L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 gennaio 2016

Banca Etruria, bancarotta fraudolenta&truffa entrambi i reati ci sono in pieno

BANCHE Banca Etruria: scattano indagini per bancarotta fraudolenta

8 gennaio 2016, di Alberto Battaglia
Dal 28 dicembre scorso la vecchia Banca Etruria è stata dichiarata ufficialmente insolvente, fatto che ha attivato le possibilità di accertamento, da parte dell’autorità giudiziaria, su una serie di attività sospette condotte dall’istituto, per le quali è ipotizzato anche il reato di bancarotta fraudolenta.
Proprio in queste ore la Guardia di Finanza di Arezzo sta effettuando una serie di perquisizioni nelle sedi di 14 società che hanno ricevuto finanziamenti poco chiari da Banca Etruria, operazioni queste che si sono tradotte in sofferenze per 18 milioni di euro.
Le società in questione sono riconducibili all’ex presidente di Etruria, Lorenzo Rosi, e al commercialista Luciano Nataloni, membro indipendente del Cda fino al commissariamento della banca. Entrambi sono indagati per una serie di operazioni nella quale non era stato rivelato il proprio conflitto d’interesse, rivelatosi in seguito assai dannoso per i profitti dell’istituto. Coinvolto a vario titolo in tutte le aziende che hanno ricevuto fidi non restituiti è in particolare Nataloni; mentre, nel caso de La Castelnuovese (cooperativa toscana del settore edile) e della Città di Sant’Angelo (società nata per la costruzione di un outlet vicino a Pescara), è indagato anche l’ex presidente Rosi.
I fascicoli della Procura che riguardano Banca Etruria non finiscono qui. Per il reato di ostacolo alla vigilanza, per il quale ora si attendono le richieste di rinvio a giudizio dopo l’avviso di fine indagini consegnato lo scorso luglio, sono indagati l’ex presidente (fino al maggio 2014) Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi.
Concluse anche le indagini per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, capo d’accusa che vede fra gli indagati ancora Fornasari e Bronchi, cui si aggiungono Lorenzo Rosi (presidente di Etruria dal maggio 2014) e gli ex manager Fabio Palumbo ed Ernesto Mocci (tuttora soci della società quotata di consulenza Methorios Capital). Ancora in fase d’indagine, infine, è l’ipotesi di reato di truffa, scattata in seguito alle denunce sporte dai risparmiatori danneggiati dal processo di risanamento della banca.

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