Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/8/27/GEO-FINANZA-Dalla-Cina-alle-cicale-la-Germania-prepara-il-terremoto-dell-Ue/779737/

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 agosto 2015

2015 crisi economica, la immissione di miliardi e miliardi di soldi è confluita nelle borse che non rispecchiano la realtà produttiva che langue

Borsa di Shangai

Si torna a temere una crisi sistemica

© AFP 2015/ Johannes Eisele
Paolo Raimondi

La vertiginosa altalena sulle borse internazionali sta mettendo di nuovo in discussione la tenuta del sistema finanziario globale.

Non è l'effetto a catena del raffreddamento dell'economia cinese e la conseguente caduta dei listini di Shanghai, come molti, con una certa dose di opportunismo, vorrebbero spiegare. Si comincia invece a raccogliere i "frutti velenosi" seminati dai "quantitative easing" della Federal Reserve, della Bce e di altre banche centrali.
Le eccezionali immissioni di nuova liquidità da parte delle banche centrali, per parecchie migliaia di miliardi di dollari, sono andate a gonfiare a dismisura i propri bilanci, a salvare le banche too big to fail in crisi e a rischio bancarotta, a comprare nuovi titoli di Paesi con crescenti debiti pubblici e a gonfiare i listini delle varie borse.


Tanta nuova liquidità aveva fatto temere una immediata esplosione inflazionistica.  I grandi "gestori della crisi" sono invece stati capaci di "pilotarla" verso le borse che hanno immediatamente portato le loro quotazioni agli stessi livelli stratosferici di prima del 2007. Senza legame alcuno con l'economia sottostante in recessione.
L'inflazione in verità c'è stata, non sui prezzi ma sui valori borsistici!
Lo sottolinea anche la Banca dei Regolamenti Internazionali quando dice che "Nonostante tutti gli sforzi per uscire dal cono d'ombra della crisi finanziaria, le condizioni dell'economia mondiale sono ancora lontane dalla normalità. L'accumulo di indebitamento e rischi finanziari, la dipendenza dei mercati finanziari dalle banche centrali e il persistere di tassi di interesse bassi: tutto questo sembra diventato ordinario. Ma solo perché qualcosa è ordinario non significa che sia normale."
Se una malattia diventa ordinaria, cronica, non significa guarigione ne un miglioramento dello stato di salute.
I tassi di interesse negativi praticati dalle banche centrali stanno causando nuovi seri rischi finanziari. Nei primi 5 mesi dell'anno titoli di debito sovrano per oltre 2.000 miliardi di dollari sono stati scambiati a tassi negativi. Ciò ha indotto banche e grandi operatori finanziari a ricercare "l'azzardo morale" del rischio.
Per mantenere i loro impegni, a livello internazionale le assicurazioni sono in cerca di rendimenti alti anche se più rischiosi. La quota di titoli in loro possesso con rating inferiore alla A dal 2007 al 2013 è passata dal 20 al 30% del totale. Anche i fondi di investimento giocano un ruolo più aggressivo sui mercati. Già nel 2013 i mercati dei capitali e i fondi di gestione sono raddoppiati nel giro di 10 anni e manovrano 75.000 miliardi di dollari, accentuando una notevole concentrazione tanto che oggi 20 fondi controllano il 40% del mercato.

Borsa di Shanghai
Borsa di Shanghai

La dipendenza dei mercati finanziari dalle banche centrali e dalle loro decisioni è cresciuta pericolosamente. Esse detengono il 40% di tutti i titoli pubblici denominati nelle valute principali. Come dimostrano gli ultimi avvenimenti borsistici esse sono diventate i principali attori del mercato, non solo attraverso la fornitura di liquidità ma anche attraverso gli acquisti diretti di titoli e azioni. E' una distorsione che rivela la irrilevanza delle politiche dei vari governi rispetto alle autorità monetarie.
Si consideri che la semplice possibilità di un aumento del tasso di interesse da parte della Fed, come accade in questi gironi, manda in fibrillazione tutti i mercati. Molti Paesi emergenti, già pesantemente minati da svalutazioni valutarie, temono una fuga di capitali verso il mercato del dollaro.
Non è un caso che nella seconda metà del 2014 il dollaro si sia rivalutato del 20% e il prezzo del petrolio sia sceso del 50%. Ci sembra che si tenti di far passare come normali i grandi rapidi cambiamenti che incidono profondamente nei rapporti economici internazionali. Nel frattempo gli investimenti delle imprese sono rimasti deboli, nonostante l'esplosione di fusioni e acquisizioni e i riacquisti di azioni proprie finanziati con emissioni obbligazionarie.


Secondo la Bri i boom finanziari e le cosiddette politiche monetarie accomodanti hanno determinato a livello globale anche la riduzione del tasso di crescita della produttività. Si calcola che la perdita della crescita di produttività media annua sia stata dello 0,4% nel periodo 2004-7 e dello 0,6% nel periodo 2007-13. Ciò sarebbe dovuto alla distorsione nel mercato del lavoro, dove la perdita di posti qualificati sarebbe parzialmente rimpiazzata da altri meno qualificati e di settori diversi. Il lavoro perso nei settori industriali sarebbe quindi in parte rimpiazzato dal terziario.
Quando la Fed iniziò il QE molti governi, come quello brasiliano e indiano, denunciarono l'inizio di una "guerra monetaria". I nuovi capitali speculativi entrarono nei Paesi emergenti creando bolle non solo immobiliari, destabilizzando le economie locali. Allora Washington disse chiaramente che si trattava di una misura, presa nel proprio interesse nazionale, "alla quale bisognava adeguarsi". Poi la successiva decisione della Fed di sospendere il QE provocò un'ulteriore fuga di capitali e la svalutazione delle monete dei suddetti Paesi.
Non c'è quindi da stupirsi se la Cina non vuole accettare il gioco e decide di svalutare in modo competitivo la propria moneta. Sei volte in un breve lasso di tempo!
Si rischia di nuovo una crisi sistemica, aggravata da interessi e conflitti nazionali che sembrano sempre più insanabili. Ciò accade perché, anziché decidere unitariamente in sede di G20, si continua a ritenere di poter agire da soli mentre i problemi hanno invece una oggettiva valenza e portata mondiale.

Sanità, sono anni che il corrotto Pd magna a quattro ganasce in questa greppia e tutto tace, la sanità romana sfugge a qualsiasi inchiesta

Sanità | sabato 29 agosto 2015
#Sanità: Melgrati "Malasanità nella gestione del decennio di “potere” del Pd con gli appalti della Centrale Unica degli Acquisti Regionale"

Melgrati (Forza Italia): sbagliare una volta un bando di gara d’appalto è possibile. Reiterare l’errore è nella migliore delle ipotesi incapacità, nella peggiore dolo! E intanto si pagano per anni servizi al 20% in più



Ecco la prima delle mie denunce relative alla malasanità in Liguria sotto l’amministrazione di Sinistra Burlando. Lo fa sapere il vicecoordinatore Regionale di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: una volta completato consegnerò questo Dossier alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti. Chissà se qualcuno rileverà risvolti penali-amministrativi, oltre che a una apparente disorganizzazione e a una gestione “allegra” e disinibita della Cosa Pubblica, con danno ai cittadini!

Burlando e Montaldo nella loro lungimiranza politica, e non solo, avevano capito subito che la Centrale Regionale degli Acquisti, l’Ente che svolge su mandato della Regione tutti gli acquisti per la Sanità ligure era un centro di potere enorme. Così decisero di non procedere, come invece la tanto decantata e mai attuata trasparenza avrebbero voluto o perlomeno consigliato, a un bando per la nomina a direttore di un servizio tanto delicato ma agirono d’imperio e nominarono direttamente il dottor Sacco.

Tra gli altri requisiti, costui aveva, anzi ha, quello di essere da sempre vicinissimo, probabilmente persino iscritto, al PCI-PDS-DS e amico intimo dei due potentissimi sodali.

Eppure, all’epoca, il dottor Sacco risultava già indagato e, in seguito, condannato dalla Corte dei Conti per grave danno erariale per una gara per la fornitura di presidi per diabetici che oltre che causare fortissimi disagi ai pazienti gli valse una celebre puntata del Gabibbo.

