L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 31 gennaio 2016

Le consorterie, le cordate, i clan, le clientele, i famigli del corrotto Pd continuano a regalare ai privati privilegi insopportabili

Autostrade, Brunetta: reazione scomposta Serracchiani allarmante

Biancofiore: vorrebbe dettare lei le regole a Cantone?

Dichiarazione dell'onorevole Michaela Biancofiore, parlamentare di Forza Italia del Trentino Alto Adige:
"Serracchiani - ha argomentato la parlamentare Fi Micaeala Biancofiore- fa almeno 3 autogoal nella sua nervosissima risposta all'iniziativa di trasparenza sui soldi pubblici , cioè dei cittadini, voluta dal presidente Brunetta in merito alle concessioni autostradali ad Autovie Venete e A22, sostenendo la svolta statalista del Pd e di Renzi. La prima è tentare di sostituirsi a Cantone e di dettargli addirittura il verdetto. L'apertura delle indagini da parte dell'Autorità anticorruzione non è affatto un solo atto dovuto e lo dimostro. Infatti in una recente audizione in Parlamento, è proprio il Presidente dell'Autorità nazionale Cantone a sollevare la necessità delle gare per le concessioni autostradali, in particolare per la A22 ma anche che gli interessi maturati sui fondi accantonati negli anni - ad esempio per la realizzazione del tunnel del Brennero, che si ricorda peraltro fossero in esenzione di imposta, si sommassero ai 550 milioni già destinati dalla finanziaria 2010 allo Stato, ergo per legge".
"Credo - ha aggiunto- che lo stesso Presidente Cantone si stia chiedendo pertanto, visto che fra i suoi compiti ha la vigilanza e il controllo, che fine abbiano fatto ad esempio quegli interessi e se siano stati indebitamente sottratti allo Stato e come mai Anas sia stata tenuta fuori per esempio dalla NEW.co di A22 cosa che in maniera accorta non ha fatto il Friuli con Autovie Venete. In seconda battuta la Serracchiani sostiene che solo Autovie Venete può realizzare la Terza Corsia e non a suo dire il privato e per farlo tenta di mettere contro al Presidente Brunetta i suoi deputati friuliani che credo abbiano ben presente che il nostro è il movimento del fare e delle imprese e che Autonomia significa libertà e non accentramento burocratico e neostatalismo. Verrebbe da dire in romanesco - rozzo ma efficace 'a ridatece Bersani'".

"La Presidente del Friuli e neorenziana vicesegretaria Pd e già bersaniana di ferro - ha concluso Biancofiore- scorda o finge di scordare infatti che una volta il Pd di Bersani ministro prima che segretario era quello delle privatizzazioni, se non ricordiamo male. In terza battuta quanto al goffo tentativo di smentire la natura totalmente politica di queste concessioni 'sui generis' sottratte inspiegabilmente a gara di evidenza pubblica, lascio allo stesso presidente Cantone individuare nomi e cognomi dei protagonisti di un contenzioso che vale 16 miliardi per i prossimi 30 anni e comporre un puzzle, che come direbbero i giuristi appunto, emerge 'ictu oculi'".

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