francia e in passato in Russia sono un motivo fondante per cooperare e non essere divisi.

"Gli attacchi terroristici in Francia e in Russia hanno una matrice comune. Sono un ulteriore motivo per cooperare piuttosto che creare divisioni", - il politico ha scritto nel suo microblog su Twitter.
Ieri mattina 2 uomini hanno fatto irruzione nell'edificio sede della redazione della rivista satirica Charlie Hebdo ed hanno aperto il fuoco all'impazzata contro i giornalisti e vignettisti presenti. I terroristi sono riusciti a fuggire in auto. A seguito dell'attacco hanno perso la vita 12 persone, mentre altre 11 sono rimaste ferite.

la terza guerra mondiale attraverso il terrorismo di stato francese è sempre più vicina

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Natalità e mortalità

di Piero Pagliani

SOB! Save Our Box-office! Non era quello che si intendeva con "salvezza", ma da molti secoli il mondo cristiano va in questa direzione
«Che cos'è la guerra? un omicidio collettivo, di gruppo, una forma di brigantaggio tanto più infame quanto più estesa. Ma questo genere di riflessioni muove a riso e a scherno gli stolidi personaggi che stanno oggi al vertice [.] Ebbene, . siamo arrivati a un tale grado di frenesia, che tutta la nostra vita è dominata dalla guerra. Non c'è tregua. La guerra imperversa a livello di nazioni, a livello di regni, di città, di principi, di popoli [.] la guerra mette il cristiano contro l'uomo. E mette, esito a dirlo, cristiano contro cristiano. E con questo siamo al vertice dell'ignominia. Eppure nessuno fa domande, nessuno si leva a dire una parola di riprovazione: cecità della mente umana!»
Erasmo da Rotterdam, "Contro la guerra", 1517.
«Probabilmente hanno ucciso molta gente, e mi sono macchiato di molto sangue, ma non è tutto così negativo.»
Robert J. Martens, ex membro dell'Ambasciata statunitense a Jakarta

1. Natale è la festa della cristianità.
Un po' in tutto il mondo in cui si festeggia si dice che questo Natale sarà "in sordina", per via della crisi economica. Questo mostra con sufficiente chiarezza a cosa si sia ridotta la celebrazione di un Salvatore che è nato in una mangiatoia.
SOB! Save our box-office! Non era quello che si intendeva con "salvezza", ma da molti secoli il mondo cristiano è in questa direzione che ha spinto la propria interpretazione.
I singoli cristiani spesso no. Ma il loro mondo sì. E i singoli cristiani raramente si sono opposti, o sono stati in gradi di opporsi, al mondo cristiano.

2. Oltre alla natività, della vicenda terrena di Cristo è stata più che altro esaltata la crocifissione. Come ricordo di questo atroce supplizio, in tutte le chiese cattoliche viene esibito Gesù crocifisso, emblema di una teologia della sofferenza. La sofferenza come riscatto. Quindi in qualche modo è "giusto" soffrire.
Nelle chiese protestanti invece la croce è vuota. Non solo perché non bisogna farsi immagine alcuna, ma perché lo scandalo del cristianesimo non è la morte di Gesù ma la sua resurrezione. In fondo, al supplizio poteva essere condotto chiunque. Tanto per fare un esempio, potevano finirci dei ladroni. No? Ma solo un uomo crocifisso è resuscitato dal "soggiorno dei morti", come recita il Credo.
Testimone di questo evento chiave fu la Maddalena. Una donna. Come lo erano la peccatrice e la prostituta che ritroviamo a onorare Gesù nei Vangeli.
Che gli emarginati, che le scorie della civiltà, i ladri, le prostitute, gli indemoniati, i pubblicani, i Samaritani, fossero nel cuore del Salvatore i cristiani lo sanno benissimo, ma a molti non gli importa quasi nulla.