Nessuno trovò inopportuno nominare a capo di una struttura che ha il compito di ottenere risparmi un dirigente condannato per grave danno erariale, circa un milione di euro.

Ora, visto l’andazzo delle nomine, e non solo, gestito dalla Giunta Burlando non c’è da stupirsi se per la nomina a siffatto Ente scelsero di premiare un loro “amico” da lunga data.

Stupefacente è invece il fatto che né Burlando né Montaldo abbiano mai adottato alcun provvedimento per porre rimedio ai danni evidenti e persino stigmatizzati da alcuni collegi di revisori dei conti che tale nomina ha determinato. Infatti, fin dalla sua nomina, coincidente con la creazione della CRA, il dottor Sacco ha guidato un Ente che, nel migliore dei casi, si può definire inefficiente e dannoso per le casse pubbliche.

Esistono molti modi per danneggiare le casse pubbliche. Uno, il più eclatante, è quello di truccare gli appalti, un altro, meno evidente ma forse ancor più dannoso, è quello di impostare gare eterne che vedono la conclusione dopo molti anni, molti anni in cui gli Enti procedono a continue e ripetute proroghe. Che bisogno c’è di truccare gli appalti quando si possono non fare?

Ecco in Liguria l’azione della CRA si può stigmatizzare così: appalti per forniture di servizi importantissimi e lucrosissimi, per decine e decine di milioni di euro, prorogate per 4/5/6 anni, con enormi danni per le casse pubbliche.

Parimenti, appalti per forniture di beni che si svolgono di norma assai più velocemente (questi non sono evidentemente soggetti a proroghe ) ma approdano spesso a risultati disastrosi, con durissimi contenziosi e enormi problemi per i cittadini.

Curioso è il fatto che l’appalto per la fornitura di presidi per diabetici già finito con una pesantissima condanna per danno erariale a carico, tra l’altro, del dottor Sacco nelle sue vesti di provveditore dell’ASL 3, aggiudicata con nuova gara dalla CRA finiva nuovamente in un gran casino, con contenziosi durissimi, contestazioni da parte delle associazioni dei diabetici, prese di posizione ecc..

Evidentemente il dottor Sacco non impara dai propri errori, come apparirà ancora più evidente nella gara per la fornitura del servizio di bioingegneria per l’assistenza sulle attrezzature mediche delle AA.SS.LL., bocciata per ben due volte dal TAR, ancora prima della presentazione delle offerte e che attualmente viaggia verso i sei anni di proroghe continuate e ripetute.

Esistono, naturalmente, molti altri esempi di mala gestione degli appalti da parte di CRA, sia per la fornitura di beni, come quello per le lentine intraoculari, o quello dell’Emodialisi, recentemente bocciato dal TAR, che di servizi, come quello del lavanolo in proroga da circa sei anni e attualmente oggetto di un ricorso al TAR. Sei anni per appaltare il lavaggio di federe e lenzuola ci sembrano onestamente un’eternità.

Se, poi, consideriamo che le proroghe vengono effettuate su prezzi di più di dieci anni or sono che, seppur rivisti dalla spending review , sono molto più alti di quelli attuali possiamo ragionevolmente parlare di danni erariali enormi. Inoltre, a causa delle proroghe assistiamo al malvezzo per cui lo stesso servizio, ancora oggi, viene pagato a prezzi notevolmente differenti dalle diverse AA.SS.LL..

Ad esempio, la manutenzione sulla stessa apparecchiatura elettromedicale viene pagata molto diversamente dalla ASL 2 o dalla ASL 5.

Quindi, mentre da una parte la Regione Liguria guidata da Burlando aumentava le tasse per la sanità ai cittadini liguri dall’altra lasciava che un fiume di denaro venisse sprecato con proroghe e proroghe che facevano felici solo le ditte fornitrici, per lustri.

Tra l’altro, il 24 giugno sono apparsi sul Secolo XIX e su Repubblica le dichiarazioni del generale comandante regionale della Guardia di Finanza in cui rivelava che nella nostra regione sono stati aggiudicati in modo irregolare 150 milioni di appalti nella sanità, per la maggior parte espletati dalla Regione. Ora, siccome l’Ente che principalmente gestisce gli appalti in sanità per la Regione è CRA e dal momento che 150 milioni di euro sono circa un decimo di tutti gli appalti sanitari in Italia, è ragionevole pensare che buona parte di quegli appalti irregolari sia stato aggiudicato appunto da CRA.

Ecco dunque, conclude Melgrati, perché ho deciso di vederci chiaro e approfondire i come e anche, per quanto mi sarà possibile, i perché di tale sperpero di denaro pubblico, evidenziando, laddove ci siano, responsabilità e anomalie e, siccome già da tempo sto analizzando con occhio critico dati già in mio possesso, nei prossimi giorni comincerò a denunciare ciò che secondo me non va, informandone, come mio dovere, qualora se ne ravvisi la necessità, anche la magistratura, sia contabile che penale.

http://www.savonanews.it/2015/08/29/leggi-notizia/argomenti/sanita/articolo/sanita-melgrati-malasanita-nella-gestione-del-decennio-di-potere-del-pd-con-gli-appalti-d.html

Stati Uniti e Corea del Sud rinunciano alle esercitazioni militari

Kim Jong-Un: le armi nucleari, non le discussioni, hanno posto fine alla crisi

al-Ahed Reseau International 29 agosto 2015

Il recente episodio tra le due Coree è un chiaro segno che la Corea (tutta la penisola), un’arma creata dagli Stati Uniti per gestire il territorio, è stata recuperata dalla Cina contro il suo creatore. La cancellazione delle esercitazioni congiunte tra eserciti di Stati Uniti e Corea del Sud è un evento eccezionale che non viene discusso, e per una buona ragione. Gli Stati Uniti hanno davvero paura, dato il contesto esplosivo (in senso letterale e figurato) con la Cina. Proprio come il Vietnam che avevano diviso in due si è riunito, la Corea diventerà un solo Paese, firmando la fine di uno dei principali pilastri della politica degli Stati Uniti nella regione da oltre 60 anni.

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Il leader nordcoreano Kim Jong-Un il 28 agosto ha assicurato che le armi nucleari, piuttosto che i negoziati, hanno permesso di concludere un accordo “storico” con Seoul ponendo fine al teso confronto militare. Il giovane leader, che ha presieduto la riunione della Commissione militare centrale, ha detto che grazie al Nord tale accordo è stato raggiunto, mettendo i due Stati rivali sulla via della “riconciliazione e fiducia”, ha riferito l’agenzia stampa ufficiale KCNA. L’accordo negoziato nel villaggio di confine di Panmunjom, dove fu firmato il cessate il fuoco della guerra 1950-1953, ha permesso la de-escalation mentre i due Paesi sembravano sull’orlo dello scontro. Seoul ha spento gli altoparlanti che trasmettevano a tutto volume propaganda al confine. Pyongyang ha espresso rammarico per l’esplosione di una mina antiuomo che ha mutilato due soldati sudcoreani ai primi di agosto. Il testo impegna inoltre i due Paesi al dialogo. Ma Kim Jong-Un ha sottolineato che ciò non significa che il suo Paese avrebbe discusso la chiusura del proprio programma di armamento nucleare che, ha detto, è comunque un fattore essenziale per la pace. L’accordo di Panmunjom “non è stato raggiunto dal tavolo dei negoziati, ma grazie alla (nostra) gigantesca forza militare, e (dalla nostra) deterrenza nucleare difensiva“, ha detto. La “priorità numero uno” è continuare gli sforzi per rafforzare le capacità militari della Corea democratica, ha proseguito Kim Jong-Un. Tuttavia, ritiene che l’accordo di compromesso rappresenti “un’occasione storica decisiva” che potrebbe inaugurare una nuova era nelle relazioni bilaterali. Tecnicamente, le due Coree sono in conflitto da 65 anni, dato che la fine della guerra con un semplice cessate il fuoco non è mai stata formalizzata con un trattato di pace nella debita forma.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

2015 crisi economica, il Quantitative Easing 4, soldi per l'economia reale e non per la UltraFinanza

