L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 gennaio 2016

2016 crisi economica, compare sempre più spesso negli articoli sull'economia mondiale la parola "tempesta perfetta" perché i sintomi ci sono numerosi e sempre più evidenti e gli strumenti per fronteggiarla sono inadeguati e insufficienti. Teniamoci forte gente

L'economia globale rallenterà più del previsto: la Banca Mondiale teme la tempesta perfetta

di  07.01.2016 
    Tempesta a Pechino
Una tempesta fotografata davanti a un quartiere residenziale di Pechino REUTERS/Stringer
Nel suo rapporto pubblicato mercoledì, la Banca Mondiale ha tagliato le sue previsioni di crescita globale per il terzo anno consecutivo, mettendo in evidenza i rischi di ciò che ha definito come una "tempesta perfetta". Anche se per la crescita globale è previsto un'accelerazione al 2,9 per cento quest'anno, dal 2,4 per cento dell'anno precedente, la previsione rappresenta l’ennesimo downgrade rispetto alle precedenti stime del 3,3 per cento rilasciate a giugno.
Il fatto che l'incertezza nei mercati emergenti potrebbe continuare, compresa la possibilità che i cosiddetti paesi BRICS - Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa - si possano trovare ad affrontare contrazioni più profonde del previsto, ha portato l'istituto internazionale a declassare le previsioni di crescita globale nel suo rapporto semetrale sulle prospettive economiche.
"Più del 40 per cento dei poveri del mondo vive nei paesi in sviluppo, dove la crescita è rallentata nel 2015", ha detto il presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, in una dichiarazione che accompagna la relazione. "I paesi in via di sviluppo dovrebbero concentrarsi sulla costruzione di resilienza a un ambiente economico più debole e a proteggere le categorie più vulnerabili. I vantaggi delle riforme di governance e di business sono potenzialmente elevati e potrebbero contribuire a compensare gli effetti del rallentamento nelle economie più grandi.
Proiezioni della Banca MondialeProspettive di crescita dei paesi emergenti e dei paesi in via di sviluppo rilasciate dalla Banca Mondiale  WORLD BANK'S GLOBAL ECONOMIC PROSPECTS REPORT, GENNAIO 2016
La Banca Mondiale ha riferito che il prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe crescere del 2,7 per cento nel 2016, leggermente superiore a quello dello scorso anno del 2,5 per cento, ma in calo dello 0,1 per cento rispetto alla previsione precedente. Ciò è in gran parte dovuto alrafforzamento del dollaro e alla debolezza della domanda d'oltremare, che, cumulativamente, dovrebbero portare a una contrazione delle esportazioni.
"Riflettendo in parte posizioni asincrone di politica monetaria tra le principali banche centrali, il dollaro si è apprezzato di oltre il 20 per cento in termini effettivi nominali - e il 18 per cento in termini reali effettivi - dalla metà del 2014", ha detto la banca. "Studi empirici suggeriscono che un apprezzamento simile può ridurre dopo due anni la crescita del PIL di un punto percentuale."
Nel frattempo, l’allentamento della politica monetaria in Giappone e nei paesi dell'area dell'euro dovrebbe continuare a sostenere i recuperi "fragili" in queste economie, ha detto la banca.
"Questa prospettiva dovrebbe essere sostenuta dalla ripresa delle principali economie ad alto reddito, stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, e la permanenza di bassi tassi di interesse," ha detto nella relazione il vice presidente della Banca Mondiale e capo economista Kaushik Basu. "Tutto questo non esclude il fatto che vi sia un rischio di un rallentamento disordinato nei principali mercati emergenti, dal momento che i tassi di interesse degli Stati Uniti aumentano dopo una lunga pausa e il dollaro statunitense si rafforza, e mentre le preoccupazioni geopolitiche continuano a rimanere alte."
Per esempio, in Cina, dove gli investitori sono ancora incerti sulle prospettive di una ripresa economica, la crescita del PIL nel 2016 è prevista al 6,7 per cento, il dato più basso dal 1990. Tra le altre nazioni BRICS, economie colpite dalla recessione come Brasile e Russia dovrebbero continuare a contrarsi, il Sud Africa dovrebbe assistere a crescita modesta dell’1,4 per cento, mentre l'India potrebbe registrare una crescita del 7,8 per cento, ha riportato la Banca Mondiale.
"Una crescita più forte nei mercati avanzati compenserà solo parzialmente i persistenti rischi di debolezza nei principali mercati emergenti", ha detto il Direttore del gruppo alle prospettive economiche di sviluppo della Mondiale Banca Ayhan Kose. "Inoltre, il rischio di una crisi finanziaria in una nuova era di maggiori oneri finanziari permane."

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