L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 31 gennaio 2016

La Consorteria toscana del corrotto Pd di Renzi riesce a trovare tanti, troppi soldi per acquisti importanti

Banche, Donzelli: “Socia di Renzi acquista lo storico caffé Rivoire. Con quali soldi?”

30 gennaio 2016 
“La combriccola d’affari intorno a Matteo Renzi mette le mani sulla città di Firenze. Dopo l’acquisto dell’ex teatro comunale da parte della Corso Italia, società che unisce in affari i due soci del papà del Presidente del Consiglio Tiziano Renzi nella Party Srl e l’ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi, uno di loro, la Nikila Invest di Ilaria Niccolai, sta acquistando anche lo storico caffè Rivoire, in piazza della Signoria a Firenze”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli commenta l’operazione portata alle cronache dalla cronaca fiorentina di Repubblica. “A Firenze da settimane si parla di grosse operazioni che i soci di Tiziano Renzi stanno portando avanti – rileva Donzelli – non si capisce come una società dal capitale sociale di appena 10mila euro possa prima, tramite un’impresa di cui è socia di maggioranza, acquistare il teatro comunale per 25 milioni di euro, e poi vada direttamente ad acquistare uno dei caffè storici più importanti di Firenze, nato nel 1872, per una cifra compresa fra i 4 e i 5 milioni di euro”. “Non passa inosservato il fatto che a condurre l’acquisto sia Luigi Dagostino, uomo indicato da tutti come il regista della realizzazione degli outlet in varie città d’Italia, operazione nella quale è coinvolto lo stesso Tiziano Renzi come consulente che si è presentato dai sindaci di Sanremo e Fasano – sottolinea Donzelli – si tratta di un fatto che pone un’ombra ulteriore su giri d’affari discutibili. Dagostino ha dichiarato al quotidiano ‘La Repubblica’ che la Nikila è considerata ‘cliente affidabile’ dalle banche che li finanziano: vogliamo sapere quali siano queste banche. Mentre gli imprenditori nel nostro paese hanno grandi difficoltà nell’accesso al credito, salta all’occhio come la cerchia economica intorno al premier riesca evidentemente ad aggirare gli ostacoli. Ci auguriamo che almeno in questo caso il prezzo non venga pagato dai cittadini e risparmiatori, come accaduto per Banca Etruria – conclude Donzelli – non possiamo dimenticare che tra le aziende sotto indagine dalla procura di Arezzo per i prestiti mai restituiti all’istituto di credito c’è anche La Castelnuovese, società che l’ex presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi ha guidato a lungo, e che è socia proprio della Corso Italia Firenze che ha acquistato il teatro comunale di Firenze”. Fonte: Ufficio Stampa


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