La Cina liquida i buoni del Tesoro USA, avvertendo Washington

Tyler Durden Zerohedge 27/08/2015

ChinaUSTHoldingsCi siamo chiesti cosa accadrebbe se i mercati emergenti della Cina si sbarazzassero dei buoni del Tesoro statunitensi. Per mesi abbiamo documentato la liquidazione della PBoC della gran quantità di carta degli Stati Uniti. A luglio, per esempio, notammo che la Cina aveva scaricato ben 143 miliardi di dollari in buoni del Tesoro USA in tre mesi via Belgio, lasciando la Goldman senza parole per una volta. Abbiamo seguito tutto ciò, questa settimana, osservando che grazie al nuovo regime FX (che, in ogni caso in teoria, avrebbe dovuto richiedere minor intervento), la Cina ha probabilmente venduto da qualche parte circa 100 miliardi di buoni del Tesoro USA nelle ultime due settimane, e solo come operazioni FX aperte per stabilizzare lo yuan. In parole povere, con la svalutazione della Cina e i successivi tentativi di contenerla, la Cina s’è liberata di una quantità epica di buoni del Tesoro USA. Ma anche con il gatto fuori dal sacco per i lettori di Zerohedge e anche, mescolando metafore varie, il genio uscito dalla bottiglia da metà agosto, la Cina, grazie al rifiuto netto di far galleggiare lo yuan, continuerà a vendere centinaia di miliardi di USTS, e il mondo lentamente si sveglia su cosa in realtà implichino gli interventi FX della Cina, quando accadono due cose: I) Bloomberg, citando l’ufficio dei redditi FIX di New York, ha osservato una “pressione alla vendita sostanziale” degli USTS a lungo termine proveniente dall'”estremo oriente”, e II) Bill Gross s’è chiesto, in un tweet, se la Cina vende buoni del Tesoro. Con certezza, abbiamo avuto la conferma di ciò che abbiamo descritto in modo esauriente per mesi. Ecco Bloomberg: “La Cina ha ridotto le sue dotazioni di titoli del Tesoro USA questo mese raccogliendo i dollari necessari per sostenere lo yuan dopo la svalutazione di due settimane fa, secondo persone vicine alla vicenda. Canali per tali operazioni di vendita diretta della Cina, sono agenti in Belgio e in Svizzera, ha detto una fonte anonima, poiché l’informazione non è pubblica. La Cina ha comunicato alle autorità statunitensi le vendite, ha detto un’altra fonte. Non hanno rivelato le dimensioni delle disposizioni. Gli ultimi dati disponibili del Tesoro e stime strategiche suggeriscono che la Cina controlla 1480 miliardi di dollari di debito pubblico degli Stati Uniti, secondo i dati compilati da Bloomberg. Compresi 200 miliardi di dollari detenuti tramite il Belgio, che Nomura Holdings Inc. dice sia la patria dei conti protetti cinesi. La PBoC ha venduto almeno 106 miliardi di attività di riserva nelle ultime due settimane, buoni compresi, secondo una stima della Société Generale SA. La cifra si basa sul calcolo della banca sulla liquidità aggiunta al sistema finanziario cinese dalla riduzione dei tassi d’interesse e dai requisiti di riserva richiesti ai creditori. Il presupposto è che la banca centrale si propone di ricostituire i fondi drenati quando comprava yuan per stabilizzarli”. Ora che ciò che è lampante da almeno sei mesi, è l’approvazione ufficiale basata sui fatti, e cosa esattamente significa il via libera alla speculazione dilagante per la politica monetaria degli USA. Ecco di nuovo Bloomberg: “La Cina vende titoli del Tesoro “non è una sorpresa, ma forse non è pienamente valutata”, ha detto Owen Callan, stratega FIX a Dublino presso Cantor Fitzgerald LP. “Cambierebbe la prospettiva sui buoni un bel po’, se iniziano a scontare abbastanza sulla liquidazione delle riserve nei prossimi sei mesi, o sulle intenzioni di come gestiranno lo yuan a qualsiasi livello”. “Con la vendita di titoli del Tesoro a difesa del renminbi, impediscono il ribasso dei rendimenti del Tesoro, nonostante il forte calo del mercato azionario, ha detto a Bloomberg Television David Woo, a capo della Ricerca tassi globali e valute della Bank of America Corp. “La Cina impatta direttamente sui mercati globali tramite i tassi statunitensi“. Come avevamo detto, se facciamo una revisione della letteratura accademica esistente, come intrapresa da Citi, si ha idea di cosa significhi la liquidazione della riserva estera FX per i buoni del Tesoro USA (USTS). “Supponiamo che EM e Paesi in via di sviluppo, che detengono 5491 miliardi di riserve, riducano le partecipazioni del 10% in un anno, ciò equivale a 3,07% del PIL degli Stati Uniti e a un’ascesa decennale dei tassi del Tesoro per l’enorme cifra di 108 miliardi“, secondo Citi, in una nota d’inizio settimana. In altre parole, per ogni 500 miliardi di riserve valutarie cinesi liquidate, corrispondono 108 miliardi di pressione al rialzo decennale. Ricordate che, grazie alla minaccia dell’incombente aumento dei tassi della FED, e altri fattori tra cui il precipitare dei prezzi delle materie prime e rischi politici idiosincratici, le valute dei mercati emergenti sono in caduta libera, il che significa che non è solo la Cina a liquidare beni in dollari USA.
E’ chiaro che ci sia notevole pressione al rialzo dei rendimenti dei buoni del tesoro USA e che sia una situazione decisamente indesiderabile per la FED, che dovrà affrontarla a settembre. Avevamo riassunto la situazione così: “uno dei catalizzatori dei deflussi EM è l’incombente balzo della FED che, assieme a quanto sopra, indica che se il FOMC alza i tassi, quasi sicuramente accelererà la pressione sugli EM, innescando ulteriore uso degli FX di riserva (cioè svendita di buoni del tesoro USA), con conseguente notevole pressione sul rialzo dei rendimenti e un’inversione politica immediata, forse anche un QE4“. Bene, ora che la Cina liquida con frenesia i buoni del Tesoro USA, a un ritmo tale da non poterlo nascondere o minimizzare come irrilevante, e ora che Bill Dudley ha ufficialmente aperto la porta a un “ulteriore allentamento quantitativo“, sembrerebbe che l’unico modo per evitare che Cina ed EM liquidino i buoni del Tesoro USA, come indica Citi, “sia soffocare il mercato immobiliare degli USA” ed imporre una restrizione, tramite il canale di emissione degli UST, del FOMC avviando il QE4.20150826_EMFX 

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Migranti, quello che non si dice è che c'è un'unica regia per questa invasione di massa controllata

Migranti, Mucci: "Quanti ciechi in Eu"

Comunicato stampa

Migranti, Mucci: "Quanti ciechi in Eu"

