L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 gennaio 2016

Bail-In, quello che NON fanno la politica e le istituzioni TUTTE viene fatta dalle Associazioni: cercare di proteggere i risparmi degli italiani


Adusbef e Federconsumatori depositano eccezioni di costituzionalità sul bail in



Tutti i rapinati dalle 4 banche, salvo gli speculatori, devono essere integralmente risarciti

ROMA. Adusbef e Federconsumatori depositeranno nei prossimi giorni eccezioni di costituzionalità del bail, in in vigore dal 1.1.2016, un esproprio criminale del risparmio, ideato dalla cleptocrazia europea, da troika e Bce per addossare crac e dissesti bancari, provocati dai banchieri e dall’omessa vigilanza delle banche centrali, ad azionisti, obbligazionisti, depositanti, per palese, evidente contrasto con la Costituzione, in particolare con il pilastro fondante dell’art.47 che tutela e salvaguardia il risparmio. In una conferenza stampa, con costituzionalisti, saranno comunicati tutti i dettagli dei ricorsi e dei ricorrenti.
Anche per contrastare  l’ingannevole ed interessata narrazione della Bce, secondo la quale altri paesi dell’Unione europea, dal 2008 si sarebbero svenati, versando circa 800 miliardi di euro per evitare a molte banche di finire travolte dalla crisi finanziaria prima, dei debiti sovrani poi, infine della recessione economica che ha moltiplicato il monte dei crediti inesigibili, con  la  fiscalità generale che avrebbe versato nelle banche UE una media di 4,8 punti di Pil, con l’Italia del credito esentata, che al contrario ha addossato a correntisti ed utenti dei servizi bancari costi dei conti correnti pari a 318 euro annui contro 114 media UE ed alti tassi di oltre 100 punti base su mutui e prestiti, almeno 80 MLD di euro, nei 7 anni considerati dal 2008 al 2015, ossia circa 10 MLD di extra costi l’anno, che corrisponde al 5% del Pil, contro il 4,8 UE.
Adusbef e Federconsumatori, che tornano a chiedere una revisione del decreto del governo del 20 novembre 2015, che ha sperimentato sulla pelle di 130.000 famiglie truffate e rapinate le nuove regole del bail in, con il risparmio espropriato dalle quattro banche del Centro Italia che ha azzerato il capitale , per un valore di 788 milioni di euro, cui vanno aggiunti 275 milioni di simili strumenti lasciati nei quattro “vecchi” Istituiti, Banca Marche, Etruria, Ferrara, Chieti ora in liquidazione, pur apprezzando l’apertura a parziali rimborsi, anticipati da Banca Etruria prima dell’entrata in vigore dei regolamenti attuativi delle elemosine arbitrali,ritengono tali annunci piccoli espedienti sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori, che il 4 gennaio 2016 saranno a Jesi, sotto la sede di Banca Marche, che evitare la fuga massiccia dei depositi. Le proteste di piazza ed i ricorsi giudiziari, non si fermeranno fino a quando non ci saranno rimborsi integrali per tutti i derubati,da Bankitalia e dallo Stato.
Elio Lannutti (Adusbef)  e Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

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