3. Togliendo la figura del Crocifisso dal simbolo della croce, i Protestanti compirono un passo teologico importante. Ma subito si associarono in concorrenza ai loro fratelli Cattolici nel diabolico compito di fare diligentemente tutto il contrario di quando il Cristo aveva insegnato.
Il papa da Roma considerava sua prerogativa concedere ai re cattolici il diritto di depredare il Nuovo Mondo. Le truppe coloniali della protestante Gran Bretagna erano investite del compito divino di esportare civiltà. Oggi gli Stati Uniti sono agenti di un "destino manifesto" che sarebbe quello di esportare democrazia e benessere dappertutto.
I risultati si vedono da secoli. Genocidi, distruzioni, atrocità. Per colmo di paradosso, oggi una parte del mondo cristiano per il suo cristianissimo compito si avvale di truppe ausiliare che per i cristiani professano odio e disprezzo. Ovviamente per quelli che non hanno potere.
Non è nemmeno la prima volta e c'è anche poco da stupirsi.
Prima dell'Editto di Costantino i cristiani si auto-proibivano di servire nell'esercito imperiale (divieto di militare et bellare). Dopo l'editto i cristiani furono gli unici che ebbero il diritto di servire come militari.
Realpolitik. Possiamo capirlo benissimo. Non è difficile, perché la Realpolitik spiega (e giustifica) fin troppe cose. Ci permette ad esempio di capire perché Lutero difendesse la neonata Riforma incitando i principi tedeschi a massacrare i contadini in rivolta, per altro guidati da un altro grande riformatore, Thomas Müntzer.
«Perciò cari signori sterminate, scannate, strangolate, e chi ha potere lo usi». Queste erano le cristiane esortazioni di Lutero, che pure aveva sciolto i cristiani da ultrasecolari sudditanze e soggezioni, dando innanzitutto loro, con la traduzione in lingua nazionale, la facoltà di leggere criticamente il Libro.
L'Antistoria cristiana doveva dialogare con la Storia, a meno di stabilire che ogni cristiano si trasformasse in stilita. Ma da Costantino in poi questo dialogo si sbilanciò sempre di più sul lato della Storia, e l'Antistoria, la profezia, rimase appannaggio di "sognatori", "persone fuori dal tempo" che spesso pagavano con la vita le loro concezioni non ortodosse, come Valdo da Lione, come Dolcino da Novara, come Müntzer. Come per poco San Francesco.

4. E così si è giunti al punto che nel 1838, lo studioso britannico William Howitt dovette scrivere con rabbia e desolazione: «Gli atti di barbarie e le infami atrocità delle razze cosiddette cristiane in ogni regione del mondo e contro ogni popolo che sono riuscite a soggiogare non trovano parallelo in nessun'altra epoca della storia della terra, in nessun'altra razza, per quanto selvaggia e incolta, spietata e spudorata.»
Oggi il mondo cristiano ha davanti la prospettiva di conflitti sempre più catastrofici e la distruzione, lenta o accelerata, dell'ecosistema terrestre. Tutto perché una minoranza sempre più minoranza di esseri umani possa continuare ad accumulare ricchezza e potere all'infinito.
Ma nel nostro mondo cristiano nessuno muove un dito, nessuno proferisce parola. Nemmeno davanti all'immagine non fantascientifica dei propri figli bruciati da un'esplosione atomica.
Però si discetta spiritosamente sulla democrazia, sul rinnovamento, si fa il tifo per questo o per quello, o semplicemente si rimira il proprio particolare.
Chi ha potere, grande o miserabile che sia, ha convinto chi non ce l'ha che non può far nulla, che deve aspettare che i potenti decidano.
Stiamo freschi, perché come diceva Ben Gurion, che la sapeva lunga a riguardo, i governanti prendono la decisione giusta solo dopo che hanno tentato tutte quelle sbagliate.
Ma allora può essere troppo tardi.