Comunicato -  
Avatar di Aldo Mucci
Inserito da Aldo Mucci 28 agosto 2015


Da qualche tempo avevamo deciso di non commentare le quasi quotidiane tragedie che avvengono nel mediterraneo evitando di accodarci alla compassione pelosa della stampa mainstream e alle dichiarazioni al vento del politico di turno, sia esso dichiaratamente xenofobo o fintamente buonista, ma quello che esce fuori in questi ultimi giorni, all'insegna della massima ipocrisia cui fanno da contraltare gli imbelli appelli del Presidente della Commissione Europea, merita l'apertura di un'ampia discussione che deve essere portata e a fondo tra le lavoratrici e i lavoratori, perché le cause che stanno producendo questa enorme migrazione di massa hanno a che fare anche con noi.Politici e mass media, italiani ed europei , stanno scoprendo solo ora che ci troviamo di fronte al più grande processo migratorio dalla fine della seconda guerra mondiale ma fanno ancora finta di non averne individuato le cause, come se non fosse evidente a tutti che esse sono prodotte sia dalle politiche di rapina e di spoliazione che il mondo capitalista ha condotto contro i paesi del cosidetto terzo mondo sia dalle guerre che i paesi occidentali, e non solo, hanno provocato negli stessi.Ad essi infatti si sono aggiunte quelle nuove potenze regionali, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, che per loro interessi di egemonia, hanno ancora di più destabilizzato il Medio Oriente nel tentativo di abbattere il governo siriano e di spartirsi la Siria, insieme ad altri obiettivi che non sempre vengono messi in evidenza, come gli attacchi ai curdi da parte della Turchia che vuole impadronirsi del Kurdistan iracheno, ricco di petrolio, o la guerra nello Yemen condotta dall'Arabia Saudita. Del resto come opporsi a queste mire, quando da 25 anni a questa parte gli USA insieme a Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia e Germania hanno incendiato l'Iraq, la Yugoslavia, la Serbia, l'Afghanistan, la Libia, la Somalia, l'Ukraina e per ultima la Siria, senza contare tutte le altre guerre che hanno colpito l'Africa, spesso fatte passare per conflitti tribali o etnici o religiosi? Lo schema è palese: si sponsorizzano gruppi di opposizione, li si riempe di soldi e strumenti militari e tecnologici, si incoraggia l'afflusso di combattenti stranieri mascherati da portatori di democrazia, salvo scoprire poi che gli oppositori nel migliore dei casi non sono in grado di assicurare il governo del paese, Libia docet, e nel peggiore lamentarsi dell'affermarsi dell'ISIS, da loro stessi ampiamente foraggiato di armi e finanziamenti.Come meravigliarsi poi se queste gloriose imprese provocano centinaia di migliaia di profughi? E che dire dell'ipocrita distinzione che si vuole fare tra immigrati economici e profughi di guerra? Ora si plaude alla decisione tedesca di sospendere il trattato di Dublino, che impone agli immigrati di rimanere nel paese di primo approdo, per i profughi siriani, quando tutte le organizzazioni, indipendenti dai governi e dai loro finanziamenti, che si occupano dei fenomeni migratori, da anni denunciano l'irragionevolezza di questa normativa.La miopia dell'Europa Unita, che in questi anni ha badato unicamente ad impoverire i popoli del sud con la sua austerità, Grecia Portogallo Italia Cipro, ha impedito che sul problema immigrazione si adottasse una politica capace di impedire il crearsi di continue emergenze in un'area che è la seconda più ricca del pianeta e, non secondo per importanza sociale, il sorgere e ampliarsi di fenomeno razzisti che pescano nel profondo malessere che le stesse politiche dell'UE provocano nei settori più deboli delle nostre società.Non saranno i nuovi muri o il filo spinato alle frontiere che fermeranno le masse di disperati che si accalcano ai nostri confini cosa che quest'Europa è ben lungi dal voler comprendere, stretta nei dogmi pseudo economici del pareggio dei bilanci. Anche rispetto a questo dramma sociale ed umano, come sul versante economico e politico, questa Unione Europea non trova soluzioni ma opera in modo da acuire i problemi esistenti: una Unione Europea che non è più riformabile!Non servono ipocrisia e retorica: ciò che serve è invece ripartire dai bisogni, dalle contraddizioni sociali, dalle esigenze e dalla vita reale della gente in carne ed ossa che vive in Europa, ma anche di quella che ci arriva spinta dalla guerra e dalla fame.
Aldo Mucci

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la procura di Firenze non indaga se l'interessato è potente e si chiama Matteo Renzi

Renzi – Adinolfi, la Procura indaga per omissione di atti d’ufficio

di 28.08.2015 
 
Matteo Renzi
Matteo Renzi REUTERS/Yves Herman

Un esposto, un fascicolo aperto dalla Procura di Firenze a carico di ignoti, un reato ipotizzato: omissione di atti d’ufficio. La vicenda delle intercettazioni Renzi – Adinolfi, svelate dall’inchiesta CPL Concordia e pubblicate dal Fatto Quotidiano, prende una piega giudiziaria. Lo riporta oggi lo stesso quotidiano diretto da Marco Travaglio.
Tutto nasce dall’ormai famigerata intercettazione del gennaio 2014 tra Matteo Renzi, all’epoca neo segretario PD in procinto di defenestrare Enrico Letta, e Michele Adinolfi, Comandante in seconda della Guardia di Finanza. Conversazione in cui il futuro premier delinea le strategie politiche per prendere il posto di Letta (“un incapace”) dirottandolo magari verso la Presidenza della Repubblica (“sarebbe perfetto”).
Ma il problema secondo Renzi è Napolitano (“vuole andare via nel 2015”) e Letta non aveva ancora l’età minima per salire al Colle.  Nell’intercettazione emerge la confidenza tra i due. Ad un certo punto Adinolfi, scherzando, lo apostrofa con uno “str****”.
Il secondo protagonista, che entra in gioco con l’esposto presentato dopo la pubblicazione delle intercettazioni da parte del FQ, è Alessandro Maiorano. Già dipendente comunale a Firenze, accusa da tempo Renzi di una serie di sprechi all’epoca in cui era presidente della Provincia fiorentina (qui l’articolo IBT del 2013).
Ha presentato una serie di esposti in merito, tra cui uno sui finanziamenti raccolti da Renzi nel corso degli anni tramite fondazioni e associazioni. Fu Maiorano a far emergere la vicenda della casa di Firenze pagata al futuro premier dall'imprenditore Marco Carrai (altra vicenda su cui la Procura ha aperto un fascicolo lo scorso anno). Per tutta risposta Renzi ha querelato Maiorano per diffamazione.
Nell’esposto sul legame Renzi – Adinolfi, Maiorano chiede “se amicizie e interconnessioni abbiano in qualche modo influito sul fatto che nessuna iniziativa risulti essere stata assunta nei confronti di Renzi”. In pratica Maiorano vuole accertamenti su un presunto scambio: l’archiviazione degli esposti a carico del premier (su interesse di Adinolfi, “fortemente intricato nei centri di potere”) in cambio della nomina a Comandante Generale della GDF (nomina che non è mai arrivata).

http://it.ibtimes.com/renzi-adinolfi-la-procura-indaga-omissione-di-atti-dufficio-1413936 

Energia Pulita off shore sempre più economica mentre il cialtrone al governo del corrotto Pd vuole l'energia sporca

  • L’idea potrebbe richiedere spazio e peso inferiori del 30%

    Così l’eolico offshore può abbattere i costi del 40%

  • I cavi di trasmissione dell’energia alloggiano su enormi piattaforme separate, ma Siemens ha pensato di integrarle nelle turbine del parco eolico offshore
Così l’eolico offshore può abbattere i costi del 40 2

(Rinnovabili.it) – I costi di realizzazione dell’eolico offshore potrebbero ridursi del 40% semplicemente cambiando il sistema di allacciamento alla rete. Ne è convinta Siemens, che ha sviluppato il nuovo Offshore Wind Power Transformer, costruito appositamente per una varietà di turbine eoliche near-shore. Il nuovo modulo trasformatore dovrebbe, nei piani del colosso tedesco, tagliare i costi di accesso alla rete per tali impianti di una quota fino al 40%, con conseguenti vantaggi anche per la costruzione di parchi eolici in mare, poiché diventerebbero più convenienti.

Tradizionalmente, i trasformatori vengono utilizzati per trasmettere sulla terraferma l’elettricità generata dagli impianti a tensioni superiori tramite cavi sottomarini. Il blocco da cui partono i cavi è alloggiato su piattaforme separate ed enormi, che hanno un peso variabile tra le 1.800 e le 4.000 tonnellate e rappresentano un costo annesso al parco eolico piuttosto oneroso. L’invenzione di Siemens si inserisce in questo passaggio, poiché l’azienda dichiara che i suoi moduli possono essere montati direttamente sullo stelo che regge le turbine eoliche, evitando di separare il corpo cavi dall’impianto con costose piattaforme. Piccolo e leggero nel design, il modulo permetterebbe di abbattere i costi di acquisto dei materiali e quelli legati al dispendio di tempo. Ma non solo: vengono spese decine, talvolta centinaia di milioni di euro anche per la costruzione, il trasporto, il montaggio, il funzionamento e la manutenzione delle superpiattaforme che fino ad oggi hanno ospitato i cavi.

