L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 gennaio 2016

Libia, Italia foglia di fico dei neo-colonialisti, il governo fantoccio si deve ancora insidiare a Tripoli dove comanda la Fratellanza Musulmana, ci stiamo immergendo in un labirinto

L'Italia guiderà l'intervento militare in Libia

L'operazione coinvolgerà 6mila soldati europei e americani. In azione la Folgore

Fausto BiloslavoI corpi speciali britannici sono già operativi in Libia per preparare il terreno ad un intervento militare di 6mila uomini guidato dall'Italia. L'obiettivo più urgente è fermare l'avanzata della bandiere nere verso i maggiori centri petroliferi sulla costa fra Sirte a Bengasi. La notizia è stata confermata dal quotidiano britannico Mirror, ma gli inglesi non sono gli unici ad operare in segreto in Libia. I corpi speciali di Parigi sarebbero stati posizionati a Sud, nell'arida regione del Fezzan presso l'aeroporto militare di Brak al Shati. Gli americani sono sbarcati nella base aerea di al-Wattiyah vicino al confine con la Tunisia. Il 14 dicembre l'aviazione libica fedele la governo di Tobruk ha postato su Facebook la foto di una ventina di Rambo in abiti civili, appena arrivati. Gli inglesi si troverebbero nell'area del golfo di al- Bumbah, dal nome di un omonimo villaggio con aeroporto militare. L'area, fra Derna e Tobruk, è sotto il controllo, a chiazza di leopardo, del generale Khalifa Haftar.Il Mirror rivela che le unità sono composte da consiglieri presso i posti comando dell'esercito di Haftar, fedele a Tobruk e da uomini dello Special Reconnaissance Regiment per le ricognizioni sugli obiettivi. In vista dell'operazione libica la Raf sta inviando altri aerei a Cipro dove sono già schierati 16 caccia, che operano in Siria ed Iraq. Un cacciatorpediniere britannico si sta avvicinando alle coste libiche in preparazione degli attacchi aerei. Secondo il Mirror «l'operazione coinvolgerà circa 6mila soldati europei e americani guidati dagli italiani». Fonti militari del quotidiano spiegano che «questa coalizione garantirà una vasta gamma di risorse dalla ricognizione aerea ai bombardamenti contro lo Stato islamico, che sta progredendo in maniera significativa in Libia». La stessa fonte conferma: «Sul terreno c'è una forza di avanguardia, che deve verificare la situazione ed identificare dove è necessario attaccare».Da parte italiana sono pronti ad intervenire i paracadutisti della Folgore. Il problema è che manca l'ordine politico in vista del tribolato esordio del governo di unità nazionale fortemente voluto dall'Italia, che dovrebbe insediarsi a Tripoli. Per la missione libica il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, ha previsto 1000 uomini. All'operazione parteciperanno anche francesi e americani, ma il grosso delle forze sul terreno saranno italiane. In teoria il contingente dovrebbe garantire la sicurezza del nuovo governo unitario e addestrare le forze armate libiche. In pratica la minaccia dell'avanzata della bandiere nere verso i gangli petroliferi sul golfo di Sirte rende l'intervento più urgente e diretto. Non a caso il Mirror indica che l'offensiva occidentale in Libia dovrebbe iniziare «in poche settimane».Nel frattempo le truppe del Califfo hanno conquistato la città costiera di Ben Giauad arrivando a controllare 150 chilometri di costa da Sirte. Unità jihadiste si sono spinte fino a Sidra, che dista appena 30 km, ma sarebbero state respinte dai miliziani di Ibrahim Jadran. I suoi uomini controllano l'importante terminal petrolifero seguito a soli 25 km dal complesso petrolchimico di Ras Lanuf. In quest'ultimo centro e a Marsa al Brega grandi aziende italiane come Snamprogetti e Saipem hanno realizzato impianti e raffinerie. Un'aerea cruciale che pompa dai pozzi nel deserto gran parte dei 400mila barili di greggio al giorno estratti in Libia. Pochi chilometri nell'entroterra i fedeli del Califfo hanno quasi conquistato Agedabia. Grazie alle alleanze con forze jihadiste locali i miliziani del Califfato libico sono già 5mila. Basta guardare una mappa per capire la manovra a tenaglia sui gangli petroliferi che garantiranno come in Siria e Iraq le risorse per l'espansione. Non a caso Abu al-Mughirah Al Qahtani, l'emiro del Califfo a Sirte, annunciava già a settembre: «La Libia ha una grande importanza per la sua posizione a sud dell'Europa e con risorse energetiche che non possono prosciugarsi».

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