L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 gennaio 2016

Cantone la foglia di fico del corrotto Pd capace di stravolgere il suo pensiero per difendere il suo padrone


Don Patriciello vs Cantone. Il primo difende la sua gente. Il secondo la poltrona?

05 gen 2016

Basito, addolorato, deluso. Questo è oggi l’umore di don Patriciello, uomo che da sempre ha difeso la natura e chi si batte ogni giorno per rendere la terra un posto più vivibile per l’uomo, lui, che in quelle terre ha combattuto insieme agli uomini della Guardia Forestale non può accettare le parole del dottor Raffaele Cantone (fortissimamente voluto dal governo) che in una intervista rilasciata al quotidiano ‘Il Foglio’ dello scorso sabato 2 gennaio riguardo al rapporto ambiente malsano – salute nella ‘Terra dei fuochi’ così si esprime: “Io rispetto don Patriciello. Ma lui non è un medico, non è uno scienziato. Si è fatto un collegamento acrobatico tra i rifiuti interrati e l’insorgenza dei tumori. Un collegamento smentito dai tecnici. Ne è venuto fuori un pasticcio incredibile”. Strano, soprattutto per chi come noi ha fascicoli pieni e memoria da vendere. Solo pochi anni fa, quando Cantone Raffaele non ricopriva ancora l’importante ruolo di oggi, in un convegno a Giugliano, ebbe a dire queste testuali parole: “Ciò che dice oggi don Patriciello, noi lo stiamo dicendo da anni, ma nessuno ci ascoltava”. “Adesso che qualcuno ci ascolta, ringraziamo Dio. E lavoriamo insieme. L’unione fa la forza”, rispose il prete. Il caso ha voluto che proprio sabato scorso, ‘Avvenire’ pubblicasse un editoriale di don Patriciello e un articolo di Pino Ciociola sulla relazione dell’Istituto superiore di sanità sulla ‘Terra dei fuochi’ apparsa in data 30 dicembre 2015 sul sito di Arpa toscana, dalla quale è emerso il collegamento acrobatico tra i rifiuti interrati e l’insorgenza dei tumori è un fatto. Fatto questo tristissimo e angosciante.
Leggiamo dalla suddetta relazione: “Il quadro epidemiologico della popolazione residente nei 55 Comuni che la legge 6/2014 definisce come ‘Terra dei fuochi’ è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità e dell’ospedalizzazione per diverse patologie a eziologia multifattoriale che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e/o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani (…).
Per quanto riguarda la salute infantile, emerge un quadro di criticità meritevole di attenzione, in particolare eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori ed eccessi di tumori del Sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni sono stati osservati in entrambe le province”.
Una “stima” in pericolo
Pur nutrendo stima per Raffaele Cantone, Don Patriciello fa fatica a capire il motivo per il quale liquida con poche battute e una sottile ironia la drammatica questione dell’inquinamento ambientale nelle province di Napoli e Caserta. Non sarà uno scienziato don Patriciello, ci mancherebbe, non lo saranno gli uomini del corpo Forestale dello stato, però lottano da anni in quei luoghi per cercare di regalare a tutti noi un futuro migliore. Un prete con degli uomini in divisa che hanno raccolto il grido di dolore della gente e lo hanno portato davanti a chi di competenza. E qualche battaglia, a dire il vero, l’hanno anche vinta, ma la guerra è lunga ed il nostro quotidiano intende combatterla fianco a fianco con questa gente. Dobbiamo perciò continuare a impegnarci e a lottare. Tutti. Ognuno secondo le sue competenze, i suoi ruoli, i suoi carismi. Noi ci siamo.
Edoardo Izzo

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