Così l’eolico offshore può abbattere i costi del 40

Il sistema è fatto su misura per parchi eolici di piccole dimensioni, occupa il 30% di spazio in meno rispetto alle stazioni tradizionali ed ha un peso di 630 tonnellate per una potenza di 250 MW. Ma può essere installato anche in impianti più grandi: per raggiungere la capacità di trasmissione richiesta dall’eolico offshore di maggiori dimensioni, i moduli possono essere collegati tra loro per meglio sopportare il carico. Invece dell’olio minerale, la Siemens utilizza un fluido isolante biodegradabile a bassa infiammabilità per mantenere gli standard ambientali.

a prescindere dalla Lega, Borghi è sostanza, coerenza, onestà intellettuale. Fronte Unico per uscire dall'Euro

29/08/2015

Il declino di Borghi, l’ideologo anti-euro che non incanta più Salvini

Da molti è considerato il responsabile economico della Lega. In realtà a prendere le decisioni in materia sono Giorgetti e Garavaglia

Borghi

In via Bellerio, sede della Lega Nord a Milano, lo definiscono «un leghista naif». I militanti non lo hanno mai amato molto, anche perché, detto in soldoni, «non ha la tessera» e quindi non è uno che «attacca manifesti», organizza i banchetti e «si sbatte». Nemmeno i dirigenti lo considerano molto. Soprattutto i bocconiani Giangarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia, le vere menti economiche del movimento di Matteo Salvini, che di fronte alle sparate contro l’euro si sono limitati nell’ultimo anno a fare, al massimo, spallucce.
Eppure sui giornali e in televisione Claudio Borghi, 45 anni, di Milano, passa ancora per il «responsabile economico» del leghismo, il bastione anti-euro, «l’economista» che vuole riportare la lira, anzi che vuole introdurre le due lire, una a nord e una a sud: teorie che non sembrano sfondare né in Lega né altrove, nemmeno nella Grecia di Tsipras e Varoufakis. In realtà all’interno del Carroccio pare che si siano già dimenticati di questo (ex) professore a contratto dell’Università Cattolica, un passato da editorialista del Giornale, prima berlusconiano, poi vicino al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, quindi folgorato sulla via del salvinismo, ora noto per le sue posizione contro la moneta unica. Del resto, per vedere come Borghi sia ormai stato messo in un angolo in via Bellerio, basta guardare il programma delle feste leghiste di questa estate.
Del resto, per vedere come Borghi sia ormai stato messo in un angolo in via Bellerio, basta guardare il programma delle feste leghiste di questa estate
Se l’anno scorso, o appena prima delle elezioni amministrative, veniva invitato ovunque, anche per tirare la volata alle regionali in Toscana, questa estate ha dovuto limitarsi alle solite apparizioni in televisione e alla sua passione per i social network. A complicare le cose sulla carriera politica di Borghi è il recente riavvicinamento di Salvini a Silvio Berlusconi. Il segretario padano da un po’ di giorni corteggia l’ex Cavaliere, sia perché ha capito che il progetto "Noi con Salvini" stenta a decollare, sia perché ci si avvicina alle elezioni comunali di Milano e per vincere sotto la Madonnina serve il voto di quella borghesia che di uscire dall’euro non ha la minima voglia. E poi perché la manifestazione di novembre per bloccare l’Italia non pare abbia entusiasmato gli italiani.
Non solo. Se l’entourage economico salviniano, vedi Giorgetti e Garavaglia, sull’uscita dall’euro sono sempre stati cauti, figuriamoci i consiglieri di Berlusconi, come Fedele Confalonieri e Bruno Ermolli, che su un’uscita dalla moneta unica vedono solo dolori per le aziende del Biscione. E A parlare con Berlusconi, va sottolineato, è sempre Giorgetti. Per questo motivo l’intervista d’inizio luglio dove Salvini al Sole 24 Ore spiegava che per «l’Italia uscire dall’euro sarebbe un casino» vale adesso più che mai. Anche perché la maglietta «Basta Euro» il Pierino Padano l’ha riposta da un po’ di settimane nell’armadio. Borghi provò a «rintuzzare» in un’intervista a Formiche il pensiero proeuro salviniano, ma l’eco sui giornali è stato molto basso. Eppure il leghista naif è uno che non si dà mai per vinto. Basta guardare la sua biografia, sviscerata sin nei dettagli sul sito internet, a parte qualche errore o svista.
Del resto il leghista naif viene spesso definito ancora professore. E sulla sua pagina web la carica è rimasta.  Ma in realtà non lo è più da tempo. Perché la Cattolica gli ha tolto la cattedra. Era, una volta, «Professore di Economia degli intermediari finanziari, Economia delle aziende di credito ed Economia e Mercato dell’arte», soprattutto di arte. Un piccolo corso con cui gli studenti arrotondavano i crediti. Il Sacro Cuore gliel’aveva tolta prima della candidatura in Toscana, ma ha annunciato la cosa solo dopo le elezioni per evitare strumentalizzazioni. Anche sulla pagina web dell’università si legge: «Docente non abilitato per questa funzione». Eppure Borghi passa ancora adesso come professore. E nelle sue battaglie su twitter con altri esperti di economia c’è chi spesso glielo rinfaccia di non esserlo più. Del resto gli accademici non lo considerano neppure. Oppure lo ridicolizzano su twitter. E i maligni insinuano che sia soprattutto Alberto Bagnai a ispirarlo nelle sue teorie sull’eurexit.
Anche sulla pagina web dell’università si legge: «Docente non abilitato per questa funzione». Eppure Borghi passa ancora adesso come professore
Ecco il suo curriculum professionale, che parte dall’età di tre anni, quando ha imparato a leggere. «La mia passione era però la Borsa. Lo avevo deciso sin da piccolo quando mi raccontarono che comperando un’azione si poteva comperare un pezzo della Pirelli. “Quale?” “La matita sulla scrivania del papà” “E con dieci azioni?” “La sedia del papà” “E con cento?” “Beh, con cento tutta la scrivania”. Dovevo lavorare in borsa. Volevo la scrivania del papà». E poi ancora: «Passo i test di iscrizione alla Bocconi e (per la disperazione di mia madre) straccio la lettera di ammissione per iscrivermi a Scienze Economiche e Bancarie in Cattolica, sezione serale, vincendo pure un milione (di lire) come miglior solutore dei test di ingresso, e cerco lavoro in Borsa».
Borghi è bravo in tutto. Almeno nel leggere quello che scrive di sé. Di sicuro ci sa fare con il mercato dell’arte. Ha scritto anche un libro in proposito. “Investire nell’arte. Il nuovo oro: come salvare i propri risparmi dalla crisi” (Sperling& Kupfer). E dopo l’esperienza in Deutsche Bank è stato pure consulente per alcune case d’asta. Sua moglie è una nota wedding planner di Milano. Si chiama Giorgia Fantin, e in un ritratto del Foglio, si legge  che «aspira a diventare la Benedetta Parodi degli eventi matrimoniali». Qualcuno a Milano lo ha proposto persino come candidato sindaco, nel caso in cui Salvini e Berlusconi non trovino un accordo. Difficile che accada. Anzi, quasi impossibile.

http://www.linkiesta.it/claudio-borghi

Comunione&Liberazione, non ha niente di spirituale ma è una setta votata a Soldi&Potere

Cl “lobby di Dio”: dov’è la novità?


