L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 gennaio 2016

la Corea del Sud riprende le provocazioni alla Corea del Nord

TENSIONE IN COREA: SEOUL RIPRENDE LE TRASMISSIONI DI PROPAGANDA AL CONFINE CON PYONGYANG





(di Franco Iacch)
08/01/16 













La Corea del Sud ha ripreso da qualche ora le trasmissioni di propaganda dagli altoparlanti riposizionati a ridosso dei confini con la Corea del Nord. Una decisione, quest’ultima, che in passato è stata oggetto di scontro tra i due paesi, più volte sull’orlo di una guerra.
Le trasmissioni sono riprese alle 12 (di Seoul). La ripresa delle trasmissioni transfrontaliere (che includono di tutto: dalla K-pop alle previsioni meteo fino alle critiche al governo della Corea del Nord), fa rivivere le tattiche di guerra psicologica che risalgono al 1950-1953. E’ come se si fosse ritornati alla guerra di Corea.
Lo scorso anno, a seguito di tali trasmissioni, la Corea del Nord, ha intimato la sospensione delle trasmissioni radio, pena un fuoco di sbarramento di artiglieria. L’accordo trovato, ha evitato un’escalation armata sulla penisola coreana.
Da alcune ore, le dieci postazioni radio mobili, hanno ripreso la “programmazione”.
Ancora nessun commento dal regime di Kim Jong-un.

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