5. Se siete sinceramente stanchi di guerre, vi darò un consiglio capace di preservare la concordia. Una pace solida non si fonda sulle parentele, sui patti umani, da cui spesso vediamo insorgere guerre. Occorre purgare le fonti stesse da cui scaturisce questa calamità; le bieche bramosie generano questi scontri, e mentre ciascuno serve le proprie passioni, la comunità intanto soffre.
Erasmo da Rotterdam aveva ragione. Non basta allontanare la guerra con dei patti, perché i meccanismi che portano alla guerra non riconoscono patti. Bisogna purgare le fonti stesse delle guerre. È giusto, ad esempio, fermare la guerra in Ucraina. Ma occorre rendersi conto che la crisi ucraina è l'effetto di una crisi più profonda che è scatenata da meccanismi che bisogna "purgare", come dice Erasmo. Meccanismi che derivano da bramosie, da smanie di dominio, direbbe Marx. Ma anche meccanismi che impongono bramosie e smanie di dominio. Perché i potenti sono schiavi e padroni di questi meccanismi, che devono essere scardinati.
Qualcuno convocherà i potenti per inchiodarli alle loro responsabilità? Il papa ha recentemente riconosciuto che stiamo vivendo una guerra mondiale a pezzetti. Verrà dunque da lì l'iniziativa? O si preferisce attendere, vedere come si mette, decidere che è meglio stare da una parte invece che da un'altra? Che la Realpolitik val bene una messa, ma la profezia no?

accordo tra produttori locali, con uso di moneta complementare


CI STANNO CONTINUANDO A SPOLPARE… 

(di Nino Galloni) Pubblicato da StopEuro Staff

Articolo di Nino Galloni pubblicato sul sito scenarieconomici.it

Non è stata molto approfondita la notizia che, nel corso del 2014, il prezzo del parmigiano è sceso di circa 3 euro all’etto e, quindi, viene venduto senza margini. Cala la domanda interna e calano le esportazioni. Gli addetti sono 20.000, il fatturato 2 miliardi perciò sarebbe sciocco o inutile ipotizzare riduzioni salariali…con un fatturato per addetto pari a 100.000euro. Costa il latte, costa il processo produttivo tradizionale, mentre con i formaggi concorrenti di importazione, per quanto di bassa qualità, una famiglia può comperare da 5 etti ad un chilo contro l’etto di parmigiano stagionato 24 mesi. Il primo problema è proprio questo: nelle nostra tasche scarseggiano gli euro e le famiglie comprano i prodotti cattivi della globalizzazione, determinano disoccupazione interna e forniscono liquidità alle catene dei supermercati che guadagnano sulla speculazione finanziaria, potendo pagare con ritardo i fornitori (i supermercati non guadagnano sui prodotti, ma su questo).

Intanto i produttori di parmigiano resistono, a differenza di altri in via di disoccupazione, perché le banche accettano il parmigiano stesso stoccato nei magazzini a garanzia dei prestiti. Ma non si tratta di una situazione sostenibile se il mercato non si riprende; e, allora, sarebbe interessante un accordo generale per introdurre monete complementari che, dando più risorse ai cittadini, li costringano a comprare i prodotti locali, spiazzando quelli della globalizzazione.

Le esportazioni calano dove le monete nazionali sono soggette alla speculazione internazionale come la Russia.

Un accordo tra produttori locali, con uso di moneta complementare, consentirebbe di creare occupazione mentre, in caso di eccellenza produttiva è poi possibile esportare il surplus ad un prezzo arbitrario (essendo eccedenze) e perciò competitivo.

La principale condizione di tale proposta è costituita dal mantenimento di tecniche tradizionali, il più possibile integrate nel territorio stesso: non si devono importare semilavorati, materie prime, fertilizzanti ecc. Ma ciò finisce per far crescere ancora di più l’occupazione locale con benefici generali per l’economia interna.