L'attacco di Fantinati (M5S) al Meeting di Comunione e Liberazione non dice niente di nuovo. Ma ricordarlo non fa male

don_gius

Ma cosa avrà mai detto di tanto scandaloso il deputato grillino veronese Mattia Fantinati nel suo discorso provocatorio del 26 agosto al Meeting di Comunione e Liberazione? (Provocatorio, sia detto per incidens, perché accettando l’invito ha sfruttato il podio per attaccare chi lo ospitava: sarà stato «maleducato», come ha osservato qualche anima pia, ma nel gioco della comunicazione politica questi “blitz” pepati e pacifici ci stanno tutti). Il succo del suo j’accuse sta qui: Cl é «la più potente lobby italiana», colpevole di aver «trasformato l’esperienza spirituale morale, in un paravento di interessi personali, finalizzati sempre e comunque a denaro e potere (…) Sempre dalla parte dei potenti, sempre dalla parte di chi comanda. Sempre in nome di Dio. (“non potete servire Dio ed il denaro”, Luca 16,13)». Un’associazione di fedeli a Mammona, più che a Dio.
E’ la tesi di un libro-inchiesta, “La lobby di Dio” (Chiarelettere, 2011) firmato da Ferruccio Pinotti, giornalista di razza, padovano, chissà perché a secco di comparsate televisive e interviste sui media. Secondo la sua ricerca, le imprese associate alla Compagnia delle Opere, braccio economico di Cl, sono 34 mila, per un giro d’affari di 70 miliardi di euro, senza contare le associazioni no-profit che le orbitano attorno. Per l’autore Cl ha successo, soprattutto fra i giovani, perché «in un mondo dove le proposte e le alternative per i giovani sono pochissime, rappresenta un’offerta esistenziale allettante, in quanto disegna per loro un percorso di sviluppo integrato: amicizie, famiglia, carriera, lavoro, fede. Tutto si fonde in Cl, in un mix che, per molti, risulta attraente». L’élite del movimento è costituita dai cosiddetti “memores domini” (Roberto Formigoni è uno di essi), che al pari dei numerari dell’Opus Dei, perseguono gli interessi dell’organizzazione in maniera integrale, votandosi completamente ad essa, facendo incessante proselitismo fra i ragazzi e muovendosi nel mondo del business e della politica con laicissima e determinatissima disinvoltura.
In particolare, in politica gli angeli di Cl hanno appoggiato praticamente tutti i diavoli in circolazione. Ma non per malvagia propensione al diabolico. Semplicemente perché una lobby (parola in sé neutra, non un’offesa), e a maggior ragione di un simile peso, deve coltivare rapporti trasversalmente e senza fare troppi distinguo: dall’amatissimo Berlusconi fino a Bersani passando per Letta e oggi per Renzi. Di più: é costretta dal suo stesso interesse a rinnovare, con ogni governo, la propria natura a priori filo-governativa. Qualsiasi sia il governo in carica. Lo dice bene, sia pur un po’ cripticamente, Luca Castagnetti presidente della Compagnia delle Opere del Veneto, a proposito di Fantinati al Meeting: «descrive il mondo che gira intorno al Meeting come un mondo “sempre e comunque” finalizzato a denaro e potere. Mi sembra una notazione antistorica, ingenerosa rispetto alle migliaia di opere di carità, assistenza e aiuto legate a Cl. E poi: il Meeting bada al bene comune e ha sempre interloquito con le figure istituzionali che in quel momento avevano la maggior responsabilità di lavorare per il bene del Paese: quindi, nessun tappeto rosso al potere» (Corriere di Verona, 28 agosto 2015). Quindi, traduciamo noi, chilometri e chilometri di tappeto rosso al potere, chiunque sia il titolare in quel momento. E va da sé che non c’é governante che non affermi di lavorare “per il bene del Paese”.
Nessuno ricorda più le origini del fenomeno ciellino. Comunione e Liberazione nasce nel 1969 su iniziativa del prete lombardo Luigi Giussani, “don Giuss” per discepoli ed estimatori, sul tronco di “Gioventù Studentesca”. Il nome deriva dall’opposizione all’idea di liberazione tramite rivoluzione, atea e materialista, del social-comunismo, molto in voga fra i giovani impegnati negli anni ’60 e ’70. La liberazione autentica, predicava Giussani, può venire dalla comunione con Gesù Cristo. Nel 1975, Formigoni si mise a capo della filiazione politica di Cl, il “Movimento Popolare”, ribattezzato dal settimanale L’Espresso come la formazione degli “extraparlamentari della Dc”. Nel 1986 fu fondata la Compagnia delle Opere, che gode di una rete di relazioni ramificatissima e blindatissima. Al punto da farsi accusare dai critici di teorizzare la sussidiarietà (meno Stato, più società) ma declinandola in concreto nell’influenzare a proprio favore il mercato. Grazie, appunto, ad un’attività brillante e indefessa di lobbismo. Come fanno o cercano di fare tutte le aziende, i gruppi industriali e le lobby di questo mondo.
Nell’impasto di afflato religioso e pragmatismo spinto, che sa un po’ di Calvino e di spirito anglossassone, sta l’arcano di Cl fin dagli esordi, fin dalla parabola umana di Don Giuss. Padre Nazareno Fabbretti, frate francescano che lo conosceva bene, lo descriveva così: «è il tipico prete lombardo, con le certezze pretridentine e l’efficienza del “cumenda” milanese». Settarismo e managerialità, integralismo e modernità, pathos e profitto. Cosa c’é di scandalosamente incredibile in quel che ha detto Fantinati?

Gratteri, dovunque è andato questa estate, ha continuato a seminare del buon grano

Ciro’ Marina, Gratteri a ‘Metamorfosi’ accolto dai giovani come una star

Un piazza Diaz gremita come nelle migliori occasioni mondane. Il magistrato: ‘attenti a che si presenta la denuncia’
ciro' marina venerdì 28 agosto 2015 Nicola Gratteri a Cirò Marina al festival 'Metamorfosi' (2) Ideata nel 2011, oramai manifestazione e appuntamento estivo che compone il cartellone degli eventi, divenuto negli anni sempre più seguito, “Metamorfosi” quest’anno ha visto nella sua serata clou del 24 scorso, la presenza del magistrato calabrese Nicola Gratteri (Procuratore Aggiunto presso la Pr ocura della Repubblica di Reggio Calabria). Ideata nel 2011 da Fabio Antonio Siena e Luigi Francesco Marinello ai quali si sono subito aggiunti altri giovani, Giuseppe Sasso, Marco Parrilla e Francesco Esposito, quest’anno il festival d’arte, musica e cultura “Metamorfosi”, è stato organizzato con il supporto dell’assessore Leonardo Gentile, coordinatore della ricca stagione stiva e dell’Amministrazione Comunale presente all’evento con lo stesso Sindaco, Roberto Siciliani. Il 24 agosto scorso, come dicevamo, a fare da primo attore Nicola Gratteri, ma la sua non è stata una recita, bensì un freddo evidenziare le discrasie della giustizia stessa, un denunciare senza enfasi il malaffare, la pericolosità dei vari gruppi criminali, “che oggi non portano più la coppola” o le armi in pugno, ma demandano, condizionano con le mille strade che la burocrazia lenta, volutamente distratta e malata gli permette, intercettano per interposta persona, soprattutto la Politica che governa con il voto di scambio.
Nicola Gratteri a Cirò Marina al festival 'Metamorfosi' (1)Un intreccio e un malaffare che spesso trova sponda anche fra la stessa magistratura come dicevamo e non solo, anche alcuni funzionari o semplici preposti delle forze dell’ordine che se anche non coinvolti direttamente, spesso scoraggiano lo stesso accusatore o estorto dal denunciare. Sì, lo ha ribadito con forza, l’unica soluzione è denunciare sempre, “ma attenti a che si presenta la denuncia, a sapere scegliere l’interlocutore ”. Affidatevi a chi oltre che con l’autorità, dimostra con i comportamenti di potere sostenere la vostra difesa. Tutta una serie di domande e risposte poste dai ragazzi di Metamorfosi contenute fra l’altro nel suo ultimo lavoro letterario che sta presentando in giro per la Calabria e non solo, contenute nel libro, “Oro Bianco”. Un libro con il quale spiega, numeri alla mano, l’escalation della ndrangheta, il dominio degli stupefacenti, cocaina in primis. Il libro, frutto della collaborazione con Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali di fama mondiale, segue “Fratelli di sangue”, “La malapianta” e “Acqua santissima” pubblicati nella collezione “Strade Blu” di Mondadori.
Giusy Aloisio a Cirò Marina al festival 'Metamorfosi' (2)Tra le pagine si ripercorrono le rotte internazionali del narcotraffico di cocaina; i legami che intercorrono tra le cosche della ‘Ndrangheta e sodalizi criminali, gruppi paramilitari e frange corrotte dei governi nazionali di Colombia, Venezuela, Messico, nonché gli intrecci con gli attori istituzionali del mercato occidentale; i sempre più raffinati artifici utilizzati per il riciclaggio e il reinvestimento di proventi milionari che avvelenano l’economia legale. Il lavoro, frutto di una importante attività di ricerca, si è avvalso sia dell’esperienza professionale degli autori che dell’apporto delle forze di polizia italiana e straniere, e fornisce una lucida e particolareggiata analisi delle linee di trasformazione del fenomeno criminale mafioso. Un piazza Diaz gremita come nelle migliori occasioni mondane, tutti attenti a cogliere nelle parole del magistrato un messaggio, una strada certa di legalità, giustizia, libertà di vivere.
Festival 'Metamorfosi' 2015Ha toccato durante il suo intervento, con esempi semplici ma concreti e “visibili” tutti i giorni, le diverse facce della criminalità, ma ha anche affermato con forza che solo una reale “rivoluzione…democratica” che veda coinvolti tutti, potrà cambiare le cose. E’ stata anche la serata della presentazione del libro “I perduti tasselli della felicità”, della giovane di Cirò, Giusy Aloisio, che ha presentato il suo primo romanzo in cui narra, “con molta sofferenza” le travagliate vicende di una sedicenne in cerca della sua strada dentro un piccolo paese. La mostra fotografica e pittorica degli artisti Valentina Pirillo, Vincenzo Iuzzolini, Antonio Perfetti e Fabiana De Franco, ha fatto da cornice alla serata, ravvivata dalla musica dal vivo della pianista Rosangela Flotta e, dulcis in fundo, per palati fini, la band di Angelo Amoruso, accompagnato al sassofono da Giuseppe Tavernese, che hanno tenuto i presenti incollati alla sedie fino a tarda notte.

