L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 gennaio 2016

gli Euroimbecilli ancora non l'hanno recepito nella loro mente ma l'Europa non c'è più

Ue, Sapelli ad Affaritaliani.it: "Il sogno europeo è ormai infranto"

Lo storico Giulio Sapelli analizza con Affaritaliani.it gli effetti sul processo di costruzione dell'Unione europea del ripristino dei controlli al confine fra Danimarca e Svezia e della misura messa in cantiere dal Viminale sugli ingressi dei migranti dalla Slovenia e dice: "Il grande sogno europeo è ormai infranto". Ecco perché

Martedì, 5 gennaio 2016 



di Andrea Deugeni


Prima la crisi dell'eurodebito e la nascita di forti movimenti nazionalistici che hanno messo in discussione in Europa la sopravvivenza della moneta unica. Poi, l'acceso dibattito sul trade-off fra austerità e crescita. Poi, ancora, le fughe in avanti della Germania, al di fuori di una politica energetica comunitaria, in ambito energetico. Ora, le frontiere bloccate fra Danimarca e Svezia e anche l'Italia, il Paese che aveva fatto da apripista nella politica dell'accoglienza nel Vecchio Continente battendosi poi in primis perSchengen, è pronta a ripristinare i controlli sui flussi dei migranti ai confini con la Slovenia. Insomma, è la fine del sogno europeo?

"Sì, il grande sogno europeo della libera circolazione delle persone, che per gli ideali dei padri fondatori era molto più importante di quella delle monete, ormai è infranto. E' come un vaso di cristallo che si sta aprendo. Oltretutto, aggiungerei per l'Italia, bisogna vedere come il nostro Paese farà le barricate quando i migranti, invece che dai confini di terra, continueranno ad arrivare dal mare. Fra i fatti che vanno contro lo spirito comune, citerei poi anche un altro accadimento".

Quale?

"Il Financial Times di oggi ha pubblicato una classifica degli aiuti di Stato europei forniti alle banche, classifica da cui emerge che la Germania è stata la prima in assoluto, mentre l'Italia è il fanalino di coda".

Cosa vuole dire? 

"Anche su un tema così delicato come l'Union Banking, tema che dovrebbe essere rigidamente regolamentato secondo criteri di proporzionalità, almeno rispetto al Pil, è andato invece avanti a colpi di furbizia. Francamente, con tutto ciò che sta accadendo, anche chi non è euroscettico, come il sottoscritto, comincia ad avere forti dubbi sul futuro di questa Europa".

Non c'è nessuna way out?

"Solo se si uscirà dalla crisi economica, l'Unione potrà tenere. Al momento, dal punto di vista della congiuntura, siamo solo di fronte a una fine della recessione. Con questa deflazione, è assurdo parlare di ripresa economica. Non è ancora chiaro come si ripartirà. In Medio Oriente, stiamo assistendo poi all'escalation della tensione, nello scisma islamico, fra Arabia Saudita e Iran. Tensioni che stanno ulteriormente mettendo in moto i flussi migratori. E' difficile che, in questa situazione, l'Europa resista a tale forma di pressione. Il futuro dell'Ue è molto incerto. Occorrerebbe uno scatto d'orgoglio da parte dei leader del Vecchio Continente nella gestione delle frontiere e nella distribuzione regolata degli arrivi dei migranti. Un tema da affrontare con ragionevolezza e dignità. Invece, sto assistendo ad altro".

A cosa si sta riferendo, in particolare?

"Alla proposta del Comune di Milano di offrire 400 euro a chi ospita un immigrato. Proposta che è un'offesa allo spirito di misericordia. E' un'Europa che ha perso completamente la testa: dai sindaci ai vertici. Siamo solo all'inizio della produzione di mostri".

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