Nino Galloni

http://www.stopeuro.org/ci-stanno-continuando-spolpare-di-nino-galloni/

3 - Charlie Hebdo




due uomini morti che camminano - martelun

 Nigeria, massacro senza precedenti di Boko Haram: si temono 2mila morti

Gli estremisti «hanno completamente bruciato sedici villaggi e la città di Baga». (Afp)
Gli estremisti «hanno completamente bruciato sedici villaggi e la città di Baga». (Afp)
Una carneficina senza precedenti, persino per la Nigeria, il paese più popoloso e multietnico d’Africa, la prima economia del Continente flagellata dal terrorismo islamista che uccide, saccheggia e rapisce ragazze e ragazzi per conversioni forzate. Stavolta il massacro è su larga scala: Boko Haram, il gruppo fondamentalista islamico, ha completamente distrutto una città e diversi villaggi sulle rive del Lago Ciad nel nordest della Nigeria, nel corso di un nuovo raid.
Nel corso dell'attacco, avvenuto mercoledì, gli estremisti «hanno completamente bruciato sedici villaggi e la città di Baga», centro commerciale che ospita una base militare, finita in mano a Boko Haram la scorsa settimana: lo ha dichiarato Musa Alhaji Bukar, un responsabile militare dello stato di Borno.

I miliziani integralisti del gruppo affiliato ad al Qaeda hanno lanciato un secondo attacco, ieri, contro la città di Baga, nel nordest della Nigeria, sulle rive del lago Ciad. «I cadaveri giacciono sulle strade, si temono 2.000 persone uccise» nei raid. Baga «è stata completamente devastata, le case date alle fiamme». Dopo aver assaltato e invaso una base militare della Multi-National Joint Task Force, militanti islamisti hanno assaltato una seconda volta la città mercoledì, incendiando completamente la località nello Stato nordorientale di Borno.
I jihadisti hanno il controllo di Baga e di almeno 16 villaggi vicini, racconta ancora l'ufficiale. Le truppe governative, che furono accusate di avere perpetrato una strage di proporzioni mostruose anche se minori (200 morti e 2mila case distrutte) nell’aprile 2013, hanno abbandonato la base militare di Baga dopo l'attacco di sabato scorso.
Boko Haram ha lanciato una campagna militare per creare uno Stato islamico nel 2009 e nell'ultimo anno ha preso il controllo di molte città e villaggi nel nord-est della Nigeria. Finora il conflitto ha pr ovocato almeno 1,5 milioni di sfollati e migliaia di vittime.
Il Camerun nel mirino
Il capo di Boko Haram, Aboubakar Shekau, in un lungo messaggio video pronunciato in arabo, ha minacciato Paul Biya, il presidente del Camerun, il Paese entrato nel mirino della setta islamica. Il video, trasmesso servendosi di Youtube, dura 17 minuti in cui il capo di Boko Haram minaccia Biya affermando che ''se non metti fine al tuo piano malefico, vai dritto verso la stessa sorte della Nigeria''. ''I tuoi soldati - ha aggiunge Shekau - non possono niente contro di noi''.
Da settimane miliziani di Boko Haram, sconfinati dalla Nigeria, attaccano obiettivi civili e militari del Camerun, con l'obiettivo di crearvi una testa di ponte per le loro operazioni. Il presidente camerunese, in occasione di una di queste incursioni, ha deciso l'intervento dell'aeronautica contro le colonne di miliziani provenienti dalla Nigeria.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-08/strage-boko-haram-nord-est-nigeria-si-temono-2mila-morti-172823.shtml?uuid=ABINgpaC


Due giornalisti tunisini, Sofien Chourabi e Nadhir Ktari, sono stati “giustiziati” in Libia da un gruppo affiliato allo Stato islamico. Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web. I due erano stati rapiti nel settembre scorso in Libia, nei pressi della frontiera con la Tunisia, mentre erano impegnati in un reportage.   