Oscare Grisolia

http://www.ilcirotano.it/2015/08/28/ciro-marina-gratteri-a-metamorfosi-accolto-dai-giovani-come-una-star/

i cialtroni al governo non sanno che se non si vende non si produce lavoro, nonostante le regalie fatte

Lavoro, Sapelli: per occupazione sussidi non bastan serve fiducia

Lavoro, Sapelli: per occupazione sussidi non bastan serve fiducia
Secondo Giulio Sapelli, docente di storia economica alla Statale di Milano e consigliere della Fondazione Mattei, l'imprenditore non è il cane di Pavlov. Se non ha una prospettiva convincente di crescita, anche se gli si danno dei sussidi importanti non assume, quanto meno non a tempo indeterminato.

"I dati sulla nuova occupazione", spiega l'economista, "sono deludenti perchè è scarso il liquido amniotico in cui si muovono le imprese. Il mercato interno non sta aumentando ma si sta restringendo. Non si investe. In questa situazione è chiaro che la bacchetta magica del Jobs Act non poteva fare molto, si sperava di meglio ma non era possibile. Se fossi un imprenditore", aggiunge, "mi offenderei del fatto che mi si considerasse così vincolato ai sussidi".

Per Sapelli, inoltre, anche la deflazione sta generando prudenza. "Come per l'impiego degli 80 euro, finiti soprattutto ad alimentare il risparmio, così col reddito ordinario, i cittadini in fasi critiche non spendono. Sia perchè attendono ulteriori ribassi dei prezzi", conclude l'esperto, "sia perchè hanno paura del futuro e preferiscono accantonare".

http://www.milanofinanza.it/news/lavoro-sapelli-per-occupazione-sussidi-non-bastan-serve-fiducia-201508281125063574 

Migranti, euroimbecilli incapaci non riescono a vedere la unica cabina di regia che gestisce i flussi, che controlla i traffici, che vuole l'invasione

Un'immagine scattata giovedì a Vienna (©Keystone)

"Dovete aiutarci"

Crisi migranti: Serbia e Macedonia chiedono un piano d'azione all'Unione Europea

giovedì 27/08/15  

La Serbia e la Macedonia si sono presentate compatte al vertice di Vienna in corso oggi, giovedì, nel chiedere che l’Unione Europea affronti concretamente la crisi dei migranti. “Proponete un piano di azione”, hanno esortato i due paesi, terre di passaggio di quella che è stata definita la via dei Balcani, dove soprattutto siriani e afgani in fuga si riversano giornalmente.
Il dramma di “60 milioni di profughi in fuga da guerre e violenze va affrontato insieme e non un paese contro l'altro. Nessuno Stato isolato può risolvere una crisi del genere”. È l'appello lanciato invece dal cancelliere austriaco Werner Faymann aprendo il Vertice al palazzo imperiale di Hofburg. “Dobbiamo occuparci dei richiedenti asilo”, ha detto ancora il primo ministro, “ma anche individuare e combattere chi sfrutta i profughi come i trafficanti di essere umani”.
ANSA/ATS/SP

 http://www.rsi.ch/news/mondo/Dovete-aiutarci-5963887.html

Sulmona, Centrale Snam, tutte le isituzioni in mano al corrotto Pd tolgono diritti alla cittadinanza

Snam, Comitati: camerieri di Renzi
venerdì 28 agosto 2015
Immagine attivaSULMONA - “Martedi scorso, a l'Aquila, centinaia di cittadini hanno manifestato il loro dissenso rispetto alla politica energetica del Governo Renzi che vuole trasformare l'Abruzzo in un distretto petrolifero e del gas al servizio degli interessi delle multinazionali del settore.

La manifestazione si è svolta in modo pacifico, senza provocatori nè anarcoinsurrezionalisti. Se momenti di concitazione e tensione ci sono stati, ciò è il risultato del modo alquanto improvvisato in cui è stato gestito l'ordine pubblico da parte delle autorità preposte.Esprimiamo la nostra solidarietà ai feriti e in particolare all'agente di polizia (del cui ferimento i manifestanti non hanno responsabilità, come dimostra chiaramente il video di Repubblica), ma anche alle forze dell'ordine costrette a difendere un Presidente del Consiglio arrogante e antidemocratico che, anzichè confrontarsi con i cittadini, fugge dalla porta di servizio. Chi, come la senatrice Pezzopane, si lamenta per il fatto che la protesta degli ambientalisti avrebbe oscurato il tema della ricostruzione dell’Aquila, evidentemente non riesce a comprendere che l’Abruzzo non è solo l’Aquila. I problemi derivanti dal decreto “Sblocca Italia” apripista per la deriva petrolifera della nostra Regione e votato da molti parlamentari abruzzesi, Pezzopane compresa, sono altrettanto importanti quanto quelli della ricostruzione post-terremoto.Quella di martedì era l'occasione d'oro che la nostra classe politica ha avuto per dire a Renzi, se solo avesse voluto, che l'Abruzzo, Regione Verde d'Europa, non accetterà mai di diventare una colonia dei poteri forti e che difenderà strenuamente il proprio territorio e il proprio mare da tutti quei progetti scellerati che rischiano di distruggere la nostra economia basata essenzialmente sul turismo e sulla agricoltura di qualità, progetti come le trivellazioni in Adriatico tipo Ombrina, il mega gasdotto Snam e la centrale di compressione di Sulmona, grandi elettrodotti e inceneritori, tutte opere dall'impatto distruttivo e minaccioso sull’ambiente e sulla salute, inutili per l'Abruzzo e per l'Italia, ma utilissime per le lobby delle energie fossili alle quali il Governo Renzi dimostra ogni giorno di più di essere asservito.Ci aspettavamo che i nostri rappresentanti istituzionali, con D'Alfonso in testa, dicessero chiaramente tutto questo al Capo del Governo. Ci aspettavamo politici dalla schiena dritta che difendono le sacrosante ragioni dell'Abruzzo, ma ciò non è avvenuto poiché il loro comportamento, timido ed ossequioso, è stato quello tipico dei cortigiani nei confronti del re. Questi politici non meritano né il consenso e né tantomeno la fiducia dei cittadini perchè non si comportano come i rappresentanti del popolo, bensì come "camerieri di Renzi". Non è un'espressione coniata da noi. Fu proprio D'Alfonso che a Sulmona, il 22 settembre dello scorso anno, dichiarò solennemente : “non saremo i camerieri dello Stato" . A distanza di un anno siamo costretti a prendere atto che invece è proprio questo il ruolo che stanno svolgendo i nostri referenti politici. Riteniamo molto grave che nessuno dei politici presenti all'incontro con Renzi abbia fatto il minimo accenno al grande gasdotto della Snam : nè D'Alfonso, nè Lolli, nè il Sindaco dell'Aquila Cialente, nè il Sindaco di Sulmona Ranalli, nè il Presidente della Provincia De Crescentiis. Eppure questo progetto interessa la Regione Abruzzo e in particolare la Provincia dell'Aquila per oltre 100 chilometri.Di una gravità inaudita, inoltre, consideriamo la notizia - riportata in un comunicato dei consiglieri regionali di Forza Italia - secondo cui la Giunta D'Alfonso avrebbe deciso di non costituirsi in giudizio contro l'eccezione di incostituzionalità avanzata dal Governo Renzi alla recente legge regionale che disciplina la collocazione delle centrali di compressione e le distanze di sicurezza dei grandi metanodotti. Se la notizia è vera si tratterebbe di una clamorosa smentita e, peggio ancora, di un sonoro schiaffo assestato dalla Giunta all’intero Consiglio Regionale che quelle norme ha voluto e votato per difendere il territorio abruzzese e per meglio tutelare la salute e l’incolumità pubblica.A Forza Italia, comunque, rammentiamo che con la Giunta Chiodi abbiamo assistito ripetutamente allo stesso atteggiamento subalterno e servile nei confronti dei Governi nazionali che ora sta dimostrando il centro- sinistra. Il quadro che emerge è sempre più chiaro : da un lato abbiamo i cittadini che, lasciati soli, difendono i diritti insopprimibili della nostra Regione, dall'altro una classe politica poltronista e autoreferenziale che rinuncia a svolgere il proprio ruolo inchinandosi vergognosamente al potere costituito e al dittatorello di turno".

