L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 gennaio 2016

Dove c'è corruzione c'è il Pd

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Quattro persone sono state arrestate per bancarotta fraudolenta dalla guardia di Finanza di Padova. Si tratta di Angelo Berno, 52 anni, ex sindaco di Tombolo (Padova), già arrestato dai finanzieri per analoghi reati, Giuseppe La Rocca, 51, anch’egli già coinvolto in analoghe vicende giudiziarie, ed i fratelli Luciano e Michele Marin, rispettivamente di 52 e 38 anni. Sono tutti agli arresti domiciliari. Sotto la lente del Nucleo di Polizia Tributaria di Padova sono finite le sventurate vicende aziendali, e più in particolare gli atti gestionali e gli aspetti contabili, di due società operanti nel settore della costruzione e della lavorazione di carpenteria metallica, la Ital Com di Vigonza(Padova) e la Ital Mek di Tombolo (Padova), fallite rispettivamente, il 24 aprile 2013 e l’8 maggio 2014. I quattro indagati, risultati essere a vario titolo amministratori formali e/o occulti e liquidatori, per i finanzieri hanno deliberatamente e sistematicamente effettuato operazioni di depauperamento delle società e di distrazione di quote di partecipazioni societarie, di immobili, di liquidità e di veicoli aziendali (tra cui lussuose autovetture sportive), prive di giustificazione economica e senza ricevere compenso alcuno, portandole al fallimento.
La sottrazione o distruzione da parte dei responsabili dei libri e delle scritture contabili delle imprese ha reso assai difficoltosa la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari societari. Gli arrestati hanno agito animati dalla precisa ed unica finalità di far confluire le attività delle società prossime al fallimento in nuove ditte, anche con sede legale all’estero (Slovenia), che tuttavia continuavano a svolgere l’attività sempre negli stessi siti italiani. Le aziende, con passività ormai ingestibili (il solo passivo fallimentare della Ital Com ammonta a circa 9,5 milioni di euro), venivano di fatto “abbandonate”, intestate a stranieri o a soggetti in situazione di grave disagio personale, in capo ai quali rimanevano i debiti e le pretese, ormai vane, dei creditori che si ritrovano a patire un danno di ingente gravità. Tra questi un uomo gravemente malato, nominato amministratore della Ital Mek, attirato dal compenso necessario per vivere e per curarsi, in realtà nemmeno ottenuto.

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