#noscontrodiciviltà



 

Un’azione militare con solo due errori

Grande calma nei movimenti: raccolgono con freddezza anche una scarpa persa
per terra. Ma sbagliano indirizzo. E si muovono come reclutehttp://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_08/azione-militare-solo-due-errori-57154ad6-96fa-11e4-b51b-464ae47f8535.shtml

 

(Agr) È di almeno 40 morti e 20 feriti il bilancio dello scoppio di un'autobomba a Sana'a, capitale dello Yemen. Un veicolo imbottito di esplosivo è stato fatto saltare davanti all'accademia di polizia della città, mentre centinaia di diplomati e cadetti erano in fila per fare domanda di ammissione. I testimoni riferiscono di aver visto un mini van lanciarsi a tutta velocità verso il muro di cinta della struttura, poi di aver sentito dei colpi d'arma da fuoco dopo la deflagrazione dall'autobomba. Già nel giugno del 2012 la stessa accademia era stata al centro di un attentato organizzato da Al Qaeda in cui morirono 21 persone. (7 gennaio 2015) http://video.corriere.it/brasile-camioncino-piomba-nell-ufficio-impiegata-salva-miracolo/f9cbd5ea-9657-11e4-9ec2-c9b18eab1a93?playlistId=9700b1ec-7de3-11df-a575-00144f02aabe

charlie hebdo
12 morti
immagini di due, leggasi di due terroristi
ministro degli interni francese dice subito tre terroristi?!?!
scarpa raccolta? che significato?
Al-Qaeda dello Yemen, ditelo

"Vendicheremo il Profeta" e "Allah u Akbar" (Allah è grande). 
cappuccio
spy story documento in macchina 
dal documento escono fuori altri due nomi
il terzetto/duetto è stato in Siria con la Rivoluzione a Pagamento


La testimonianza. "Parlavano perfettamente francese. Hanno rivendicato di essere di al Qaeda". Questa la testimonianza della vignettista Coco, presente all'attacco: "Ero andata a cercare mia figlia al kindergarten. Davanti alla porta del palazzo del giornale, due uomini incappucciati e armati ci hanno brutalmente minacciato. Volevano entrare, salire. Ho aperto la porta con il codice numerico. Hanno sparato su Wolinski, Cabu... È durato 5 minuti... Mi ero rifugiata sotto la scrivania... Parlavano perfettamente francese...hanno rivendicato di essere di al Qaeda". http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/07/news/francia_colpi_sparati_a_charlie_hebd_parigi_feriti-104447972/


I due fratelli, Said e Cherif, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d’identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata durante la fuga vicino alla porte de Pantin, a Parigi.  Il giovane complice, Amid, 18 anni, sarebbe stato alla guida delle diverse auto durante l’operazione.http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/08/parigi-attacco-armato-giornale-charlie-hebdo-almeno-10-morti-5-feriti/1319457/
La strage – “E’ un vero massacro, ci sono dei morti!”: è il racconto fatto in una drammatica telefonata al sito di 20 Minutes da uno dei dipendenti del giornale Charlie Hebdo che si trovava nella sede. I due uomini armati sono fuggiti, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. Posti di blocco sono organizzati in tutta Parigi. “Gli assalitori sapevano che alle 10 di mercoledì era in corso una riunione di redazione, per questo hanno attaccato”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/08/parigi-attacco-armato-giornale-charlie-hebdo-almeno-10-morti-5-feriti/1319457/
Ore 16.56 – Esperti: “Assalitori addestrati militarmente”
Il modo in cui hanno agito gli assalitori dimostra che hanno avuto un addestramento avanzato di tipo militare. Lo dichiarano ex ufficiali della polizia francesi, riporta Le Figaro. “Lo si vede chiaramente dal modo in cui tengono le armi, da come avanzano in modo calmo e freddo. Hanno di certo ricevuto una formazione di tipo militare”, afferma una fonte. Un altro ex poliziotto sottolinea “il loro sangue freddo: sono stati addestrati in Siria, Iraq o altrove, forse persino in Francia”.http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/08/parigi-attacco-armato-giornale-charlie-hebdo-almeno-10-morti-5-feriti/1319457/
Ore 16.21 – Testimone: “Cambiata auto dopo incidente”
I terroristi hanno cambiato auto dopo essere andati a sbattere contro un marciapiede in rue de Meaux. Lo ha raccontato ai media un testimone che si trovava in una panetteria nella stessa strada. Jeremy ha visto i terroristi andare a sbattere, quindi lasciare la macchina e “prendere una Clio di colore chiaro, parcheggiata lì dietro, al grido di “Allah è con noi”. “Erano incappucciati e avevano dei kalashnikov”, ha detto. A bordo della Clio i terroristi sono poi fuggiti verso porte de Pantin. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/08/parigi-attacco-armato-giornale-charlie-hebdo-almeno-10-morti-5-feriti/1319457/