Comitati cittadini per l’ambiente

Mobilità Sostenibile, niente da fare, rottamare quel poco di esistente è la parola d'ordine

Cammarata: Il Sindaco Giambrone protesta contro la decisione di Trenitalia di sopprimere le fermate alla stazione ferroviaria





CAMMARATA – Con una nota trasmessa alla Direzione Regionale di Trenitalia ed al Prefetto di Agrigento, il Sindaco di Cammarata Dr. Vincenzo Giambrone, ha espresso preoccupazione sulle gravi conseguenze che si potranno verificare dall’eventuale soppressione delle fermate nella stazione ferroviaria di Cammarata-San Giovanni Gemini, decise da Trenitalia.
Nella nota, il primo cittadino, sottolinea che se tale proposta sarà attuata, causerà gravi disagi alla cittadinanza, ma soprattutto ai numerosi pendolari che per motivi di lavoro o studi utilizzano il treno.
“Non appena è veicolata la notizia di eventuali cambiamenti sulle fermate dei treni – ha dichiarato il Sindaco Giambrone – ho ricevuto diverse delegazioni che hanno protestato vibratamente”. “Esprimo sincera preoccupazione – aggiunge – perché per le nostre zone interne e per le precarie e pericolose condizioni della rete stradale di collegamento, il trasporto ferroviario è un servizio irrinunciabile per la nostra comunità . Inoltre questo ennesimo disservizio può incentivare ancora di più lo spopolamento di queste aree interne. Non è superfluo far rilevare che, a questa stazione ferroviaria, si riversano gli abitanti dei comuni limitrofi, i quali anche loro, subirebbero ingenti danni da eventuali variazioni di servizio. Pertanto in qualità di Sindaco, protesto con forza contro la eventuale soppressione delle fermate alla stazione di Cammarata-San Giovanni Gemini”.
Nella stessa lettera, il Sindaco ha chiesto un incontro urgente con la Direzione Regionale di Trenitalia , al fine di discutere e meglio definire i programmi dell’Azienda che riguardano il territorio cammaratese.

Vincenzo Li Gregni

Mobilità Sostenibile, i pendolari solo carne da macello, dal nord al sud

Trasporti regionali disastrosi
I Socialisti chiedono
l'intervento del viceministro


Dare una scossa al mondo dei trasporti bergamasco e regionale. E’ questo l’obiettivo che i socialisti lombardi si sono dati per tenere alta l’attenzione su una situazione che sta diventando sempre più scottante.
E che non è per nulla cambiata nemmeno durante l’ultima estate che, al contrario, ha azzerato la speranza di un miglioramento del servizio ferroviario che sembrava possibile grazie anche al nuovo assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte, bergamasco, e al rinnovo del vertice di Trenord. Infatti, prima dell’estate, una nuova attenzione alle linee bergamasche aveva portato ad un miglioramento del servizio a cominciare dalla riduzione dei ritardi.
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Ritardi che rappresentano il maggior disagio per i pendolari che queste disfunzioni le pagano - purtroppo - anche con penalizzazioni sui luoghi di lavoro.
Così, l’estate è stata un disastro: dai treni soppressi a quelli in ritardo, al caldo insopportabile in carrozza. Insomma, non ci è stato fatto mancare nulla. E, a quanto pare, ai pendolari che riprendono a “viaggiare” dopo le ferie, la situazione si prospetta alquanto simile a quella che avevano lasciato prima dell’insediamento dei nuovi protagonisti del trasporto ferroviario bergamasco e lombardo.
Queste le considerazioni che i socialisti bergamaschi hanno sviluppato sul tema e che, nell’ambito di una riflessione più generale sulla mobilità bergamasca, porteranno per mezzo del segretario provinciale Francesco De Lucia, del segretario regionale Santo Consonni e del segretario nazionale e viceministro a Infrastrutture e mobilità Riccardo Nencini, presente lunedì 31 agosto a Milano alla festa nazionale dell’Unità per una tavola rotonda: “Verso la conferenza di Parigi, costruire un futuro sostenibile”.

http://www.bergamonews.it/cronaca/trasporti-regionali-disastrosi-i-socialisti-chiedono-lintervento-del-viceministro-207338

il bamboccione al governo è trattato per quello che è, un imbecille al servizio degli stranieri

Matteo Renzi: Il profilo Facebook assaltato da commenti critici

Momento di appannamento social per Matteo Renzi. Se si va a guardare la sua bacheca Facebook, infatti, emerge una particolarità: i commenti sono quasi esclusivamente critici.

Matteo Renzi facebook

La luna di miele tra Matteo Renzi e l'Italia sembra piuttosto agli sgoccioli. Se i sondaggi sono decisamente meno favorevoli per il Presidente del Consiglio rispetto al plebiscito delle Europee dell'anno scorso (argomento questo che ha causato uno scontro forte tra Gentiloni e D'Alema alla Festa dell'Unità), possiamo utilizzare anche un altro termometro per avere maggiori informazioni sulla vicenda. La cartina di tornasole di cui parliamo, certamente meno attendibile da un punto di vista scientifico rispetto ai sondaggi, è l'analisi dei commenti sui sempre ottimistici post di Matteo Renzi su Facebook. Con un certo stupore, visto che stiamo parlando di un leader molto amato, possiamo notare come in tutti i post pubblicati dal Segretario del PD nell'ultimo periodo ci siano quasi esclusivamente commenti che dimostrano un vario grado di diffidenza, che spazia dalla critica ragionata ai meme canzonatori, per sfociare a volte nell'insulto. La situazione è piuttosto paradossale perché se si vanno ad analizzare altri profili analoghi, prima di tutti quelli di Matteo Salvini e Beppe Grillo, accanto a critiche pesanti troviamo tantissimi commenti positivi e di incoraggiamento da parte dei fan. Cosa pensate di questa situazione? Indica una tendenza reale o è frutto soltanto di un diverso modo di approcciare i social network da parte dei leader politici e dei loro fan? Vi lasciamo all'ultimo post pubblicato dal Presidente del Consiglio per farvi leggere i commenti. Se vi va, diteci la vostra menzionando l'account Twitter ufficiale @meltybuzz_it.

Scopri di più su http://www.meltybuzz.it/matteo-renzi-il-profilo-facebook-assaltato-da-commenti-critici-a170597.html#DimUrGsgTw5ivhBc.99