Due uomini incappucciati e armati hanno compiuto una strage nel cuore di Parigi, con l’aiuto di un terzo complice che li ha attesi all’esterno.http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_07/francia-assalto-armato-sede-charlie-hebdo-0c28a1e6-965d-11e4-9ec2-c9b18eab1a93.shtml

il terzo uomo, non si vede da nessuna parte, il guidatore è uno dei due che si vede


Gli autori dell’assalto si erano presentati incappucciati e vestiti con le tute nere dei reparti speciali. http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_07/francia-assalto-armato-sede-charlie-hebdo-0c28a1e6-965d-11e4-9ec2-c9b18eab1a93.shtml
Ore 11 circa. La raffica li ammazza in una sala al primo piano del civico 10. I killer (che inizialmente si erano presentati al numero sbagliato, il 6) si erano fatti aprire minacciando per strada una vignettista che aveva fornito il codice segreto dell'accesso blindato http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_07/francia-assalto-armato-sede-charlie-hebdo-0c28a1e6-965d-11e4-9ec2-c9b18eab1a93.shtml
Il cane nel bagagliaio: i killer lo tirano fuori
Senza contare poi altre testimonianze, riportate dal britannico Telegraph, che raccontano un comportamento sconcertante degli attentatori: subito prima dell'attacco i killer parcheggiano la Citroen, avvicinano un uomo, Cédric Le Béchec, e rivendicano la strage che sta per iniziare: «Dì ai media che siamo di al-Qaeda, in Yemen». Poi un racconto surreale: i terroristi in fuga prendono una Renault (che lasceranno poi in periferia) costringendo il guidatore a uscire. Questi (interrogato già dalla polizia) fa a tempo a dirgli: «Ho il cane nel bagagliaio, tiratelo fuori». E loro lo fanno. http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_07/francia-assalto-armato-sede-charlie-hebdo-0c28a1e6-965d-11e4-9ec2-c9b18eab1a93.shtml


Almeno due uomini incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella sede del giornale satirico francese, noto per il suo stile ironico e provocatorio, e hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov. Gli attentatori gridavano «Allah u Akbar»: lo testimoniano le immagini girate dal giornalista Martin Boudot.http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/parigi_attacco_giornale_charlie_hebdo_morti/notizie/1105542.shtml
Dopo l'attacco gli assalitori sarebbero riusciti a fuggire, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. L'auto con cui i responsabili dell'attacco sono fuggiti è stata ritrovata per strada nel 19esimo arrondissement di Parigi, estremità nordest della città. Lo riferisce il sito di Le Parisien. Secondo altri media online, gli uomini in fuga avrebbero assalito un altro automobilista in quell'area.http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/parigi_attacco_giornale_charlie_hebdo_morti/notizie/1105542.shtml


10 sec11 secondi fa
charlie hebdo il liceale indicato come il terzo uomo, presentatosi spontaneamente, dimostra l'incongruenza degli annuncihttps://twitter.com/


la domanda è da dove è spuntato il terzo terrorista cosí indicato dal ministro dell'Interno francese immediatamente, subito dopo la strage? Forse non era stato ben informato? Da dove è partita la sua affermazione sicura del terzo uomo?

martelun